Diogene – Agenzia 02/12/2024

Stellantis, dimissioni di Tavares: liquidazione record di 100 milioni di euro, mentre agli operai restano la crisi e i licenziamenti

Diogenenews 02/12/2024: L’amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares, ha annunciato le dimissioni con effetto immediato. La decisione arriva in un momento critico per il colosso automobilistico, segnato da un drastico calo dei profitti, crollo delle vendite negli Stati Uniti e crescenti tensioni interne. Sotto la guida di Tavares, Stellantis aveva raggiunto risultati record nel 2023, ma le difficoltà legate alla transizione verso i veicoli elettrici, le politiche aziendali aggressive e i tagli alla produzione hanno incrinato il rapporto con dipendenti e concessionari. A far discutere è la sproporzionata liquidazione milionaria dell’ex CEO, 100 milioni di euro, percepita come uno schiaffo ai lavoratori, molti dei quali hanno subito licenziamenti o tagli a seguito delle difficoltà aziendali. Gli utili record dello scorso anno avevano garantito a Tavares uno dei compensi più alti del settore, alimentando le critiche di chi denuncia la distanza tra la leadership e le migliaia di operai colpiti dalla chiusura degli impianti. La ricerca di un successore è stata avviata, con John Elkann che guiderà ad interim un comitato esecutivo. Le dimissioni di Tavares evidenziano il complesso momento per Stellantis, simbolo di un settore in trasformazione, ma anche delle profonde disuguaglianze che lo attraversano. (Diogenenews 02/12/2024)


Canada: editori contro OpenAI, accuse di violazione del copyright

Diogenenews 02/12/2024: Una coalizione delle principali organizzazioni giornalistiche canadesi ha intentato una causa contro OpenAI, accusando l’azienda di aver utilizzato illegalmente i propri contenuti per addestrare il chatbot ChatGPT. È la prima azione legale di questo tipo in Canada. Gli editori, tra cui il Globe and Mail, il Toronto Star e la CBC, richiedono danni per miliardi di dollari e una revisione delle pratiche aziendali di OpenAI. La causa, presentata presso la Corte superiore di giustizia dell’Ontario, contesta l’uso non autorizzato di articoli coperti da copyright, aggirando strumenti di protezione come paywall e protocolli anti-scraping. “Il giornalismo è un bene pubblico. Il suo uso per scopi commerciali senza consenso non lo è”, hanno dichiarato le testate. La controversia si aggiunge a battaglie simili negli Stati Uniti, dove editori e autori rivendicano la violazione di copyright da parte dell’intelligenza artificiale generativa. OpenAI, dal canto suo, sostiene che i modelli sono addestrati su dati pubblici nel rispetto del fair use. (Diogenenews 02/12/2024)


Messico: cartelli reclutano studenti di chimica per produrre fentanyl

Diogenenews 02/12/2024: I cartelli messicani, in particolare il potente Cartello di Sinaloa, hanno avviato un’insolita strategia di reclutamento, puntando su studenti di chimica delle università per rafforzare la produzione del fentanyl, secondo un’inchiesta del New York Times. Questi studenti vengono adescati con promesse di alti stipendi e bonus iniziali, spesso il doppio della paga media di un chimico in Messico. Alcuni sono inseriti nei laboratori clandestini per “cucinare” fentanyl più potente, mentre altri lavorano in laboratori di ricerca e sviluppo per sintetizzare precursori chimici, riducendo così la dipendenza dalle importazioni cinesi. La pandemia, che ha rallentato le catene di approvvigionamento globali, ha spinto i cartelli a cercare indipendenza produttiva. Tuttavia, sintetizzare i precursori è complesso e pericoloso, con rischi di esplosioni e violenze da parte dei boss. Secondo funzionari americani e testimonianze, il controllo totale della filiera darebbe ai cartelli un potere senza precedenti, aggravando la crisi del fentanyl. (Diogenenews 02/12/2024)


Germania: sciopero a oltranza nelle fabbriche Volkswagen contro chiusure e tagli salariali

Diogenenews 02/12/2024: E’ iniziato oggi in Germania uno sciopero dei lavoratori Volkswagen, deciso per opporsi al piano dell’azienda che prevede la chiusura di tre stabilimenti, migliaia di licenziamenti e una riduzione salariale del 10% per i dipendenti rimasti. IG Metall, il principale sindacato, ha dichiarato che le proteste potrebbero protrarsi a lungo, segnando una delle vertenze più dure nella storia della casa automobilistica. Il piano, annunciato ufficialmente lo scorso ottobre, è stato giustificato da Volkswagen con la necessità di ridurre i costi di fronte a un drastico calo delle vendite e ai crescenti costi della transizione verso i veicoli elettrici. Tuttavia, i sindacati accusano la dirigenza di scelte sbagliate che avrebbero aggravato la crisi. Una proposta alternativa per risparmiare 1,5 miliardi di euro, che includeva la rinuncia ai bonus per i dirigenti e una revisione degli orari di lavoro senza aumenti salariali futuri, è stata respinta dall’azienda. Volkswagen, che in Germania conta circa 300mila dipendenti, di cui 120mila con contratti collettivi, ha dichiarato di rispettare il diritto di sciopero, assicurando di aver adottato misure per contenere l’impatto sulla produzione. La crisi di Volkswagen rispecchia le difficoltà che attraversano molte case automobilistiche europee. Il crollo della domanda di auto tradizionali, i costi della riconversione elettrica e la crescente competizione della Cina stanno mettendo sotto pressione anche i giganti del settore. Per la Germania, però, la situazione di Volkswagen rappresenta un colpo simbolico oltre che economico, minando l’immagine di un’industria ritenuta a lungo un modello di eccellenza. (Diogenenews 02/12/2024)


Pensioni minime: aumento di soli 1,8 euro al mese da gennaio, certifica la Gazzetta Ufficiale

Diogenenews 02/12/2024: L’aumento delle pensioni minime per il 2024 sarà di appena 1,8 euro al mese, portando l’importo da 614,77 euro a 616,57 euro. Lo ha ufficializzato la Gazzetta Ufficiale n. 278, che riporta il decreto dei ministeri dell’Economia e del Lavoro. Il rialzo è legato a un tasso di inflazione dello 0,8%, inferiore all’1% previsto inizialmente nella manovra. L’indicizzazione, calcolata sulla base dell’inflazione misurata dall’Istat per il 2023, include un’addizionale del 2,2% decisa dal governo, portando così la rivalutazione complessiva al 3%. Senza questa misura, le pensioni minime sarebbero scese a 598 euro, sotto i livelli del 2024. Rivalutazione a scaglioni Torna il criterio di indicizzazione per fasce, simile a quello applicato dal governo Draghi. Le pensioni fino a 2.400 euro lordi mensili riceveranno una rivalutazione piena dello 0,8%. Gli importi compresi tra 2.400 e 3.000 euro saranno rivalutati al 90% (0,72%), mentre per le pensioni oltre i 3.000 euro il tasso scenderà al 75% (0,6%). In concreto, una pensione da 1.000 euro lordi crescerà di 8 euro al mese, mentre per chi percepisce 1.500 euro l’aumento sarà di 12 euro. Gli assegni da 2.500 euro vedranno un incremento di 20 euro, fino a 30 euro per chi percepisce 4.000 euro lordi. Effetti a lungo termine Nonostante la fine dei tagli temporanei imposti nel biennio 2023-2024, le pensioni medio-alte resteranno ridimensionate per sempre. Dal 2023 al 2032, i tagli cumulati ammonteranno a 37 miliardi di euro, colpendo anche assegni da 1.600-1.700 euro netti, non considerati d’oro, ma comunque penalizzati dalla revisione della rivalutazione. (Diogenenews 02/12/2024)


Povertà sanitaria in Italia: oltre 100mila minori senza accesso ai farmaci, allarme dal Banco Farmaceutico

Diogenenews 02/12/2024: In Italia quasi mezzo milione di persone vive in condizioni di povertà sanitaria, un dato in aumento dell’8,43% rispetto allo scorso anno. Tra queste, oltre 100mila sono minori. È quanto emerge dal 12° rapporto sulla povertà sanitaria della Fondazione Banco Farmaceutico. Le persone in povertà sanitaria non riescono a sostenere le spese per i farmaci di cui hanno bisogno, affidandosi a circa 2mila realtà assistenziali convenzionate per accedere gratuitamente a medicinali essenziali, come antidolorifici, antipiretici e alcuni psicofarmaci, sempre più richiesti dalle fasce più vulnerabili. In molti casi, queste strutture forniscono anche farmaci per patologie croniche come diabete e malattie cardiovascolari, divenendo un punto di riferimento in un sistema sanitario pubblico che fatica a garantire l’accesso universale. Aumento dei costi per le famiglie e contrazione del sostegno pubblico La spesa farmaceutica a carico delle famiglie è in costante crescita: dal 2017 è aumentata di quasi il 32%, mentre la quota coperta dal Sistema sanitario nazionale (Ssn) è progressivamente diminuita. Secondo i dati Aifa, nel 2023 le famiglie italiane hanno speso 23,64 miliardi di euro per farmaci, con un incremento del 3% rispetto all’anno precedente. Solo il 55% di questa cifra è stato coperto dal Ssn, costringendo i cittadini a sborsare di tasca propria oltre 10 miliardi. Questa pressione economica si riflette anche sull’accesso alle cure: 4,4 milioni di famiglie hanno ridotto o rinunciato a visite mediche e accertamenti preventivi. Tra queste, quasi 2 milioni di persone vivono in povertà assoluta. Minori e adulti tra le fasce più colpite Il rapporto sottolinea che il 58% delle persone in povertà sanitaria ha tra i 18 e i 64 anni, mentre i minori rappresentano il 22% (102mila). Colpisce anche il dato sugli anziani, che sono 88mila. “Dieci anni fa, il 70% delle persone assistite erano stranieri, oggi la distribuzione è equamente divisa tra italiani e stranieri”, ha dichiarato Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico. “Questo riflette il peggioramento delle condizioni economiche generali”. Appello per il coinvolgimento del no-profit Daniotti ha sottolineato il ruolo cruciale delle realtà no-profit nel supporto alle fasce più deboli, evidenziando le difficoltà di un sistema sanitario nazionale che appare sempre più insufficiente. “La politica deve riconoscere e integrare il contributo del terzo settore per affrontare una crisi che non può più essere ignorata. La coperta del Ssn è troppo corta, è tempo di trovare soluzioni condivise”. (Diogenenews 02/12/2024)


Francia: un terzo delle famiglie teme di non poter fare regali a Natale

Diogenenews 02/12/2024: Un terzo dei francesi dichiara di non avere la possibilità economica di acquistare regali per Natale, mentre oltre la metà delle famiglie (54%) teme di non poter soddisfare i desideri dei propri figli. Lo rivela il 5° barometro Dons Solidaires/IFOP, che evidenzia una leggera riduzione rispetto al 2023, ma sottolinea profonde fratture sociali. Secondo l’indagine, condotta su 4.003 persone, la situazione economica complessiva mostra segnali di miglioramento: il 49% delle famiglie teme di non arrivare a fine mese, contro il 57% dello scorso anno. Anche le paure legate alla povertà (41%) e la necessità di rinunce alimentari (21%) sono in calo. Tuttavia, famiglie monoparentali e nuclei con redditi bassi restano particolarmente vulnerabili, con un Natale segnato da preoccupazioni e senso di esclusione sociale. Famiglie monoparentali: tra difficoltà economiche e isolamento Le famiglie monoparentali si trovano in una situazione critica, con il 51% che dichiara di affrontare difficoltà finanziarie regolarmente, quasi il doppio della media nazionale (27%). Per molte di loro, il Natale è associato a sentimenti negativi: il 50% si dice preoccupato e il 47% prova tristezza. Inoltre, il 32% delle madri single trascorrerà le festività da sola, contro una media del 16%. Riduzione dei budget e rinunce Il 58% dei genitori in condizioni di precarietà ha dichiarato di dover ridurre il budget per i regali natalizi, rispetto al 47% della media nazionale. Molti optano per regali utili, come vestiti o materiale scolastico, mentre il 71% delle famiglie francesi taglierà spese come ristoranti, cinema o vacanze per coprire i costi delle festività. Lotta contro l’esclusione Dons Solidaires, associazione impegnata nella ridistribuzione di beni non alimentari invenduti, ha lanciato la 15ª edizione di “Christmas for All”, con l’obiettivo di distribuire 1,5 milioni di doni attraverso oltre 400 associazioni in tutta la Francia. L’iniziativa mira a offrire un supporto concreto alle famiglie più fragili, in un contesto ancora segnato da profonde disuguaglianze sociali. (Diogenenews 02/12/2024)


Cambiamento climatico: agricoltura africana a rischio, servono investimenti urgenti

Diogenenews 02/12/2024: L’agricoltura africana rischia un calo della produzione del 18% entro il 2050 a causa del cambiamento climatico, proprio quando sarebbe necessario triplicarla per nutrire una popolazione in costante crescita. Nonostante l’urgenza, solo pochi Stati africani destinano il 10% dei loro bilanci all’agricoltura, come promesso, e gli aiuti pubblici internazionali per il settore rappresentano meno del 5% dei fondi totali. Soluzioni integrate e investimenti mirati Gli esperti sottolineano l’importanza di adottare soluzioni integrate per sostenere gli agricoltori: irrigazione efficiente, sviluppo di varietà resistenti al clima e schemi di assicurazione per compensare le perdite di raccolto sono considerati interventi prioritari. “L’agricoltura africana è fondamentale per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile, ma resta sottofinanziata,” afferma Augustin Grandgeorge, direttore dell’iniziativa Atlas, che mira a riunire governi, donatori, ricercatori e settore privato. Ruolo delle banche agricole Le banche agricole pubbliche africane possono catalizzare investimenti privati, migliorando l’accesso ai finanziamenti per gli agricoltori. “Lavoriamo per rafforzare le banche agricole attraverso il dialogo politico e la condivisione di buone pratiche”, spiega Matthieu Le Grix dell’Agenzia francese per lo sviluppo, che collabora con il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (FIDA) e altre istituzioni per creare strumenti finanziari adeguati alle esigenze del settore. Iniziative private, come InnovX, filiale del gruppo marocchino OCP, stanno sviluppando soluzioni per ridurre i rischi percepiti dalle banche commerciali nel finanziare i piccoli agricoltori. Tra le misure proposte figurano accesso ai mercati, infrastrutture per lo stoccaggio, input agricoli sostenibili e assicurazioni sul rendimento, che coprono fino al 70% delle perdite. Gli esperti chiedono un maggiore impegno politico e finanziario per affrontare le sfide strutturali dell’agricoltura africana, che rappresenta non solo la chiave per la sicurezza alimentare, ma anche un motore di sviluppo economico per il continente. “Serve un’azione concertata e immediata per evitare una crisi alimentare su larga scala,” avvertono gli esperti. (Diogenenews 02/12/2024)


Sudafrica: Ramaphosa ammette il fallimento nella lotta alla povertà e alla disuguaglianza

Diogenenews 02/12/2024: A trent’anni dalla fine dell’apartheid, il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ha riconosciuto venerdì che la povertà e la disuguaglianza restano problemi radicati nel Paese. Nel suo discorso al Consiglio nazionale delle province, il leader ha evidenziato come alti tassi di disoccupazione, corruzione e infrastrutture inadeguate stiano ostacolando i progressi verso una società più equa. Un quadro desolante di povertà persistente Nonostante il tasso di povertà sia diminuito dal 71% nel 1993 al 56% nel 2010, milioni di sudafricani continuano a lottare per soddisfare bisogni primari come cibo, acqua ed elettricità. Ramaphosa ha sottolineato che la pianificazione urbana ereditata dall’apartheid contribuisce ancora a questa condizione, con molte famiglie povere costrette a spendere fino a un terzo del loro reddito solo per il trasporto. “La povertà in Sudafrica non è solo un problema economico, ma un’eredità di disuguaglianze strutturali che richiedono una trasformazione sociale ed economica radicale,” ha dichiarato il presidente, aggiungendo che la corruzione e i passi falsi politici hanno aggravato la situazione. Sicurezza alimentare al minimo storico Un nuovo indice di sicurezza alimentare pubblicato giovedì mostra che la situazione in Sudafrica è al punto più basso degli ultimi dieci anni. I tassi di malnutrizione infantile sono in aumento: la prevalenza del deperimento tra i bambini è passata dal 2,5% nel 2016 al 5% nel 2024, con il 3,2% dei bambini affetti da forme gravi, secondo l’Unicef. Il dottor Sufang Guo, responsabile sanitario dell’Unicef ​​Sudafrica, ha descritto il fenomeno come una “crisi che mette a rischio un’intera generazione.” Vincoli multipli e sfide globali Ramaphosa ha elencato una serie di vincoli che frenano lo sviluppo del Paese: rivalità geopolitiche, cambiamento climatico, disordini civili e il fenomeno noto come “cattura dello Stato,” ovvero la corruzione sistemica che ha danneggiato le istituzioni sudafricane. “La lotta contro la povertà richiede uno sforzo congiunto, trasformazioni strutturali e una leadership forte per spezzare un ciclo di disuguaglianze che dura da decenni,” ha concluso il presidente, esortando il governo, il settore privato e la società civile ad agire con urgenza. (Diogenenews 02/12/2024)


Repubblica Dominicana: Abinader punta a povertà zero e crescita inclusiva entro il 2028

Diogenenews 02/12/2024: Il presidente dominicano Luis Abinader ha tracciato le priorità per il suo secondo e ultimo mandato, che si concluderà nel 2028. Nel suo messaggio natalizio, Abinader ha annunciato un ambizioso piano per ridurre la povertà generale al 15% e quella estrema all’1%, puntando anche sull’eliminazione della fame e sull’aumento dell’occupazione formale. Obiettivi di crescita e inclusione Abinader, in carica dal 16 agosto e al suo centesimo giorno di mandato, ha fissato l’obiettivo di far crescere il reddito pro capite da 11.300 a 15.000 dollari annui e di espandere la classe media dal 40% al 50% della popolazione. Secondo le previsioni internazionali, l’economia dominicana crescerà del 5,1% quest’anno, con settori chiave come turismo, esportazioni e zone franche che giocano un ruolo cruciale. Il presidente ha sottolineato l’importanza di raggiungere un’occupazione formale per l’80% dei laureati e di garantire sicurezza sociale, pensioni e diritti ai lavoratori. Attualmente, oltre il 50% della forza lavoro opera nell’economia informale, priva di protezioni di base, come evidenziato dal difensore civico Pablo Ulloa. Focus su istruzione e infrastrutture L’istruzione è definita “il cuore del futuro” da Abinader, che ha lanciato programmi come Scuole aperte e attive, strategie sanitarie scolastiche e iniziative di educazione ambientale. Sul fronte delle infrastrutture, il presidente ha promesso di trasformare la mobilità urbana con il Sistema di Trasporto Integrato di Santo Domingo e la monorotaia di Santiago, che renderà la seconda città del Paese una delle meglio collegate delle Americhe entro il 2026. Verso l’obiettivo Fame Zero Abinader ha ribadito l’impegno a raggiungere l’obiettivo Fame Zero entro il 2028, riconoscendo l’importanza di garantire accesso all’acqua potabile e ad alloggi dignitosi per tutti i dominicani. “Il progresso non deve essere un privilegio, ma un diritto,” ha dichiarato il presidente, invitando il Paese a guardare al futuro con speranza e determinazione. “Abbiamo un potenziale infinito,” ha concluso, sottolineando il suo impegno a lavorare per un domani migliore e inclusivo, dove lo sviluppo economico sia accompagnato da giustizia sociale e uguaglianza. (Diogenenews 02/12/2024)