Diogene – Agenzia 04/11/2024

ASviS: misure insufficienti per contrastare la povertà in Italia

Diogenenews 04/11/2024: Il Patto sul Futuro, firmato a settembre da 143 Paesi dell’ONU, sottolinea che la povertà in tutte le sue forme rimane la più grande sfida globale, la cui eliminazione è essenziale per lo sviluppo sostenibile. Nonostante l’impegno dell’Italia a raggiungere l’Obiettivo 1 dell’Agenda 2030, il Rapporto ASviS 2024 evidenzia che le misure attuali, come l’Assegno di inclusione e il Supporto per la formazione e il lavoro, non coprono adeguatamente la popolazione in povertà assoluta. Nel 2023, 5,7 milioni di italiani vivevano in povertà assoluta, con un’incidenza maggiore nel Mezzogiorno (12%) rispetto al Nord-ovest (9,1%). Circa 13,4 milioni di persone erano a rischio di povertà o esclusione sociale, pari al 22,8% della popolazione. Nonostante un aumento dell’occupazione del 2,1% nel 2023, la povertà assoluta non è diminuita. Il recente Piano strutturale di bilancio di medio termine non prevede modifiche all’Assegno di inclusione né affronta strutturalmente la povertà lavorativa. (Diogenenews 04/11/2024)


Alloggi in crisi: sfratti in aumento e famiglie in difficoltà in Molise

Diogenenews 04/11/2024: Le difficili condizioni economiche che colpiscono 2,2 milioni di famiglie italiane, pari all’8,4% del totale, compromettono la possibilità di vivere in abitazioni dignitose. L’aumento dei canoni di affitto e la carenza di alloggi popolari, nettamente più marcata rispetto alla media europea, contribuiscono a un disagio abitativo evidente anche in Molise. Questo disagio è documentato dalle organizzazioni “La Città invisibile” di Termoli e “Casa del popolo” di Campobasso, che riportano dati preoccupanti. Secondo il Ministero dell’Interno, l’anno scorso in Molise sono stati emessi 114 provvedimenti di sfratto, segnando un incremento del 6,5% rispetto al 2022. Sebbene in lieve diminuzione rispetto alla tendenza nazionale, le richieste di esecuzione degli sfratti sono state 501, mentre le operazioni delle forze dell’ordine per liberare gli immobili e restituirli ai proprietari sono ammontate a 296. Il problema degli sfratti contribuisce all’aumento della popolazione senza fissa dimora, che in Italia conta circa 100.000 persone. Tra agosto 2022 e settembre 2024, “La Città invisibile” di Termoli ha accolto e assistito 167 persone nelle sue strutture abitative. I responsabili dell’associazione chiedono alle istituzioni maggiori risorse per il pagamento degli affitti, investimenti significativi nell’edilizia popolare, incentivi fiscali per rilanciare il mercato delle case sfitte e il riutilizzo a fini sociali degli edifici pubblici abbandonati. (Diogenenews 04/11/2024)


COP16: nasce il fondo globale per la condivisione dei profitti dalle risorse genetiche

Diogenenews 04/11/2024: Durante la COP16 sulla biodiversità, è stato istituito il “Cali Fund”, un fondo destinato a garantire la condivisione equa dei benefici derivanti dall’uso delle informazioni genetiche digitali (DSI) di piante e animali, soprattutto provenienti dai paesi in via di sviluppo. Questo fondo mira a raccogliere miliardi di dollari per sostenere la protezione della biodiversità, ma la sua efficacia resta incerta a causa della dipendenza da contributi volontari. I laboratori farmaceutici e cosmetici, che sfruttano il genoma digitalizzato per la produzione di medicinali e cosmetici, saranno tenuti a contribuire finanziariamente al fondo. Aziende di una certa dimensione dovranno versare l’1% dei profitti o lo 0,1% dei ricavi. Il fondo, gestito sotto l’egida dell’ONU, destinerà metà delle risorse ai paesi e l’altra metà alle popolazioni indigene. Il vertice ha visto intensi negoziati, culminati sabato all’alba dopo un acceso confronto tra India e Svizzera. Nonostante le difficoltà, è stato trovato un accordo che definisce le modalità di finanziamento e distribuzione del fondo. Tuttavia, restano incerte le cifre effettive che saranno raccolte e il reale impatto del fondo nel contrastare il saccheggio delle risorse naturali dei paesi poveri. (Diogenenews 04/11/2024)


FMI non sta facendo abbastanza per sostenere l’Africa

Diogenenews 04/11/2024: Il Diritto Speciale di Prelievo (DSP) è una riserva internazionale creata dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) che, pur non essendo una valuta, basa il suo valore su un paniere di cinque monete principali, tra cui il dollaro americano e l’euro. I DSP rappresentano un diritto potenziale sulle valute liberamente utilizzabili dai membri del FMI, offrendo liquidità ai paesi in difficoltà. I paesi membri possono utilizzare i DSP per saldare debiti con il FMI o scambiarli con valute estere. Nel 2021, in piena crisi pandemica, i paesi africani hanno ricevuto 33 miliardi di dollari in DSP, una cifra superiore all’assistenza pubblica allo sviluppo annuale per l’Africa e ai finanziamenti per il clima. Questo strumento, privo di condizioni aggiuntive e senza aumentare il debito, ha rappresentato un’importante ancora di salvezza per le economie africane. Il recente appello della presidente del Climate Vulnerable Forum, che include 68 paesi vulnerabili, ha sottolineato l’importanza di rafforzare l’uso dei DSP per sostenere gli impegni climatici. Tuttavia, la distribuzione dei DSP è stata ineguale, con una maggior parte delle risorse detenute dalle economie avanzate. Con il debito estero in costante aumento e la necessità di investimenti per lo sviluppo sostenibile e la resilienza climatica, i leader africani chiedono nuove emissioni di DSP. Questi strumenti, come evidenziato dalla ricerca del FMI, possono contribuire a stabilizzare le economie senza gravare ulteriormente sul debito. Mentre i paesi del G20 si preparano a discutere l’integrazione dei DSP, resta cruciale il reindirizzamento di queste risorse verso banche di sviluppo regionale per massimizzarne l’impatto. La Banca africana di sviluppo ha proposto di utilizzare i DSP come capitale ibrido, permettendo di moltiplicare i fondi disponibili per progetti di sviluppo. Nonostante alcune lentezze, il riorientamento dei DSP ha già dimostrato il suo potenziale nel mitigare l’onere del debito e nel favorire la ripresa post-pandemica. Riforme nella governance del FMI saranno essenziali per garantire una distribuzione più equa e un utilizzo efficace di questo strumento nei prossimi anni. (Diogenenews 04/11/2024)


Usa: creazione di posti di lavoro in ottobre al minimo dal 2020, solo 12 mila nuove assunzioni

Diogenenews 04/11/2024: Il mercato del lavoro statunitense ha segnato una brusca frenata a ottobre, con soli 12.000 posti di lavoro creati, il dato più basso registrato dal 2020. Lo ha comunicato il Dipartimento del Lavoro, evidenziando un risultato ben al di sotto delle previsioni, che si attestavano a 110.000 nuovi posti secondo Market Watch. Le difficoltà di ottobre sono state attribuite in parte agli uragani Hélène e Milton, che hanno colpito il sud-est del Paese tra fine settembre e inizio ottobre, causando danni ingenti e oltre 200 vittime. Il Dipartimento ha sottolineato che le stime sull’occupazione in alcuni settori sono state perturbate da questi eventi naturali. Anche il settore manifatturiero ha subito un contraccolpo a causa degli scioperi, in particolare quello che ha coinvolto Boeing dal 13 settembre. Con 33.000 lavoratori in sciopero, l’azienda spera di raggiungere un accordo lunedì prossimo. Nonostante queste turbolenze, il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 4,1%. Questi dati rappresentano una sfida per l’amministrazione democratica a pochi giorni dalle elezioni presidenziali. L’avversario repubblicano di Kamala Harris potrebbe sfruttare queste cifre per criticare la gestione economica del presidente Joe Biden. Quest’ultimo, tuttavia, si mostra fiducioso in una ripresa dell’occupazione già da novembre, grazie agli sforzi di ricostruzione post-uragano. La Federal Reserve, attenta ai segnali dal mercato del lavoro, potrebbe considerare ulteriori riduzioni dei tassi d’interesse nella riunione del 6-7 novembre, il giorno dopo le elezioni. A settembre, l’inflazione è scesa al 2,1%, vicino all’obiettivo del 2% fissato dalla Fed, ma rimane alta la vigilanza sugli sviluppi futuri. A settembre è stato già effettuato un taglio di mezzo punto percentuale, portando i tassi al 4,75-5,00%, il primo dal 2020. (Diogenenews 04/11/2024)


Ulan Bator, capitale della Mongolia, soffocata dalla povertà

Diogenenews 04/11/2024: Durante l’inverno, la capitale della Mongolia, Ulan Bator, si trasforma in una delle città più inquinate del pianeta. Circondata da yurte, le tradizionali abitazioni circolari, la città è avvolta da una densa cappa di smog proveniente dalle stufe a legna, carbone e altri materiali bruciati nei sobborghi poveri. Nelle periferie, dove si sono insediati molti ex nomadi, il carbone diventa una risorsa vitale per affrontare le temperature che scendono fino a -40°C. Oyngarle, una residente, racconta che nel cuore dell’inverno la sua famiglia consuma oltre 100 chili di carbone a settimana, utilizzando bricchette sovvenzionate dal governo. Nonostante siano definite “più pulite”, queste bricchette contribuiscono comunque a un pesante inquinamento atmosferico. “Il fumo avvolge tutto, specialmente al mattino e alla sera,” spiega Oyngarle. “L’aria diventa irrespirabile.” Da dicembre a marzo, la concentrazione di polveri sottili supera di 14 volte i limiti fissati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Questo fenomeno mette a rischio la salute di quasi 1,7 milioni di abitanti della città, il cui rapido sviluppo demografico è stato accelerato dall’arrivo di numerosi nomadi. Molti di questi nomadi sono stati costretti a lasciare le loro terre a causa del Dzud, un disastro climatico che porta a ondate di freddo improvviso, uccidendo il bestiame. Oyngarle ricorda con nostalgia i pascoli abbandonati dieci anni fa: “L’aria fresca e la libertà della steppa… Ma nel 2015 il Dzud ci ha portato via tutto il nostro bestiame.” L’impatto del Dzud ha cambiato la vita di molte famiglie, che ora si trovano a dover vivere stabilmente in città. “Un tempo, i nomadi si trasferivano temporaneamente in città, ma ora rimangono qui,” osserva un allevatore. Questo afflusso ha creato tensioni sociali e un aumento dei problemi di salute, specialmente tra i bambini affetti da bronchite cronica e altre malattie respiratorie causate dall’inquinamento. Il carbone, motore economico della Mongolia, alimenta sia la crescita che le disuguaglianze. Nonostante lo sviluppo economico, quasi il 30% della popolazione vive ancora sotto la soglia di povertà, con una parte significativa concentrata nei sobborghi intorno a Ulan Bator, dove lo smog rappresenta un simbolo tangibile delle sfide ambientali e sociali del Paese. (Diogenenews 04/11/2024)


Giordania: Vita dura nei campi profughi siriani, tra precarietà economica e calo degli aiuti

Diogenenews 04/11/2024: Le condizioni di vita dei rifugiati siriani in Giordania sono drasticamente peggiorate negli ultimi anni. Dal conflitto a Gaza alla guerra in Ucraina, l’attenzione internazionale e gli aiuti economici si sono spostati altrove. Molti ragazzi e ragazze che un tempo aspiravano a progetti ambiziosi sui social media e all’università, ora si limitano a cercare lavoro o a sognare un futuro lontano dal campo di Zaatari. La vita per molti rifugiati si è ridotta a una lotta quotidiana per la sopravvivenza, con i tagli agli aiuti del Programma Alimentare Mondiale che hanno ulteriormente aggravato la situazione. I rifugiati, che un tempo beneficiavano di permessi di lavoro quasi gratuiti e programmi di formazione, ora affrontano costi insostenibili per ottenere permessi flessibili, che possono superare i 600 euro all’anno. Questi oneri spingono molti nella precarietà, esponendoli al rischio di arresto o deportazione. La disillusione è palpabile tra i residenti dei campi. Mohammed, un ex insegnante di Taekwondo, ora lavora come manovale in un negozio di cellulari per pochi euro al giorno. Lottando per sostenere la sua famiglia, racconta di sperare in un cambiamento, ma le prospettive rimangono cupe. I rifugiati affrontano costi crescenti e opportunità di lavoro in calo, mentre l’economia giordana, già messa a dura prova dalla pandemia, fatica a sostenere la pressione. La Giordania, che ha accolto milioni di rifugiati siriani, si trova ora ad affrontare sfide crescenti, con un’economia in difficoltà e un tasso di disoccupazione al 21%. Le nuove regolamentazioni sui permessi di lavoro e il calo degli aiuti internazionali rischiano di compromettere ulteriormente la già fragile stabilità dei rifugiati. Con l’orizzonte sempre più fosco, molti rifugiati sognano di fuggire, cercando sicurezza e opportunità in paesi lontani. Tuttavia, con le possibilità di reinsediamento limitate e le politiche di immigrazione più rigide, il futuro per molti di loro rimane incerto e pieno di difficoltà. (Diogenenews 04/11/2024)


La Rete europea per la lotta alla povertà chiede di accelerare gli aiuti ai più vulnerabili nelle aree colpite da DANA

Diogenenews 04/11/2024: La Rete europea per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale in Spagna (EAPN-ES) ha manifestato pieno sostegno alle persone colpite dalla DANA, il fenomeno atmosferico che ha causato la tragedia di Valencia, e ha sollecitato un’accelerazione degli aiuti per i gruppi più vulnerabili. Carlos Susías, presidente di EAPN-ES e di EAPN Europe, ha espresso vicinanza a chi ha subito perdite personali ed economiche, ricordando che le conseguenze di questa catastrofe dureranno a lungo. Ha evidenziato la necessità di un protocollo che garantisca assistenza continua alle famiglie, oltre all’aiuto immediato. In questo contesto, ha offerto il supporto delle risorse e delle reti di EAPN-ES. L’organizzazione ha sottolineato la stretta relazione tra la crisi ecosociale e la povertà, un circolo vizioso che colpisce duramente i gruppi più fragili. La Spagna, uno dei paesi europei più vulnerabili ai cambiamenti climatici, è particolarmente esposta a queste dinamiche. EAPN-ES ha esortato le amministrazioni a mettere in atto rapidamente e in modo sostenibile misure di aiuto, focalizzandosi sulle persone a rischio di povertà ed esclusione sociale. L’organizzazione spera che questa tragedia possa spingere all’adozione di interventi strutturali per affrontare l’emergenza climatica e le sue conseguenze. (Diogenenews 04/11/2024)


La Banca Mondiale aggiorna la soglia di povertà per riflettere le nuove dinamiche globali

Diogenenews 04/11/2024: La Banca Mondiale ha ampliato la sua definizione di povertà per rispecchiare i cambiamenti demografici globali, introducendo una nuova soglia di povertà di 6,85 dollari al giorno, in aggiunta alla storica soglia di 2,15 dollari. Entrambe le cifre sono espresse in termini di parità di potere d’acquisto (PPP) del 2017 per persona al giorno. Un approccio adattato ai tempi. Dal 1990, la Banca Mondiale ha monitorato la povertà estrema utilizzando la soglia di 2,15 dollari, riflettendo gli standard di vita nei paesi più poveri. Tuttavia, con l’evoluzione demografica e l’aumento del reddito in molte regioni, è emersa la necessità di un nuovo indicatore per rappresentare meglio la povertà nei paesi a reddito medio-alto. Oggi, questi paesi rappresentano oltre tre quarti della popolazione mondiale, con una definizione di bisogni che va oltre il cibo, l’alloggio e l’abbigliamento, includendo anche sanità, istruzione e connettività. Secondo i dati della Banca Mondiale, nel 1990 un terzo della popolazione mondiale viveva con meno di 2,15 dollari al giorno. Oggi, questa percentuale è scesa al 9%. Tuttavia, la nuova soglia di 6,85 dollari evidenzia che circa 3,5 miliardi di persone vivono ancora con meno di questa cifra, una realtà che rimane stabile rispetto ai 3,7 miliardi del 1990, nonostante i progressi economici. L’introduzione della soglia di 6,85 dollari ridisegna il panorama della povertà globale: la quota di poveri nell’Africa subsahariana si riduce, mentre raddoppia nell’Asia meridionale. Questo cambio di prospettiva è cruciale per affrontare in modo più mirato la lotta alla povertà nei paesi a medio reddito. Nonostante l’introduzione di una nuova soglia, l’eradicazione della povertà estrema rimane una priorità. La Banca Mondiale, custode dell’Obiettivo di sviluppo sostenibile 1.1, si impegna a eliminare la povertà estrema entro il 2030. Tuttavia, con sempre più persone in povertà estrema nei paesi a medio reddito, monitorare entrambe le soglie di povertà rimane essenziale per affrontare le deprivazioni più gravi in un mondo sempre più vulnerabile ai rischi climatici ed economici. (Diogenenews 04/11/2024)


La lotta del Sudafrica contro la povertà estrema ha bisogno di una nuova strategia

Diogenenews 04/11/2024: Nonostante gli sforzi decennali, il Sudafrica continua a lottare contro povertà, disuguaglianza e disoccupazione. Con una crescita economica stagnante – appena lo 0,6% nel 2023 – e un tasso di disoccupazione stabile al 32,9% nel primo trimestre del 2024, le sfide socioeconomiche rimangono gravi. Il coefficiente di Gini, che misura la distribuzione del reddito, si attesta a 0,63, uno dei più alti al mondo. Secondo Statistics South Africa, circa il 40% della popolazione vive con meno di 9.096 rand al mese, mentre il 55,5% non supera i 13.656 rand, malgrado gli ingenti investimenti pubblici nei programmi di assistenza sociale. Un recente studio economico propone una strategia mirata per ridurre la povertà estrema. Il modello prevede l’erogazione di un trasferimento sociale medio di 4.020 rand mensili a circa 25 milioni di sudafricani estremamente poveri, con un costo stimato di 6,5 miliardi di dollari all’anno. Questa misura potrebbe essere finanziata attraverso un bilancio neutrale, ridistribuendo i fondi già esistenti. Il modello dimostra che, se condizionati a un aumento della partecipazione economica, i trasferimenti sociali possono accelerare la crescita del PIL di 0,5 punti percentuali. Programmi di lavoro pubblico e altre attività economiche potrebbero garantire che i beneficiari non solo ricevano supporto finanziario, ma contribuiscano attivamente all’economia. Tuttavia, senza requisiti di partecipazione, i trasferimenti potrebbero ridurre il PIL di un punto percentuale, a causa dell’aumento dei prezzi alimentari e del potere d’acquisto limitato. Il costo dei trasferimenti, pari all’1,6% del PIL, potrebbe essere sostenibile se associato a un maggiore coinvolgimento economico dei beneficiari. Il Sudafrica potrebbe ottenere significativi benefici economici e sociali adottando una strategia che combini trasferimenti sociali con programmi di lavoro pubblico. Questa visione potrebbe rappresentare una svolta nella lotta contro la povertà estrema, contribuendo a un futuro più equo e prospero per milioni di sudafricani. (Diogenenews 04/11/2024)