Cresce la violenza giovanile: i dati preoccupanti dal Rapporto Espad®Italia
Diogenenews 10/12/2024: Nel 2023, i comportamenti estremi tra gli adolescenti italiani hanno registrato un aumento significativo. Secondo il Rapporto Espad®Italia 2023, elaborato dall’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa, il 6,2% dei giovani ha vandalizzato beni pubblici o privati, mentre il 5,8% ha causato lesioni gravi a terzi, tanto da richiedere interventi medici. Questi dati mostrano un incremento rispetto al 2018, quando le percentuali si attestavano rispettivamente al 5,2% e al 4%. La ricerca mette in evidenza anche altri comportamenti preoccupanti. Il 4,2% degli studenti ha aggredito insegnanti, mentre il 3,7% ha usato armi per ottenere vantaggi personali. Questi episodi, in aumento a partire dal 2021, sono ritenuti un riflesso delle tensioni sociali accentuate nel periodo post-pandemico. Oltre alla violenza fisica, il fenomeno si manifesta attraverso l’uso della tecnologia. Il 10% degli adolescenti ha assistito a episodi violenti filmati con il cellulare, e il 3,6% ha ripreso personalmente tali scene. Inoltre, il 30% dei giovani ammette di aver compiuto atti di cyberbullismo, con comportamenti diffusi come insulti in chat di gruppo, esclusioni sociali online e messaggi offensivi. I risultati del rapporto segnalano un disagio crescente tra i giovanissimi e sottolineano la necessità di interventi mirati per affrontare il fenomeno. (Diogenenews 10/12/2024)
Chiude Redattore Sociale: licenziamenti e polemiche sull’editore
Diogenenews 10/12/2024: L’agenzia di stampa Redattore Sociale, fondata dalla Comunità di Capodarco, cesserà le attività il prossimo 10 gennaio. In quella data, tutti i giornalisti e dipendenti rimasti saranno licenziati, dopo due anni di cassa integrazione che ha già gravemente segnato il personale. Secondo quanto dichiarato in un comunicato dal Comitato di redazione e dall’assemblea dei lavoratori, l’editore avrebbe abbandonato ogni tentativo di salvare la testata, ritenendola un progetto concluso. Negli anni, Redattore Sociale si è distinta per aver portato all’attenzione pubblica temi centrali come la povertà, il disagio sociale ed economico, e le storie delle persone emarginate, offrendo un punto di vista alternativo rispetto all’informazione tradizionale. I lavoratori, che ora temono di cadere nello stesso disagio che hanno raccontato, denunciano condizioni di chiusura definite “inaccettabili”. L’accordo proposto dall’editore include una forte riduzione delle indennità e subordina i pagamenti alla riscossione di crediti futuri, senza alcuna garanzia. Una situazione che rischia di lasciare i dipendenti senza alcuna tutela immediata. Nonostante le difficoltà economiche, i giornalisti hanno continuato a garantire il notiziario quotidiano, convinti dell’importanza di raccontare storie trascurate dall’informazione mainstream. Con la chiusura, si spegne una testata che per anni ha contribuito alla formazione di giornalisti e professionisti della comunicazione, anche attraverso i celebri seminari di Capodarco. I lavoratori chiedono ora all’editore di chiudere il progetto con dignità, rispettando i diritti dei dipendenti e garantendo equità nei trattamenti. Un appello a rispettare quei valori che per anni sono stati il fondamento della testata, ma che oggi, secondo i giornalisti, appaiono in netto contrasto con le modalità della chiusura. (Diogenenews 10/12/2024)
Povertà in aumento: crescono i pasti distribuiti dalle mense francescane
Diogenenews 10/12/2024: L’Italia continua a fare i conti con un aumento della povertà, testimoniato dal crescente numero di famiglie che si rivolgono a parrocchie e associazioni per ricevere aiuto alimentare. Le mense francescane dell’Antoniano, attraverso il progetto Operazione Pane, riportano un incremento significativo nei pasti distribuiti, con numeri in crescita rispetto al 2023. Le due mense francescane di Roma, situate in via Merulana e presso il convento di San Francesco a Ripa, hanno distribuito nel 2024 una media di 6.000 pasti al mese, per un totale annuo di 72.000 pasti, 7.000 in più rispetto all’anno precedente. In particolare, via Merulana ha registrato il maggior afflusso di persone sole, mentre San Francesco a Ripa si colloca al quarto posto tra le mense più attive in Italia, dietro Torino, Bologna e Voghera. Oltre al cibo, le mense francescane offrono servizi essenziali, come assistenza medica, farmaci e orientamento al lavoro. A via Merulana, 350 persone sole e 80 donne hanno ricevuto aiuto non solo alimentare ma anche per beni di prima necessità. Frate Emanuele Meloni, responsabile della casa d’accoglienza Ripa dei Settesoli, sottolinea come il progetto sia essenziale per garantire non solo cibo ma anche ascolto e accoglienza. La Caritas ha confermato l’aggravarsi della situazione, con il 34,6% delle famiglie che si sono rivolte ai centri d’ascolto per motivi alimentari nel 2023. Gli empori solidali di Roma hanno distribuito 1.724 tessere a beneficio di oltre 5.500 persone, insieme a 12.000 buoni spesa in collaborazione con Fondazione Roma. L’aumento della povertà a Roma, evidenziato dai dati delle mense francescane e dai report Caritas, dipinge un quadro sempre più complesso e drammatico. L’impegno delle organizzazioni solidali rimane cruciale per rispondere ai bisogni di una popolazione in difficoltà, che continua a crescere di fronte a sfide economiche e sociali sempre più pressanti. (Diogenenews 10/12/2024)
Due Calabrie: il divario profondo tra ricchezza e povertà
Diogenenews 10/12/2024: La Calabria si presenta come una regione dalle forti contraddizioni, divisa in due società profondamente dissimili. Questo è il quadro tracciato dai docenti Domenico Cersosimo e Rosanna Nisticò in un’analisi pubblicata su Etica Economia, che mette in luce un territorio polarizzato tra benessere e povertà estrema. Una parte della regione è abitata da cittadini che godono di uno stile di vita paragonabile a quello nazionale medio. Questa “prima Calabria” è caratterizzata da redditi stabili e accesso a reti di protezione sociale. Si tratta in gran parte di dipendenti pubblici e professionisti, sostenuti da connessioni personali che consentono loro di affrontare le inefficienze del sistema. Questo gruppo include anche una classe ristretta di individui privilegiati, definiti dagli studiosi come “estrattivi”, capaci di influenzare le politiche pubbliche a proprio vantaggio. Attraverso reti formali e informali, come associazioni professionali, circoli esclusivi e relazioni clientelari, questi calabresi consolidano il loro status, mantenendo salda la propria posizione. All’estremo opposto c’è una popolazione invisibile, spesso esclusa dal dibattito pubblico e dalle politiche sociali. Questa “seconda Calabria” comprende anziani con pensioni minime, lavoratori precari, disoccupati cronici e giovani intrappolati in lavoretti malpagati e senza prospettive. A questo si aggiungono immigrati emarginati e disabili privi di supporto adeguato. Secondo l’analisi, quasi la metà della popolazione regionale (48,6%) vive a rischio di povertà o esclusione sociale, un dato che colloca la Calabria al primo posto in Europa per vulnerabilità economica. Cersosimo e Nisticò evidenziano che la distanza tra queste due realtà non si limita al reddito, ma si estende a reti sociali, rappresentanza politica e accesso ai diritti. Mentre la Calabria benestante beneficia di una fitta rete di relazioni e di un maggiore peso politico, la Calabria povera è frammentata, priva di connessioni e, spesso, di voce. Questa disparità fa sì che i bisogni della popolazione più vulnerabile restino inascoltati, alimentando una spirale di esclusione e marginalità. La politica regionale, secondo i docenti, tende a concentrarsi esclusivamente sulla “prima Calabria”, ignorando le necessità di chi vive in condizioni di disagio. I partiti si rivolgono prevalentemente ai garantiti e ai pochi esempi di successo socio-economico, trascurando un’intera fascia di popolazione che non vota, non protesta e non rappresenta una minaccia per l’ordine dominante. La Calabria si conferma un esempio emblematico delle disuguaglianze strutturali che affliggono il Sud Italia. Per affrontare questo divario, gli studiosi invitano a superare la visione limitata della politica regionale, orientando le risorse verso interventi mirati a includere e sostenere chi è rimasto indietro. (Diogenenews 10/12/2024)
Boom turistico in Marocco: 15,9 milioni di visitatori nel 2024
Diogenenews 10/12/2024: Il Marocco ha registrato un significativo aumento degli arrivi turistici nei primi undici mesi del 2024, raggiungendo i 15,9 milioni di visitatori. Rispetto allo stesso periodo del 2023, si tratta di un incremento del 20%, pari a 2,6 milioni di turisti in più, secondo i dati diffusi dal Ministero del Turismo, dell’Artigianato e dell’Economia Sociale e Solidale. A trainare questa crescita sono stati soprattutto i turisti internazionali, aumentati del 23% (+1,5 milioni), e i marocchini residenti all’estero (MRE), che hanno contribuito con un incremento del 17%, aggiungendo 1,1 milioni di arrivi. Questi risultati evidenziano un consolidamento del Marocco come destinazione turistica di riferimento sia per i viaggiatori stranieri sia per i connazionali che vivono oltre confine. Il mese di novembre ha segnato un record con quasi 1,3 milioni di arrivi, segnando un balzo del 31% rispetto allo stesso mese del 2023. Questi numeri riflettono una fase di crescita senza precedenti per il settore turistico del Paese. Il Ministro del Turismo, Fatim-Zahra Ammor, ha sottolineato che questi dati confermano il successo della strategia adottata dal governo per rilanciare il settore. L’obiettivo, ha dichiarato, è quello di posizionare il Marocco tra le 15 destinazioni turistiche più visitate al mondo nei prossimi anni, consolidando ulteriormente l’industria del turismo come motore economico del Paese. (Diogenenews 10/12/2024)
Energia rinnovabile: 107 milioni per l’Africa sub-sahariana
Diogenenews 10/12/2024: Camco, gestore di fondi specializzato in progetti per il clima e l’impatto sociale, ha annunciato il 9 dicembre di aver raccolto 107 milioni di dollari nella prima chiusura del fondo di debito REPP 2. Il fondo, destinato a sostenere il settore dell’energia rinnovabile su piccola scala nell’Africa sub-sahariana, beneficia anche di un impegno condizionale di ulteriori 78 milioni di dollari. Strutturato come un veicolo finanziario misto, il fondo punta a coinvolgere sia investitori pubblici che privati, incentivandoli a finanziare progetti innovativi per l’elettrificazione decentralizzata. Il Green Climate Fund (GCF), Norfund, FMO, BIO, Ceniarth e la piattaforma Renewable Energy Performance Project (REPP), finanziata dal Regno Unito, figurano tra i principali sostenitori dell’iniziativa. L’obiettivo di REPP 2 è accelerare la transizione verso un sistema energetico africano basato su fonti rinnovabili, decentralizzato e affidabile. Secondo Ben Hugues, Direttore del fondo, investire in imprese innovative è essenziale per costruire una rete energetica più efficiente e ridurre le emissioni nette di carbonio nei mercati emergenti. L’Africa sub-sahariana continua a soffrire di gravi carenze nel settore energetico, tra cui una capacità di generazione limitata, costi elevati e una scarsa copertura della rete elettrica. Nonostante il potenziale delle energie rinnovabili, gli investimenti nel settore rimangono insufficienti per sbloccare opportunità significative. Progetti come REPP 2 mirano a colmare questo divario, promuovendo non solo l’elettrificazione della regione ma anche un impatto positivo nella lotta al cambiamento climatico. Questa prima chiusura rappresenta un traguardo significativo per Camco e per lo sviluppo del settore delle energie rinnovabili nell’Africa sub-sahariana, segnando un nuovo capitolo nella transizione energetica del continente. (Diogenenews 10/12/2024)
Botswana: una crisi economica senza precedenti
Diogenenews 10/12/2024: Il vicepresidente e ministro delle finanze del Botswana, Ndaba Gaolathe, ha delineato al parlamento un quadro allarmante della situazione economica del Paese. Secondo il ministro, l’economia è in una condizione critica, con un deficit aggravato dalla cattiva gestione del precedente governo guidato dal Partito Democratico del Botswana (BDP). Le spese mensili, pari a 11 miliardi di rand, superavano di gran lunga le entrate di appena 2,65 miliardi di rand. Gaolathe ha evidenziato che il Botswana ha affrontato sfide difficili in passato, come la pandemia di Covid-19, ma l’attuale crisi rappresenta un rischio economico senza precedenti. Con il ritmo attuale di deficit, il Paese si avvicina a un rischio di implosione finanziaria mai sperimentato prima. La principale fonte di reddito del Botswana, l’industria dei diamanti, è in difficoltà, contribuendo ulteriormente all’instabilità economica. L’economia, che secondo le previsioni del precedente governo avrebbe dovuto crescere del 4,2% quest’anno, è ora destinata a contrarsi dell’1,7%. Il nuovo presidente, Duma Boko, ha sottolineato l’urgenza di mettere in ordine i conti pubblici e di rilanciare l’economia del Botswana. Gaolathe ha presentato un piano per trasformare l’economia in un sistema moderno, diversificato e orientato alle esportazioni, capace di generare opportunità ben retribuite. La riforma delle imprese statali è al centro di questa strategia, con particolare attenzione a istituzioni come Air Botswana, che necessitano di interventi urgenti per migliorare le prestazioni e ridurre la corruzione. Il Sudafrica, principale partner commerciale del Botswana, è un elemento chiave della nuova strategia economica. Dopo il divieto di importazione di verdure dal Sudafrica imposto dall’ex presidente Mokgweetsi Masisi, il nuovo governo intende migliorare i rapporti bilaterali. L’obiettivo è trasformare il Botswana in un esportatore netto di elettricità, sfruttando il Sudafrica come mercato di riferimento. Il rilancio economico del Botswana dipenderà dalla capacità della nuova amministrazione di affrontare le inefficienze strutturali e di attrarre investimenti. Gaolathe ha promesso un cambiamento radicale, ma le sfide restano enormi. Il successo dipenderà dalla velocità e dall’efficacia delle riforme messe in campo per stabilizzare l’economia e promuovere una crescita sostenibile. (Diogenenews 10/12/2024)
UK: a Blackpool: crolla l’aspettativa di vita maschile, allarme per disuguaglianze sanitarie
Diogenenews 10/12/2024: Per la prima volta in vent’anni, Blackpool ha superato Glasgow diventando la città con la più bassa aspettativa di vita maschile nel Regno Unito. Secondo l’Office for National Statistics (ONS), gli uomini nati a Blackpool vivono in media poco oltre i 73 anni, sei anni in meno rispetto alla media nazionale inglese. Il rapporto evidenzia una netta disparità tra le aree più ricche e quelle più povere del Paese. Mentre gli uomini nati nel sud-est dell’Inghilterra vivono in media tre anni in più rispetto a quelli del nord-est, nel distretto ricco di Hart, nell’Hampshire, l’aspettativa di vita è superiore di dieci anni rispetto a Blackpool. Queste differenze si sono ampliate ulteriormente dopo la pandemia di Covid-19, che ha ridotto l’aspettativa di vita maschile di Blackpool di 18 mesi rispetto al 2019. Le radici della crisi di Blackpool risalgono al declino come destinazione turistica. Il boom del turismo del XX secolo ha lasciato in eredità un eccesso di pensioni e proprietà riconvertite in alloggi economici di bassa qualità. Questa trasformazione ha attirato residenti già in difficoltà economiche e sanitarie, aggravando i problemi sociali. Blackpool registra oggi alcuni dei peggiori indicatori di salute pubblica nel Regno Unito, con tassi record di mortalità precoce legati a cancro, malattie cardiovascolari e abuso di sostanze. La città ha il più alto numero di bambini affidati a istituti del Paese e i tassi di mortalità legati a droghe, fumo e alcol sono molto superiori alla media nazionale. Esperti di sanità pubblica collegano molti comportamenti non sani a traumi infantili e a condizioni socio-economiche precarie, che contribuiscono a perpetuare un ciclo di povertà. Nel frattempo, i tagli ai finanziamenti pubblici hanno colpito duramente la città. Negli ultimi dieci anni, Blackpool ha perso circa il 30% dei fondi governativi, rispetto al 15% delle aree più ricche, e ha 1.400 sterline in meno per persona da destinare ai servizi pubblici rispetto a un decennio fa. Anche i fondi per la sanità pubblica sono stati ridotti, rendendo più difficile implementare misure preventive a lungo termine. Andy Knox, responsabile della salute della popolazione per il Servizio Sanitario Nazionale nel Lancashire, ha proposto un’integrazione più stretta tra NHS e autorità locali, insieme a politiche nazionali più incisive, come una tassa sullo zucchero. Tuttavia, la strada verso il cambiamento rimane complessa. Blackpool, un tempo simbolo di prosperità, lotta oggi per garantire un futuro più equo e sano ai suoi abitanti, affrontando sfide significative legate alla povertà e alla salute pubblica. (Diogenenews 10/12/2024)
129 milioni di indiani in condizioni di estrema povertà nel 2024
Diogenenews 10/12/2024: Nel 2024, circa 129 milioni di indiani hanno vissuto in condizioni di estrema povertà, con meno di 2,15 dollari al giorno (circa 181 rupie), segnando un calo significativo rispetto ai 431 milioni registrati nel 1990. Lo evidenzia un rapporto della Banca Mondiale. Tuttavia, considerando una soglia di povertà più alta, fissata a 6,85 dollari al giorno (circa 576 rupie), che riflette gli standard dei paesi a medio reddito, il numero di persone sotto la linea di povertà risulta oggi maggiore rispetto al 1990, un effetto attribuito principalmente alla crescita demografica. In precedenti analisi, la Banca Mondiale aveva rilevato una diminuzione della povertà estrema in India di 38 milioni di persone nel 2021, dopo un incremento nei due anni precedenti. Il rapporto, intitolato “Poverty, Prosperity and Planet: Pathways out of the Polycrisis”, chiarisce però che questi dati non considerano ancora l’indagine sui consumi domestici del 2022-23 recentemente pubblicata, il cui impatto resta da valutare. La Banca Mondiale sottolinea un rallentamento globale nella riduzione della povertà, con il decennio 2020-2030 definito come “un decennio perduto” per i progressi nel contrasto alla povertà. Al ritmo attuale, potrebbero servire decenni per eliminare la povertà estrema e oltre un secolo per portare le persone oltre la soglia di 6,85 dollari al giorno. L’obiettivo di eradicare la povertà estrema entro il 2030 appare ormai fuori portata. Il contributo dell’India alla povertà estrema globale, tuttavia, è destinato a diminuire significativamente nel prossimo decennio, grazie alla crescita del PIL pro capite. Anche se l’India dovesse ridurre a zero il proprio tasso di povertà estrema entro il 2030, l’incidenza globale scenderebbe solo dal 7,31% al 6,72%, ben al di sopra dell’obiettivo del 3%. Il rapporto evidenzia anche i recenti cambiamenti metodologici introdotti in India per raccogliere dati sui consumi, tra cui l’uso esclusivo del periodo di richiamo MMRP (Modified Mixed Reference Period) nell’indagine 2022-23. Questo sistema, implementato per migliorare la precisione dei dati, rappresenta un’evoluzione rispetto ai metodi precedenti utilizzati nell’indagine del 2011-12. Nonostante il calo della povertà estrema, la sfida di garantire una vita dignitosa per milioni di persone in India rimane significativa. Mentre i dati mostrano progressi in alcuni ambiti, l’immagine complessiva evidenzia la necessità di interventi strutturali e politiche mirate per affrontare le disparità economiche e sociali nel lungo periodo. (Diogenenews 10/12/2024)
Brasile: 8,7 milioni di persone fuori dalla povertà, il livello più basso dal 2012
Diogenenews 10/12/2024: Tra il 2022 e il 2023, circa 8,7 milioni di brasiliani hanno superato la soglia di povertà, mentre oltre 3 milioni hanno abbandonato la condizione di povertà estrema. È quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica (IBGE). Questo progresso porta il numero di persone in povertà al livello più basso registrato dal 2012, consolidando un trend positivo per la principale economia dell’America Latina. Secondo il rapporto, il tasso di povertà è sceso dal 31,6% al 27,4%, una riduzione di 4,2 punti percentuali. Ciò equivale a una diminuzione da 67,7 milioni di persone nel 2022 a 59 milioni nel 2023. La soglia di povertà considerata si basa sul parametro della Banca Mondiale di 6,85 dollari al giorno (circa 665 reais al mese). Parallelamente, la percentuale di popolazione in povertà estrema, con meno di 2,15 dollari al giorno, è calata dal 5,9% al 4,4%, segnando per la prima volta un valore inferiore al 5%. I risultati positivi sono attribuiti principalmente ai programmi sociali implementati dall’amministrazione del presidente Luiz Inácio Lula da Silva, che ha posto la lotta alla povertà al centro della sua agenda politica dopo il suo ritorno alla guida del Paese nel 2022. Durante il suo primo mandato (2003-2010), Lula aveva già ottenuto significativi successi in questo ambito, portando oltre 30 milioni di brasiliani fuori dalla povertà grazie a un boom economico che aveva favorito occupazione e crescita. Il rapporto dell’IBGE sottolinea inoltre che la disuguaglianza, misurata dall’indice di Gini, è rimasta stabile a 0,518 tra il 2022 e il 2023. Secondo André Simões, membro del programma Sintesi degli Indicatori Sociali (SIS), i benefici derivanti dai programmi sociali hanno impedito un peggioramento dell’indice, che senza tali interventi sarebbe salito a 0,555. L’indice di Gini, che misura la disuguaglianza economica su una scala da 0 a 1 (dove 0 rappresenta la massima uguaglianza), dimostra l’importanza delle politiche redistributive nel contenere le disparità di reddito. Sebbene la disuguaglianza rimanga una sfida per il Brasile, i progressi registrati nel 2023 rappresentano un passo importante verso una maggiore equità sociale. Il rapporto evidenzia infine che, nonostante i progressi, restano importanti sfide da affrontare per garantire una crescita sostenibile e un miglioramento delle condizioni di vita per i cittadini più vulnerabili. (Diogenenews 10/12/2024)


