Giubileo: tra foto da cartolina e miseria, i due volti di Roma

C’è una Roma da cartolina e una Roma reale, fatta di disuguaglianze crescenti, precarietà abitativa e fragilità sociali che nemmeno il Giubileo riesce a nascondere. A ricordarlo non è un attivista o un urbanista, ma il cardinale vicario Baldo Reina, braccio operativo di Papa Francesco nella capitale, intervenuto in più occasioni per denunciare una città a due velocità, dove la marginalità cresce mentre la solidarietà istituzionale arretra.

Durante un’audizione davanti alla commissione parlamentare sulle periferie, Reina ha portato numeri e osservazioni che inchiodano la politica cittadina e nazionale. Una ricerca promossa da Comune e Università La Sapienza ha rilevato 114mila nuclei familiari in condizione di fragilità abitativa, di cui 22mila in emergenza conclamata.

Questo nonostante tra i 160 e i 200mila appartamenti privati risultino vuoti, e molte abitazioni pubbliche siano in stato di abbandono, con ascensori guasti, barriere architettoniche e rischio di occupazioni legate alla criminalità locale. Nel frattempo, il centro storico si svuota: in dieci anni ha perso il 38% della popolazione, mentre le offerte di affitti brevi superano le 35mila unità.

La fotografia del disagio si allarga anche ai migranti. Il Centro Astalli, nel suo ultimo rapporto, ha registrato 24mila utenti assistiti in Italia, 11mila solo a Roma. Il 2024 ha visto meno sbarchi ma più vulnerabilità, anche a causa di un decreto legge che ha ridotto drasticamente i tempi per presentare ricorso contro il diniego dell’asilo.

Il risultato è un numero crescente di persone sospese in un limbo giuridico e sociale. Le richieste di pasti, cure mediche e supporto legale sono aumentate, così come i casi seguiti in ambito psichiatrico. Le donne, in particolare, risultano più esposte, con un aumento sensibile delle visite ginecologiche e di accoglienze nei centri dedicati.

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Il diritto all’abitare si conferma come uno dei nodi centrali. Reina ha proposto una moratoria sugli sfratti per morosità incolpevole durante l’anno giubilare, l’istituzione di un fondo di garanzia per i piccoli proprietari e una regolamentazione più stringente sugli affitti brevi. Ha inoltre chiesto il rifinanziamento del fondo per l’accesso alle abitazioni in locazione e per gli inquilini in difficoltà, insieme al rafforzamento della rete di prima accoglienza tramite il terzo settore.

Nel frattempo, la diocesi non resta a guardare. In vista del Giubileo, la Caritas di Roma ha attivato un fondo intitolato a Don Roberto Sardelli per promuovere il co-housing sociale, sostiene l’accoglienza diffusa nelle comunità parrocchiali e sta realizzando un condominio solidale nell’ex Casa del clero. Si tratta di quei “segni giubilari di speranza” auspicati da Papa Francesco per affiancare all’accoglienza dei pellegrini quella, più silenziosa ma urgente, dei senza casa.

Secondo i dati Istat citati dal vicario, Roma è tra le città con i più alti livelli di benessere, seconda solo a Milano e Bologna. Eppure, il 17,7% della popolazione si trova in almeno una delle tre condizioni di disagio economico e sociale. Le disuguaglianze si fanno più nette tra centro e periferia, tra giovani e anziani, tra italiani e stranieri. E se l’occasione del Giubileo può servire a rinnovare l’immagine della capitale agli occhi del mondo, potrebbe e dovrebbe essere anche l’opportunità per guardare più a fondo dentro di essa.

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