Pakistan: nuova legge minaccia diritti umani e democrazia

Il Pakistan sta affrontando una delle più grandi sfide alla democrazia e ai diritti umani degli ultimi anni. La recente approvazione del Peaceful Assembly and Public Order Act 2024 ha sollevato un’ondata di critiche da parte delle organizzazioni per i diritti umani, sia nazionali che internazionali.

La legge, approvata in soli quattro giorni dal Parlamento, introduce restrizioni significative sul diritto di riunione pacifica, sancito dall’articolo 16 della Costituzione pakistana, e mette a rischio libertà fondamentali già fortemente limitate nel Paese.

Secondo la Commissione per i Diritti Umani del Pakistan (HRCP), questa normativa rappresenta un grave passo indietro per la democrazia. Le disposizioni obbligano le assemblee pubbliche a svolgersi in aree designate, spesso lontane da luoghi strategici, riducendo drasticamente l’efficacia delle proteste.

Inoltre, la legge impone un regime di permessi complesso e burocratico che rende quasi impossibile l’organizzazione di assemblee spontanee. Gli organizzatori devono ottenere approvazioni preventive, con i magistrati locali che possono modificare o revocare i permessi in qualsiasi momento, creando un costante stato di incertezza.

Le sanzioni previste sono particolarmente severe. Partecipare a raduni considerati “illegali” può portare a multe salate e pene detentive fino a tre anni. La legge conferisce alle forze dell’ordine un’ampia discrezionalità nell’uso della forza per disperdere i raduni, senza criteri chiari su quando questa sia giustificata, aumentando il rischio di abusi.

Queste restrizioni arrivano in un contesto già critico per i diritti umani in Pakistan. Il rapporto annuale della HRCP per il 2023 ha documentato un peggioramento generale delle libertà civili, accompagnato da polarizzazione politica e ingiustizie economiche.

Amnesty International ha definito il Peaceful Assembly and Public Order Act un attacco diretto al diritto di protesta, evidenziando come il governo stia utilizzando leggi draconiane per soffocare il dissenso. Human Rights Watch, inoltre, ha denunciato un clima di instabilità, con attacchi crescenti contro minoranze religiose e forze dell’ordine.

La situazione dei diritti umani in Pakistan è peggiorata anche a causa dell’erosione delle libertà economiche e sociali. Secondo la HRCP, il 35% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, una condizione che amplifica la vulnerabilità dei cittadini e alimenta le tensioni sociali. L’inflazione, che ha colpito duramente le fasce più povere, ha portato a un aumento del malcontento, spingendo molte persone a manifestare nonostante le restrizioni.

La comunità internazionale osserva con preoccupazione questi sviluppi. Le organizzazioni per i diritti umani chiedono al governo pakistano di rivedere questa legge e di garantire che la normativa interna sia in linea con gli standard internazionali sui diritti umani.

Senza un intervento immediato, il Pakistan rischia di allontanarsi ulteriormente dai principi democratici, lasciando i cittadini senza strumenti per difendere i propri diritti in un momento di crescente instabilità politica ed economica.