La crisi globale della malnutrizione infantile sta raggiungendo livelli allarmanti, e quasi due milioni di bambini rischiano la vita a causa della scarsità di un prodotto essenziale per la loro sopravvivenza.
Secondo l’UNICEF, la fornitura di cibo terapeutico pronto all’uso (RUTF), una pasta a base di arachidi ad alto contenuto nutritivo, sta per esaurirsi in diversi paesi dell’Africa occidentale e centrale.
Quattro nazioni, tra cui Mali, Nigeria, Niger e Ciad, hanno già segnalato una drammatica carenza del prodotto, e altre otto, come Sud Sudan, Repubblica Democratica del Congo e Uganda, potrebbero esaurire le scorte entro la metà del 2025.
La malnutrizione acuta grave, o deperimento, colpisce circa 19 milioni di bambini sotto i cinque anni in tutto il mondo, e si stima che provochi circa 400.000 morti ogni anno, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
La condizione si manifesta quando i bambini presentano un peso estremamente basso per la loro altezza e sono visibilmente denutriti, con ossa sporgenti, pelle secca e capelli fragili.
Questi bambini hanno difese immunitarie deboli, che li rendono vulnerabili a infezioni comuni come diarrea, polmonite, malaria e morbillo, spesso fatali in paesi colpiti da crisi e povertà.
Victor Aguayo, direttore per la nutrizione e lo sviluppo infantile dell’UNICEF, ha lanciato un appello urgente per evitare che circa due milioni di bambini soccombano a questo “killer silenzioso”.

Le cause della malnutrizione acuta sono molteplici e vanno dalla mancanza di accesso a cibo adeguato durante la gravidanza e la prima infanzia, alla carenza di acqua potabile, fino alle continue crisi sanitarie e ai conflitti.
Dal 2022, l’UNICEF ha raccolto circa 933 milioni di dollari per sostenere i suoi programmi contro la malnutrizione, ma le emergenze legate alla fame stanno aumentando vertiginosamente.
I conflitti civili, la guerra e le crisi economiche globali, unite ai cambiamenti climatici che stanno provocando siccità prolungate e inondazioni nel Sahel, hanno devastato le catene di approvvigionamento, rendendo difficile l’accesso a beni di prima necessità.
Il Mali ha iniziato a segnalare la scarsità di cibo terapeutico già a luglio, e paesi come Ciad e Niger si troveranno senza scorte entro poche settimane.
Nonostante l’UNICEF sia riuscito a raggiungere il 73% dei bambini in difficoltà nel 2023, salvando circa 1,2 milioni di vite, la situazione resta critica.
L’organizzazione ha chiesto ulteriori 165 milioni di dollari in donazioni per ripristinare le scorte di RUTF, a cui si aggiunge una recente donazione di 100 milioni da parte degli Stati Uniti, un aiuto importante ma non ancora sufficiente a fronteggiare la crisi in corso.
In questo quadro già drammatico, la lotta contro la malnutrizione si scontra con una crescente instabilità geopolitica.
Le guerre e i conflitti civili continuano a compromettere la distribuzione degli aiuti, mentre i cambiamenti climatici amplificano l’impatto delle crisi alimentari, creando un circolo vizioso che minaccia non solo i bambini più vulnerabili, ma intere comunità.
Se non si interviene con urgenza, il numero di bambini a rischio potrebbe aumentare drasticamente nei prossimi mesi, portando a conseguenze devastanti per le generazioni future.
In paesi come la Nigeria, dove la malnutrizione cronica è endemica in alcune regioni, la mancanza di risorse per fronteggiare questa emergenza alimentare sta già avendo ripercussioni disastrose.
In Mali, Ciad e Niger, le scorte di cibo terapeutico sono prossime all’esaurimento, e senza un intervento tempestivo, il numero di bambini in condizioni di malnutrizione acuta è destinato a crescere.
La comunità internazionale è chiamata a un’azione rapida e coordinata per prevenire una catastrofe umanitaria su larga scala.



