Nella striscia di Gaza nove bambini su 10 sono colpiti da almeno una malattia
Diogenenews 12/09/2024: “A Gaza ci sono delle crude verità”. Con queste parole Andrea Iacomini, portavoce dell’Unicef Italia, illustra la situazione che vivono molti bambini e bambine della Striscia di Gaza a causa della guerra. “Nove bambini su 10 sono colpiti da almeno una malattia – prosegue –. Nove bambini su 10 non sono in grado di mangiare più di due gruppi di alimenti, aggravando i casi di malnutrizione”. In tutto questo le condizioni peggiorano ulteriormente perché si registra una diminuzione del 59% di aiuti umanitari. Una situazione destinata a peggiorare ora dopo ora con un conflitto che non sembra conoscere la parola pace. “Ci sono però alcune note positive”, commenta Iacomini. Nei primi mesi del 2024, grazie a Unicef, è stata fornita acqua potabile a quasi un milione di bambini. Per il portavoce dell’Unicef Italia è importante “continuare ad assicurare questo genere di aiuto salva vita per tutte le bambini e i bambini di Gaza”. (Diogenenews 12/09/2024)
Il nucleare è la prima fonte di energia in Europa, poi vengono eolica e gas
Diogenenews 12/09/2024: Tra i capitoli della corposa Relazione sullo stato dell’Unione dell’energia 2024, presentata oggi a Bruxelles dalla Commissione Ue, figurano particolari capitoli su “rafforzare la sicurezza e la competitività energetiche” e “responsabilizzare i consumatori nella transizione pulita”. Un ulteriore focus riguarda le fonti rinnovabili, nell’ambito delle quali “sono stati compiuti – secondo l’esecutivo – progressi significativi”. “L’energia eolica ha superato il gas per diventare la seconda fonte di energia elettrica dell’Ue dopo il nucleare e, nel primo semestre del 2024, le energie rinnovabili hanno generato il 50% dell’energia elettrica nell’Unione”. Nel 2022 il consumo di energia primaria dell’Ue ha ripreso la tendenza al ribasso, diminuendo del 4,1%. “Tuttavia, gli sforzi in materia di efficienza energetica dovranno essere ulteriormente intensificati affinché l’Ue raggiunga l’obiettivo di riduzione del consumo finale di energia dell’11,7% entro il 2030”. Sono dunque “necessari ulteriori miglioramenti, non da ultimo per quanto riguarda l’elettrificazione generale degli impianti di riscaldamento e il tasso di ristrutturazione degli edifici. Sono necessari maggiori sforzi per far fronte al rincaro dei prezzi dell’energia. Ciò è fondamentale per migliorare la competitività dell’industria europea e accelerare gli investimenti nelle reti infrastrutturali integrate europee, che sono essenziali per l’elettrificazione dell’economia europea”. (Diogenenews 12/09/2024)
Libia, la denuncia di Amnesty: “Governo e Faal rispondano di morti in custodia, sparizioni forzate e detenzioni arbitrarie”
Diogenenews 12/09/2024: Amnesty International ritiene che l’Agenzia per la sicurezza interna della Libia (Asi) e alcuni gruppi armati sotto il comando delle Faal (Forze armate libiche) siano responsabili di numerose morti in custodia, sparizioni forzate e detenzioni arbitrarie. “L’impunità radicata per le morti in custodia e altre gravi violazioni dei diritti umani da parte dei gruppi armati sotto il comando delle autoproclamate Faal ha permesso all’Asi di intensificare, negli ultimi mesi, la sua repressione nei confronti di critici e oppositori politici, tra cui attivisti, scrittori e blogger”, si legge in una dichiarazione di Amnesty International. Secondo l’organizzazione, da inizio 2024 agenti dell’Asi pesantemente armati hanno arrestato, senza mandato, decine di persone tra cui donne e uomini con più di settant’anni, prelevandole dalle loro abitazioni, dalle strade o da altri luoghi pubblici nelle aree della Libia orientale e meridionale sotto il controllo delle Faal. Le persone arrestate sono state poi trasferite in strutture controllate dall’Asi, rimaste in detenzione arbitraria per mesi, senza la possibilità di contattare le loro famiglie o gli avvocati; alcune sono state vittime di sparizioni forzate per periodi fino a dieci mesi. Nessuna di loro è stata portata davanti alle autorità giudiziarie, né ha avuto modo di contestare la legalità della propria detenzione o è stata formalmente accusata di alcun reato. Tra aprile e luglio due persone sono morte in custodia in circostanze sospette mentre si trovavano in centri di detenzione controllati dall’Asi a Bengasi e Ajdabiya. Non sono state avviate indagini penali indipendenti e imparziali sui loro decessi e nessuno è stato ritenuto responsabile. “L’aumento, negli ultimi mesi, delle detenzioni arbitrarie e delle morti in custodia evidenzia come la cultura dell’impunità abbia incentivato i gruppi armati a violare il diritto alla vita dei detenuti senza temere conseguenze”, afferma Bassam Al Kantar, ricercatore di Amnesty International per la Libia, secondo il quale “sia il Governo di unità nazionale con sede a Tripoli che le Faal devono garantire l’immediata scarcerazione” dei “detenuti arbitrariamente soltanto per aver esercitato il diritto alla libertà di espressione”. Le Faal devono inoltre “sospendere dalle posizioni di potere i comandanti e i membri dell’Asi ragionevolmente sospettati di crimini di diritto internazionale e di gravi violazioni dei diritti umani” in attesa di “indagini penali indipendenti e imparziali” anche sulle cause e circostanze “delle morti in custodia. Laddove vi siano prove sufficienti – conclude Al Kantar -, tali individui devono essere sottoposti a processi equi davanti a tribunali civili”. (Diogenenews 12/09/2024)
Sospeso dai giudici di Salerno il fermo amministrativo della Geo Barents
Diogenenews 12/09/2024: Il fermo amministrativo della nave Ong Geo Barents, in sosta a Salerno dal 27 agosto per violazione del decreto Piantedosi, è stato sospeso dal tribunale civile della città. “Presto torneremo a salvare vite nel Mediterraneo centrale”, ha dichiarato con entusiasmo Juan Matias Gil, capomissione di Medici Senza Frontiere (MSF) per le operazioni di ricerca e soccorso in mare. Christos Christou, presidente internazionale di MSF, presente alla conferenza stampa a bordo della Geo Barents, ha raccontato: “Non appena ho saputo del fermo amministrativo, mi sono recato a Salerno. Pochi mesi fa ero il medico di bordo, ho assistito i naufraghi e ascoltato le loro drammatiche esperienze. Con questo fermo, ci troviamo come una sala operatoria con medici incapaci di agire. Rispettiamo il diritto internazionale e marittimo e sono fiducioso che la situazione si risolverà presto. Tornare in mare è la nostra priorità. Salvare vite umane non può essere considerato un crimine”. MSF ha presentato ricorso al tribunale civile per annullare il fermo, fornendo prove dettagliate sull’intervento di soccorso effettuato il 23 agosto, quando 37 persone sono state salvate in mare. “Abbiamo dimostrato chiaramente – spiega Gil – come le nostre operazioni siano state comunicate tempestivamente alle autorità competenti”. Le autorità italiane avevano mosso tre accuse alla Ong: mancato rispetto delle istruzioni della guardia costiera libica, aver messo in pericolo i naufraghi e la mancata comunicazione tempestiva con la guardia costiera italiana. Christou ha respinto tali accuse, affermando che, nonostante i tentativi di contatto, non vi era stata risposta dalla guardia costiera libica. Inoltre, le persone soccorse erano già in pericolo di vita in mare, rendendo indispensabile il loro salvataggio. Il giudice di Salerno, sulla base delle prove fornite, ha stabilito che la Geo Barents non ha creato alcun rischio durante le operazioni di soccorso e che queste erano necessarie. Inoltre, è stato accertato che la guardia costiera libica era stata informata in anticipo e che il prolungamento del fermo amministrativo avrebbe ostacolato in modo irrimediabile la missione umanitaria della nave, in contrasto con i principi costituzionali italiani e il diritto internazionale. (Diogenenews 12/09/2024)
Diciottesimo mese consecutivo di calo della produzione industriale italiana
Diogenenews 12/09/2024: L’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) ha reso pubblici i dati di luglio 2024 relativi alla produzione industriale italiana, evidenziando un calo del 3,3% rispetto allo stesso mese del 2023 e dello 0,9% rispetto a giugno 2024. La produzione industriale è monitorata con attenzione poiché rappresenta circa il 20% del PIL italiano. Dal 2023, il settore ha subito una contrazione a causa del calo dei consumi e delle esportazioni, con impatti particolarmente negativi sull’industria dell’abbigliamento e dell’automobile. Inoltre, l’aumento dei costi energetici ha messo sotto pressione le imprese più dipendenti dall’energia. Anche altre economie europee, come la Germania, stanno attraversando una fase critica, in parte dovuta all’incremento dei prezzi energetici e alle tensioni nei commerci internazionali. A luglio, l’indice della produzione industriale si è attestato a 94,5, inferiore del 5,5% rispetto ai livelli del 2021, quando erano ancora in vigore alcune restrizioni legate alla pandemia. Per comprendere meglio le tendenze future, è utile consultare anche l’indice PMI, che si basa su sondaggi tra i responsabili degli acquisti delle aziende manifatturiere. Ad agosto, l’indice italiano era pari a 49,4 punti, segnalando un leggero miglioramento ma mantenendosi sotto la soglia di espansione economica di 50 punti. Il settore manifatturiero europeo nel complesso mostra segni di debolezza, con la Germania particolarmente colpita. L’indice PMI tedesco si è attestato ad agosto a 45,4 punti, inferiore alla media dell’Eurozona. La crisi energetica tedesca, aggravata dalla dipendenza dal gas russo, ha ulteriormente danneggiato l’industria del paese, influenzando negativamente anche l’economia italiana, fortemente interconnessa con quella tedesca. Alcuni settori italiani sono stati particolarmente colpiti: la produzione di abbigliamento è diminuita del 18%, mentre quella di automobili ha registrato un calo del 35% rispetto all’anno precedente. In particolare, l’industria dell’auto è penalizzata dalla crisi della domanda e dalle decisioni industriali di Stellantis, che nonostante gli impegni a incrementare la produzione in Italia, non sta raggiungendo gli obiettivi prefissati. (Diogenenews 12/09/2024)
Picco delle domande di alloggi sociali in Francia con 2,7 milioni di richieste
Diogenenews 12/09/2024: A metà giugno, la richiesta di alloggi sociali in Francia ha toccato un nuovo picco, con 2,7 milioni di famiglie registrate in lista d’attesa, come ha riferito l’11 settembre Emmanuelle Cosse, presidente dell’Unione Sociale per l’Edilizia Sociale (USH), che rappresenta i gestori delle case popolari. Questo segna un aumento di 100.000 famiglie rispetto all’anno precedente, stabilendo un record preoccupante. Tra questi, più di 1,8 milioni di famiglie sono in attesa del loro primo alloggio, mentre altre 870.000, già ospitate, sono alla ricerca di una nuova sistemazione. “La domanda è in crescita ovunque”, ha spiegato Cosse durante una conferenza stampa, aggiungendo che l’incremento delle richieste nella prima metà dell’anno rappresenta un segnale allarmante. A questo scenario si aggiunge la diminuzione delle nuove costruzioni approvate. Nel 2023, sono stati autorizzati circa 82.200 nuovi alloggi sociali, un calo significativo rispetto alle 124.200 unità del 2016. L’USH stima che dal 2016 siano andate perse 182.300 abitazioni potenziali, attribuendo parte del problema non solo alla pandemia e alla guerra in Ucraina, ma anche alla riduzione delle risorse destinate dallo Stato alla costruzione di nuove case e all’introduzione della “riduzione dell’affitto solidale” (RLS) nel 2018, per compensare la riduzione degli aiuti per l’abitazione. Cosse ha anche criticato il blocco dei fondi destinati alla ristrutturazione delle case popolari, ricordando che l’ex ministro dell’Edilizia Patrice Vergriete aveva annunciato un budget di 1,2 miliardi di euro su tre anni, ma che la metà di questi fondi è stata congelata a luglio dal ministro dell’Economia dimissionario, Bruno Le Maire, senza alcun confronto pubblico. (Diogenenews 12/09/2024)
Paesi Bassi: lancio di prova di una capsula hyperloop, il treno del futuro
Diogenenews 12/09/2024: Viaggiare tra città europee a bordo di una capsula che sfreccia a oltre 700 km/h potrebbe non essere più solo fantascienza, grazie ai progressi fatti nei Paesi Bassi da un’azienda locale. In un tunnel di 420 metri del Centro Europeo Hyperloop, un treno futuristico ha completato con successo il suo primo test. Anche se attualmente ha raggiunto solo i 30 km/h, l’obiettivo degli sviluppatori è di toccare i 100 km/h entro la fine dell’anno. Il sistema potrebbe essere pronto per trasportare passeggeri entro il 2030. Questo treno a levitazione magnetica promette di rivoluzionare i viaggi in Europa, permettendo di coprire distanze come quelle tra Amsterdam e Berlino in appena 90 minuti o tra Amsterdam e Milano in due ore. L’idea dell’hyperloop è stata lanciata inizialmente da Elon Musk nel 2013, con l’obiettivo di creare una nuova modalità di trasporto veloce, sostenibile e a basse emissioni. Il prossimo passo per l’azienda sarà testare la capsula in un tunnel sottovuoto, eliminando quasi completamente l’aria per ridurre la resistenza e aumentare progressivamente la velocità. Un’altra caratteristica innovativa del centro olandese è un sistema che consente di cambiare traiettoria ad alta velocità, un aspetto cruciale per sviluppare una rete di trasporti efficiente. L’ambizioso obiettivo di Hardt Hyperloop è quello di sostituire i voli a corto raggio e i lunghi viaggi in auto in Europa, offrendo costi simili a quelli delle compagnie aeree low-cost, ma con un impatto ambientale notevolmente ridotto. I prossimi anni saranno cruciali per vedere se l’hyperloop potrà davvero trasformare il modo in cui viaggiamo in Europa e oltre, fornendo un’alternativa rapida, ecologica e futuristica ai mezzi di trasporto attuali. (Diogenenews 12/09/2024)
Le azioni di Trump Media crollano dopo il dibattito con Harris
Diogenenews 12/09/2024: Il prezzo delle azioni di Trump Media è crollato di oltre il 17% mercoledì mattina, un giorno dopo che l’azionista di maggioranza Donald Trump ha tenuto un dibattito presidenziale ampiamente criticato contro la vicepresidente Kamala Harris. Il prezzo delle azioni della società alla campana di apertura ha toccato il livello intraday più basso da quando il proprietario dell’app Truth Social ha iniziato a negoziare pubblicamente come DJT sul Nasdaq a fine marzo. Trump Media è sceso del 15,94% a 15,67 dollari.
Investire in azioni Trump Media è spesso visto come un modo per scommettere sulle fortune politiche di Trump, ex presidente e attuale candidato repubblicano. Trump Media ha affermato che la sua attività dipende, almeno in parte, dalla popolarità di Trump, e gli analisti affermano che il valore della società aumenterà o diminuirà a seconda delle sue prospettive elettorali. Martedì gli scambi di Trump Media erano aumentati fino al 10%, forse indicando ottimismo su come se la sarebbe cavata Trump nel dibattito. I guadagni della società di lunedì e martedì sono stati una tregua dopo il calo durato una settimana che ha visto il prezzo delle azioni scendere fino al 75% rispetto al suo massimo intraday di fine marzo, quando l’allora società privata Trump Media si è fusa con una società di assegni in bianco. Il calo ha coinciso con il ritiro del presidente Joe Biden dalla corsa presidenziale e l’appoggio di Harris per sostituirlo in cima alla lista democratica. È arrivato anche nel periodo precedente al momento in cui Trump e altri nella società possono iniziare a vendere le loro azioni. Trump possiede quasi il 59% delle azioni della società. Quella quota al prezzo di mercoledì mattina valeva quasi 1,8 miliardi di dollari. Non è chiaro se Trump abbia intenzione di iniziare a vendere la sua partecipazione quando l’accordo di blocco verrà revocato il 19 settembre. (Diogenenews 12/09/2024)
Ad agosto una famiglia tipo in Argentina aveva bisogno di 939.887 dollari per evitare di cadere nella povertà
Diogenenews 12/09/2024: Ad agosto, una famiglia di quattro persone aveva bisogno di un reddito di 939.887 dollari per evitare di scendere al di sotto della soglia di povertà, come riportato questo mercoledì dall’Istituto nazionale di statistica e censimento (Indec). La variazione mensile di tale soglia è accelerata al 4,4% mensile ed è stata superiore alla variazione dell’inflazione , a causa dell’impatto degli aumenti delle tariffe del servizio pubblico. Quella stessa famiglia aveva bisogno di 421.474 dollari per coprire i propri bisogni alimentari di base e non trovarsi in una situazione di indigenza. Il Total Basic Basket (CBT) rivela che il pacchetto contiene i beni e i servizi necessari per non essere poveri nella Grande Buenos Aires. L’aumento registrato in agosto per la CBT è stato del 4,4% mensile. Salì. Quest’anno è cresciuto dell’89,6% e negli ultimi dodici mesi del 230,1%. Il fabbisogno per un adulto “equivalente” a quel paniere ammontava a 304.170 pesos. Per una famiglia composta da una donna di 35 anni, suo figlio di 18 anni e sua madre di 61 anni, il CBT ha rappresentato il mese scorso 748.259 pesos. Per un altro composto da quattro persone, un uomo di 35 anni, una donna di 31, un figlio di 6 anni e una figlia di 8 anni, 939.887 pesos. Per un altro gruppo di cinque persone, composto da un uomo e una donna, entrambi di 30 anni, e tre bambini di 5, 3 e 1 anno, la cifra ammontava a 988.554 pesos. Il Paniere Alimentare di Base (CBA) dell’Indec contiene gli alimenti necessari a coprire i bisogni alimentari di base. Ad agosto ha segnato un aumento del 3,9%, al di sotto dell’inflazione. L’aumento cumulato nel 2024 è stato del 75,1% e nell’ultimo anno del 222,7%. Il fabbisogno per un adulto “equivalente” a quel paniere ammontava a 136.399 pesos. La CBA Per una famiglia composta da una donna di 35 anni, suo figlio di 18 anni e sua madre di 61 anni rappresentavano 335.542 pesos il mese scorso. Per un altro composto da quattro persone, un uomo di 35 anni, una donna di 31, un figlio di 6 anni e una figlia di 8 anni, 421.474 pesos. Per un altro gruppo di cinque persone, composto da un uomo e una donna, entrambi di 30 anni, e tre bambini di 5, 3 e 1 anno, la cifra ammontava a 443.298 pesos. (Diogenenews 12/09/2024)
Quasi una persona su sei non ha abbastanza soldi per un pasto completo nella Renania Settentrionale-Vestfalia
Diogenenews 12/09/2024: Almeno un pasto caldo al giorno è importante per la salute. Tuttavia, molte persone nella Renania Settentrionale-Vestfalia affermano di non poterselo permettere. Secondo le loro stesse stime , centinaia di migliaia di persone nella Renania Settentrionale-Vestfalia non hanno i soldi per un pasto completo ogni giorno. Lo ha annunciato lunedì l’ufficio statistico statale IT.NRW. La base erano domande aggiuntive per il microcensimento nazionale del 2023. Per il microcensimento, viene intervistato l’1% della popolazione a livello statale e nazionale, principalmente online. Nello specifico, la questione era se le persone potevano permettersi un pasto completo ogni due giorni , ha detto un portavoce di IT NRW. Nella Renania Settentrionale-Vestfalia circa una persona su sei (15,9%) ha detto di no. Secondo IT.NRW, “sano” significa un pasto con carne, pesce o opzioni vegetariane e contorni. Secondo la portavoce, nel sondaggio non è stata fatta alcuna distinzione tra cibo fatto in casa e cibo del ristorante . Tuttavia, poiché il cibo del ristorante è solitamente molto più costoso, l’affermazione realisticamente si riferisce essenzialmente al cibo cucinato in casa. Secondo la statistica sono colpiti in maniera sproporzionata i genitori single con figli (30,7%) e i disoccupati. Il 43% degli intervistati afferma di dover rinunciare a un pasto completo. La percentuale degli occupati era del 12,6%. (Diogenenews 12/09/2024)


