Da dove nasce l’esigenza di inserire nella Costituzione il diritto all’abitare? L’argomento lo ripropone un gruppo di giovani che, da varie parti d’Italia, hanno dato vita ad una aggregazione denominato “Ma quale Casa?”.
Questi, dopo diversi momenti di confronto sulla base anche di esperienze personali e di iniziative nei propri comuni, hanno lanciato e presentato una proposta di legge costituzionale che propone modifiche alla Costituzione nel senso di inserire in maniera esplicita il diritto all’abitare nella Costituzione.
Attualmente la Costituzione italiana afferma che la Repubblica favorisce l’accesso alla proprietà dell’abitazione.
Questo ha fatto sì che in Italia le politiche abitative e i finanziamenti, tranne che per il datato Piano Fanfani, fossero indirizzate verso la proprietà. Ma la società nel frattempo si è evoluta o involuta a seconda di quel che si pensa, e oggi di fronte ad una offerta di lavoro in mobilità, precario e povero nella retribuzione, le criticità di una impostazione politica tesa alla proprietà dell’abitazione non regge.
Come può reggersi una idea di mobilità del lavoro con la proprietà di un immobile se non crei lavoro dove si abita? E come si affronta la casa come diritto della persona a fronte di milioni di persone in Italia in povertà assoluta se si continua per esempio a sostenere con miliardi di euro la proprietà di una casa per giovani sotto i 36 anni?
In un ambito in cui l’edilizia residenziale pubblica è assolutamente insufficiente e si tenta in molti comuni di trasformare le case popolari da alloggi per famiglie povere in graduatoria in alloggi da destinare a lavoratori dipendenti, così mettendo in opera un atto di divisione ed esclusione sociale?
Per questo l’iniziativa dei giovani di “Ma quale Casa?” è utile e interessante perché senza rimettere il diritto all’abitazione come principio costituzionale inteso non solo come diritto alla proprietà ma anche al godimento, si continueranno a produrre politiche abitative speculative che sono alla base della precarietà abitativa vissuta da milioni di persone.
Quindi da ieri, martedì 11 marzo 2025 e per cinque mesi, tutte e tutti saremo chiamati a firmare online o ai banchetti che ci saranno in tutta Italia la Proposta di legge Costituzionale di iniziativa popolare, per l’inserimento nella Costituzione del diritto all’abitare e a politiche abitative coerenti con il fabbisogno.
Si tratta come affermano i giovani del gruppo “Ma quale Casa?”, di introdurre il riconoscimento e la promozione di un effettivo, concreto ed efficace diritto all’abitazione e per politiche nazionali, regionali e locali che lo rendano tale.
Una iniziativa che a mio parere è culturalmente deflagrante tenuto conto che nel nostro Paese le disuguaglianze sono diventate il tratto distintivo del Governo Meloni, queste hanno prodotto picchi storici di povertà assoluta, in particolare per le famiglie in affitto e quelle con minori, violando così anche importanti trattati internazionali e convenzioni sui diritti umani che l’Italia ha firmato e ratificato ma mai davvero applicato.

La relazione, che accompagna la proposta di legge, afferma che si tratta di “un passo decisivo per la creazione di una società più equa, giusta e solidale, in cui ogni individuo possa godere di una vita dignitosa, che non solo vede l’accesso a un’abitazione adeguata come bene primario e diritto della persona, ma che pone la stessa come principio in grado di orientare l’ordinamento e per la futura produzione normativa”.
Oggi si parla ancora di precarietà abitativa e difficoltà ad accedere un alloggio in affitto per famiglie e per studenti fuorisede nonostante che nel nostro Paese vi siano milioni di case sfitte e milioni di metri cubi di edifici pubblici e privati, (segno evidente e inequivocabile di un astruso consumo di suolo) lasciati nel degrado o nella migliore delle ipotesi immessi in un percorso di “valorizzazione” che di sociale non ha nulla o solo una parvenza.
E che dire del mercato delle locazioni private e degli affitti brevi turistici sostenuti da cedolari secche o flat tax, che hanno reso il mercato una giungla di fatto senza regole che si è abbattuto come un macigno sulle famiglie e studenti tanto che in Italia siamo passati dall’80% di sfratti per finita locazione al 90% di sfratti per morosità incolpevole. Si è frantumata cosi la narrazione tossica del “mercato che calmiera il mercato”.
Con la proposta di legge di iniziativa costituzionale di inserire il diritto all’abitare in Costituzione la necessità, che apprezzo e condivido, della proposta dei giovani di “Ma quale Casa?” di riaffermare un principio solido e inclusivo che sia elemento essenziale di coesione sociale. Questo perché è dai fondamentali che si deve ripartire.
La proposta di legge costituzionale si compone di tre articoli. L’articolo 1 propone la modifica del primo comma dell’articolo 44, attraverso la quale si sancisce l’impegno della Repubblica nell’indirizzare e coordinare lo sviluppo delle aree urbane, e nel garantire l’accesso all’abitazione quale bene primario e mezzo necessario per assicurare alla persona l’effettivo esercizio dei diritti e una vita libera e dignitosa.
L’articolo 2 modifica il secondo comma dell’art. 47. nel senso di estendere tale tutela anche al “godimento” dell’abitazione medesima. L’articolo 3, infine, modifica il secondo e il terzo comma dell’art. 117, inserendo un riferimento esplicito e coordinato al riparto di competenze in materia di politiche abitative uniformi su tutto il territorio nazionale. Con la modifica del terzo comma dell’articolo 117 si aggiunge alla competenza in materia di “governo del territorio” quella in materia di “programmi di edilizia residenziale pubblica”.
Credo che questa iniziativa sia da sostenere e l’augurio che le firme raccolte siano ben oltre le necessarie 50.000 firme, per questo c’è bisogno di tutte e tutti a partire dal sostegno dei precari della casa.
Per chi vuole approfondire, aderire, firmare: info Mattia 3888392499, mail: maqualecasa@gmail.com , www.maqualecasa.it, facebook: https://www.facebook.com/maqualecasa.
Per firmare online https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/2700001
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Diogene Aps aderisce e invita ad aderire alla campagna e alla Proposta di legge Costituzionale di iniziativa popolare



