Nella prima metà del 2024, la povertà in Argentina ha toccato il 52,9%, un drammatico aumento rispetto al 41,7% di fine 2023, secondo i dati ufficiali dell’Istituto Nazionale di Statistica (Indec). Con 15,7 milioni di argentini ora sotto la soglia di povertà, l’impatto delle politiche economiche del presidente ultraliberale Javier Milei si fa sempre più evidente.
La politica di austerità adottata dal leader ha provocato conseguenze economiche e sociali devastanti, accentuando ulteriormente la vulnerabilità di un Paese già profondamente provato da anni di crisi economica.
L’austerità di Milei e il collasso sociale
Da quando ha assunto la presidenza nel dicembre 2023, Milei, economista anarcocapitalista, ha lanciato una drastica politica di austerità con l’obiettivo di eliminare il deficit di bilancio. Tra le prime misure adottate, spiccano la svalutazione del peso argentino del 54% e il taglio massiccio della spesa pubblica.
Tuttavia, questi interventi hanno portato a un aggravarsi delle condizioni di vita per la popolazione, con la povertà estrema che ha raggiunto il 18,1% della popolazione (5,4 milioni di persone), aggravando un quadro già complesso.
I lavoratori argentini guadagnano mediamente meno di 237mila pesos (circa 200 franchi) al mese, una cifra ben al di sotto del necessario per affrontare il crescente costo della vita. L’inflazione, che pur si è ridotta rispetto ai livelli catastrofici del 2023 (quando raggiungeva il 17% mensile), si attesta ancora intorno al 4% mensile, erodendo costantemente il potere d’acquisto della popolazione.
Crisi del lavoro e recessione
Se da un lato la disoccupazione è cresciuta dal 6,2% al 7,7%, l’economia informale — che rappresenta oltre il 45% dell’economia argentina — continua a soffrire pesantemente. Le imprese stanno chiudendo, i posti di lavoro diminuiscono e l’attività economica è in contrazione. Secondo le previsioni, il PIL del Paese dovrebbe subire una contrazione del 3,5% entro la fine del 2024, un dato che conferma la gravità della recessione.
La politica di Milei sembra seguire il principio che “il miglior modo per combattere la povertà è ridurre l’inflazione”, come affermato dal portavoce presidenziale Manuel Adorni.

Tuttavia, nonostante il bilancio mensile sia tornato in positivo per la prima volta in 15 anni, il prezzo di questa politica sembra essere pagato dalle fasce più deboli della popolazione, che vedono aumentare le difficoltà a far fronte alle spese quotidiane.
Una ripresa lontana
L’esecutivo sostiene che le misure adottate, seppur dure, permetteranno una ripresa significativa a partire dal 2025, con una previsione di crescita del PIL del 5%. Tuttavia, gli analisti economici e i sociologi, come Santiago Coy del Center for Public Policy Research, restano scettici.
Coy sottolinea che la ripresa sarà visibile solo se i salari reali, soprattutto nel settore informale, riusciranno a crescere. Altrimenti, la povertà continuerà a stagnare a livelli insostenibili per milioni di argentini.
L’Argentina nel contesto internazionale
Sul fronte internazionale, l’Argentina di Milei è osservata con preoccupazione. L’austerità estrema e il taglio alla spesa pubblica stanno minando il tessuto sociale del Paese, già segnato da anni di crisi economiche cicliche.
Mentre il Fondo Monetario Internazionale e altre istituzioni liberali sostengono che la terapia “shock” potrebbe portare a una stabilizzazione a lungo termine, il costo umano di queste misure sta alienando l’Argentina dalla sua stessa popolazione e aumentando il malcontento sociale.
Secondo i dati più recenti, l’Argentina sta affrontando una delle crisi economiche più gravi degli ultimi vent’anni. Il Paese, che era appena riuscito a riprendersi dalla devastante crisi del 2001, si trova nuovamente in un vortice di povertà, disoccupazione e inflazione.
La terza economia più grande dell’America Latina rischia di rimanere intrappolata in un ciclo di austerità e recessione, aggravato da un modello economico che molti considerano insostenibile.
Il futuro
La sfida principale per l’Argentina è trovare un equilibrio tra stabilizzazione economica e protezione delle fasce più vulnerabili della popolazione. Le politiche di Milei, pur mirando a ridurre l’inflazione e il deficit, stanno erodendo il tessuto sociale del Paese e lasciano una nazione divisa tra austerità e povertà crescente. Con la ripresa ancora lontana, il futuro dell’Argentina resta incerto e carico di tensioni sociali pronte ad esplodere.



