Feminism 9: ecologie, libri e voci alla Casa delle Donne

Dal 27 febbraio al 2 marzo 2026 Roma torna ad aprire uno spazio che, in questi anni, ha imparato a fare una cosa rara: usare i libri non come vetrina, ma come dispositivo politico. È la IX edizione di Feminism – Fiera dell’Editoria delle Donne, ospitata alla Casa Internazionale delle Donne, nel complesso dell’ex Buon Pastore a Trastevere: un luogo che non è solo “sede”, ma parte del messaggio, perché la fiera nasce e cresce dentro una casa simbolo delle lotte femministe e della produzione culturale autonoma.

Il tema scelto per il 2026, “Creature di un unico mondo. Ecologie, libri, voci”, è una dichiarazione di campo: l’ambiente non come capitolo separato, ma come intreccio tra umano e non umano, potere e territori, economie e memorie, guerra e devastazione. È un taglio esplicitamente femminista, che prova a sottrarre la crisi climatica al linguaggio dell’emergenza per riportarla nel terreno della giustizia: sociale, intergenerazionale, materiale. Non a caso, nella nota delle promotrici l’ecologia viene letta come lente per capire perché alcune vite diventino più vulnerabili di altre, e come i conflitti armati producano anche distruzione ambientale e nuove migrazioni.

La data di oggi scelta per la presentazione dell’evento, il 12 febbraio, non è un dettaglio neutro: coincide con la Giornata internazionale contro l’impiego dei bambini e delle bambine nei conflitti armati (Red Hand Day), e la fiera rivendica apertamente questo sfondo. In un tempo in cui la guerra torna a occupare l’agenda e a riscrivere priorità e risorse, parlare di ecologie significa anche parlare di scelte politiche che decidono cosa si protegge e cosa si sacrifica.

Il format resta quello che ha reso Feminism un appuntamento riconoscibile: dialoghi e confronti, focus tematici, presentazioni, dediche, e una chiusura pensata per il mondo della scuola. In passato i calendari hanno raggiunto decine di appuntamenti in pochi giorni, e l’impianto 2026 conferma la stessa densità, con una costruzione corale che mette insieme editoria indipendente, collettivi, autrici, traduttrici, studiose e attiviste.

A dare un segnale chiaro sull’orizzonte culturale scelto sono anche le madrine di questa edizione: Laura Pugno, per il lavoro sul confine tra umano e non umano e sulle forme del post-umano, ed Elena Gagliasso, per la riflessione critica sui saperi scientifici e sull’etica della complessità. Lo “Spazio Libri”, come da tradizione, è curato dal Centro Giovani Zalib: un dettaglio che conta, perché dice che la fiera non è solo palinsesto di eventi, ma anche attraversamento fisico di cataloghi, collane, scelte editoriali.

C’è poi un’altra dimensione, più romana e meno “da comunicato”, che vale la pena esplicitare: Feminism non parla dell’ambiente in astratto mentre lo ospita un luogo “in crisi”, ma ribadisce che difendere gli spazi delle donne è parte della stessa ecologia politica. L’idea è semplice e radicale: non esiste sostenibilità senza luoghi di comunità, senza presìdi culturali, senza infrastrutture sociali che tengano insieme conflitto e cura.

Per chi vuole seguirla senza perdersi, gli aggiornamenti e il programma vengono pubblicati sui canali ufficiali della fiera: https://www.feminismfieraeditoriadelledonne.it/