Tra giugno e luglio 2023, il Kenya è stato attraversato da proteste antigovernative su scala nazionale. Migliaia di giovani, definiti “Generazione Z” per la loro giovane età, sono scesi in piazza contro l’aumento delle tasse e la corruzione dilagante nel governo. Tuttavia, le manifestazioni sono state represse con violenza dalla polizia, dando vita a un clima di paura e a gravi accuse di abusi, insabbiamenti e brutalità da parte delle autorità.
Le morti di alcuni manifestanti, tra cui Charles Owino e Shaquille Obienge, evidenziano le discrepanze nei resoconti ufficiali delle forze dell’ordine, sollevando dubbi su una strategia deliberata per coprire le uccisioni extragiudiziali.
Morti Occultate: I Casi di Owino e Obienge
Il 19enne Charles Owino è stato ucciso da un colpo di pistola alla testa durante una protesta nel sobborgo di Kitengela, vicino a Nairobi. Tuttavia, secondo quanto riferito dalla sua famiglia, la polizia ha registrato la sua morte come un incidente stradale. Una situazione analoga riguarda Shaquille Obienge, 21 anni, colpito al collo da un proiettile lo stesso giorno. Anche in questo caso, la causa ufficiale della morte è stata indicata come incidente stradale.
I rapporti autoptici eseguiti dai patologi governativi, visionati da Reuters, smentiscono le versioni della polizia, confermando che entrambe le vittime sono morte a causa di colpi d’arma da fuoco. Le famiglie di Owino e Obienge hanno identificato i corpi all’obitorio, riscontrando gravi discrepanze tra quanto registrato nei registri ufficiali e i risultati delle autopsie. Questi casi rappresentano solo la punta dell’iceberg in un contesto di repressione sistematica.
La Manipolazione dei Registri dell’Obitorio
In Kenya, i registri degli obitori riportano le cause di morte dichiarate dalla polizia al momento della consegna dei corpi. Tuttavia, le indagini di Reuters rivelano un frequente uso di categorie generiche o fuorvianti, come “giustizia della folla” o “annegamento”, per descrivere decessi causati da violenza della polizia.
Kepher Odiwuor Ouma, 24 anni, è stato prelevato dalla polizia durante una protesta il 3 luglio, picchiato fino a perdere conoscenza e successivamente dichiarato morto. Nonostante i testimoni oculari abbiano confermato che Ouma è stato arrestato dalle forze dell’ordine, la polizia ha registrato la sua morte come “giustizia della folla”.
Denzel Omondi, un altro giovane manifestante, è stato trovato morto in una pozza d’acqua nove giorni dopo la sua scomparsa. La causa ufficiale della morte è stata indicata come annegamento, ma le circostanze del ritrovamento sollevano molti dubbi.
L’analisi di tre mesi di registri dell’obitorio di Nairobi mostra un numero significativamente basso di morti per arma da fuoco durante il periodo delle proteste, a fronte di un aumento sospetto di decessi attribuiti a cause generiche come annegamenti o linciaggi. Questo schema suggerisce un tentativo di occultare il numero reale di vittime della violenza della polizia.

Repressione e Sparizioni Forzate: Il Contesto delle Proteste
Le proteste della Generazione Z hanno rappresentato una sfida senza precedenti per il governo del presidente William Ruto. La risposta delle autorità è stata brutale: secondo il vicepresidente Kithure Kindiki, almeno 42 persone sono morte durante gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. I gruppi per i diritti umani accusano la polizia di aver usato proiettili veri contro i manifestanti e di aver orchestrato un insabbiamento sistematico delle uccisioni.
La Commissione nazionale per i diritti umani del Kenya ha documentato un aumento senza precedenti delle sparizioni forzate durante il periodo delle proteste. Tra giugno e dicembre, sono stati registrati 82 casi di sparizioni, rispetto ai soli 9 casi nei 18 mesi precedenti. Di questi, 29 persone risultano ancora disperse.
Molti di questi episodi sono stati attribuiti a un’unità segreta del Directorate of Criminal Investigations (DCI), nota come Operation Action Team (OAT). Questa unità, secondo fonti interne e Human Rights Watch, è accusata di detenzioni illegali, rapimenti e omicidi extragiudiziali.
Le Testimonianze delle Famiglie
La ricerca della verità da parte delle famiglie delle vittime è ostacolata dalla burocrazia e dalla mancanza di trasparenza delle autorità. George Obienge, padre di Shaquille, ha raccontato di essere stato inizialmente respinto dal personale dell’obitorio di Nairobi quando cercava il corpo di suo figlio. Solo dopo molte insistenze ha potuto identificare il corpo, riscontrando una grande ferita al collo, compatibile con un colpo d’arma da fuoco. L’autopsia ha confermato la causa della morte, contraddicendo la versione ufficiale di un incidente stradale.
La famiglia di Kepher Ouma ha riferito una dinamica simile. Malgrado le evidenti ferite da percosse sul corpo, la polizia ha attribuito la morte a una presunta giustizia sommaria da parte della folla, una spiegazione che testimoni oculari e familiari considerano falsa.
La Risposta del Governo e delle Autorità
Il presidente Ruto e il vicepresidente Kindiki hanno riconosciuto pubblicamente casi di uso eccessivo della forza e azioni extragiudiziali da parte delle forze dell’ordine. Tuttavia, le indagini ufficiali sull’operato della polizia rimangono limitate. L’Independent Policing Oversight Authority (IPOA), incaricato di indagare sulla brutalità della polizia, ha registrato solo dieci denunce durante il periodo delle proteste, un numero incredibilmente basso rispetto alle testimonianze raccolte dai gruppi per i diritti umani.
Un Futuro Incerto per i Diritti Umani in Kenya
La repressione delle proteste della Generazione Z solleva interrogativi inquietanti sulla libertà di espressione, il rispetto dei diritti umani e la trasparenza delle istituzioni in Kenya. Le famiglie delle vittime continuano a lottare per ottenere giustizia, ma si scontrano con un sistema che sembra più interessato a proteggere i responsabili delle violenze che a perseguirli.
La comunità internazionale e i gruppi per i diritti umani devono mantenere alta l’attenzione su questi eventi, affinché il sacrificio di giovani come Charles Owino, Shaquille Obienge e Kepher Ouma non venga dimenticato. Solo attraverso una pressione costante e una riforma delle istituzioni sarà possibile costruire un futuro in cui i diritti fondamentali siano rispettati e la giustizia prevalga.



