Il Giubileo a Roma è in corso, ma non è per i migranti

Il Giubileo 2025 è cominciato. Roma accoglie milioni di pellegrini da tutto il mondo con nuovi percorsi urbani, strutture di ospitalità e progetti speciali. Ma per una categoria particolare di “pellegrini” – i migranti forzati – la città sembra aver dimenticato la propria storica vocazione all’accoglienza. È questa la denuncia al centro del 20° rapporto “Osservatorio sulle migrazioni a Roma e nel Lazio”, redatto da IDOS in collaborazione con l’Istituto “San Pio V” e in uscita il 25 giugno.

Secondo il dossier, l’accoglienza a Roma e nel Lazio è ancora in larga parte basata su mega-strutture isolate, spesso gestite da enti for profit, con procedure opache e nessun reale progetto di integrazione. Il Giubileo, insomma, è cominciato per molti, ma non per chi fugge da guerre e povertà.

CAS sovraffollati e sistema “in emergenza cronica”
Il Lazio è la regione italiana con la più alta concentrazione nei CAS (Centri di accoglienza straordinaria): qui vive l’82% dei migranti accolti, rispetto al 77% della media nazionale. Nella Città metropolitana di Roma, la capienza media dei centri supera i 100 posti, con punte di oltre 600. Le strutture sono spesso lontane dai centri abitati, senza servizi oltre il vitto e l’alloggio.

Un modello che produce segregazione sociale e favorisce sfruttamento e lavoro nero. A ciò si aggiunge il dato sugli affidamenti diretti: nel 2023, l’81% dei contratti nella prefettura di Roma è stato assegnato senza gara. Il rapporto parla esplicitamente di un sistema “irrazionale, privo di programmazione, strutturalmente in emergenza”.

Quote di ingresso: dati impietosi
Il rapporto fotografa anche il fallimento del sistema di ingresso regolare per lavoratori stranieri. Nella Capitale, a fronte di oltre 32.000 domande presentate nel dicembre 2023, solo 1.568 nulla osta sono stati concessi. Di questi, appena 40 si sono tradotti in effettivi permessi di soggiorno. Uno scarto del 97,4%. In mancanza di vie regolari, cresce il bacino di lavoratori invisibili, spesso vittime di filiere di sfruttamento organizzato.

L’altra Roma: quella che accoglie davvero
Eppure, nel cuore della città e della società civile, resiste un’altra Roma. Il rapporto IDOS segnala esperienze concrete che incarnano lo spirito giubilare molto più delle politiche ufficiali:

Il GrIS (Gruppo immigrazione e salute), attivo da 30 anni nel garantire cure ai migranti in difficoltà.

L’instancabile azione di Baobab Experience, che ha accolto oltre 110.000 persone in transito dal 2015 a oggi.

Le 87 scuole di italiano attivate dalla rete Scuolemigranti, più del doppio dell’offerta pubblica.

Il progetto Community Matching di Refugees Welcome, che crea legami tra migranti e cittadini italiani.

Le attività storiche del Centro Astalli, la Casa dei Diritti Sociali, e i servizi Sai coordinati dal Comune di Roma, che nel 2025 gestisce 1.285 posti e ha attivato 4 tensostrutture per l’accoglienza di senzatetto e pellegrini poveri.

Il Giubileo mancato dell’integrazione
Con 368 pagine e 48 tavole statistiche, il rapporto IDOS non offre solo numeri, ma un messaggio politico chiaro: Roma riflette il fallimento sistemico dell’accoglienza in Italia, con punte di criticità che nessun evento straordinario riesce a correggere. Il Giubileo è in corso, ma non tutti sono invitati alla festa. E a difendere davvero l’onore della Capitale, oggi, sono reti civiche, volontari e operatori sociali, non certo le istituzioni centrali.

Foto da https://webinserzionista.altervista.org/fotonarrate/gi/religione/angelus-piazza-san-pietro.html