La crisi occupazionale in Pakistan continua a peggiorare in un contesto di crescenti difficoltà economiche e sociali, colpendo in particolare i giovani, che costituiscono una parte significativa della popolazione.
Secondo il rapporto diffuso dal canale televisivo pakistano ARY News, la disoccupazione giovanile è in aumento, alimentata da una lenta crescita economica, un rapido aumento della popolazione e la mancanza di opportunità di lavoro.
La Commissione per la Pianificazione ha sottolineato che il PIL del Pakistan, attualmente fermo al 3,5%, è ben al di sotto del 7% richiesto per garantire uno sviluppo sostenibile, aggravando ulteriormente la situazione occupazionale.
Le sfide economiche del Pakistan non si limitano alla disoccupazione. La povertà nel paese è in costante aumento. Dati della Banca Mondiale mostrano che oltre il 39% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, con tassi significativamente più alti nelle aree rurali, dove la mancanza di servizi essenziali come sanità e istruzione ha colpito duramente.
Il peggioramento delle condizioni economiche è dovuto a una combinazione di fattori, tra cui l’aumento dell’inflazione, che ha toccato livelli record. Nel 2023, l’inflazione è arrivata al 29,2%, spingendo i prezzi dei beni di prima necessità alle stelle e mettendo in ginocchio milioni di famiglie che già vivevano in condizioni di povertà estrema.
La povertà estrema è evidente nelle città principali del Pakistan, come Karachi, dove di recente il Jamaat-e-Islami ha organizzato proteste contro l’inflazione e le tasse elevate imposte dal governo.
I manifestanti hanno denunciato l’impatto devastante delle politiche governative sulle loro famiglie, raccontando di come le bollette dell’elettricità siano aumentate vertiginosamente e di come molti non riescano più a permettersi i beni essenziali.
Alcuni hanno riferito di casi di suicidio legati all’impossibilità di sostenere economicamente le proprie famiglie, mentre i bambini sono privati dell’istruzione e molte famiglie non riescono a mettere abbastanza cibo in tavola.

La situazione economica è ulteriormente complicata dalla pressione esercitata dal Fondo Monetario Internazionale (FMI), che ha imposto rigide misure di austerità come condizione per l’erogazione di nuovi finanziamenti.
Il governo pakistano ha dovuto implementare aumenti delle tasse e tagli alla spesa pubblica per soddisfare le richieste del FMI, ma queste misure hanno avuto un impatto negativo sulla popolazione, già gravata da anni di instabilità economica. Le riforme, seppur necessarie per ridurre il deficit fiscale, hanno finito per colpire le classi più vulnerabili, senza creare le opportunità economiche promesse.
A livello politico, il Pakistan si trova in un momento di grande incertezza. Dopo l’arresto e la condanna dell’ex primo ministro Imran Khan, leader del Pakistan Tehreek-e-Insaf (PTI), il paese sta attraversando una fase di transizione politica delicata.
Il governo ad interim, guidato da Anwaar-ul-Haq Kakar, sta cercando di stabilizzare il paese in vista delle elezioni generali, ma la situazione rimane tesa. La data delle elezioni, inizialmente prevista per la fine del 2023, è stata posticipata a causa della necessità di aggiornare i dati del censimento, una decisione che potrebbe rinviare le consultazioni a metà del 2024.
Il governo ad interim ha promesso di affrontare le sfide economiche attraverso riforme strutturali e l’implementazione di un piano quinquennale che include la promozione del turismo, lo sviluppo industriale e l’aumento della produttività agricola.
Tuttavia, la mancanza di investimenti esteri e la lentezza della governance nel settore energetico continuano a ostacolare il progresso. Gli esperti ritengono che il Pakistan necessiti di riforme più profonde e di investimenti massicci nel settore privato per creare posti di lavoro e migliorare il tenore di vita della popolazione.
Le tensioni politiche non aiutano: la leadership del PTI ha mobilitato le sue basi di sostegno, accusando il governo di ingerenza nei processi elettorali e chiedendo elezioni immediate. Questo clima di instabilità sta alimentando il malcontento popolare, con manifestazioni e proteste in diverse città del paese.
La popolazione, colpita dall’inflazione alle stelle e dalle tasse elevate, guarda con crescente sfiducia le istituzioni, percepite come incapaci di gestire la crisi economica.
Il futuro politico del Pakistan rimane incerto, con il rischio che il protrarsi dell’instabilità politica possa ulteriormente aggravare la crisi economica. Le sfide sono molteplici: la necessità di rafforzare le istituzioni, riformare il sistema fiscale, attirare investimenti esteri e creare un ambiente favorevole alla crescita economica.
Solo un piano coordinato e ben strutturato potrà permettere al Pakistan di uscire dall’attuale crisi e garantire un futuro migliore per le prossime generazioni. In questo momento però il governo non sembra in grado di proporre soluzioni che alleggeriscano l’enorme povertà del Paese.



