Sarà anche per questo motivo che la macchina del Giubileo sta aggiungendo, per la precisione restaurando, una figura votiva che dal 1600 non si vedeva più a Roma: “La Madonna dei debitori”. Il Vaticano ha predisposto la venerazione di una immagine mariana ad hoc, una icona religiosa risalente al 1600 da centinaia d’anni oggetto di preghiere a Roma da parte di chi vive pieno di debiti.
Alla fine del 2023, secondo le stime della Banca d’Italia, il debito accumulato dalle famiglie romane ha raggiunto la cifra impressionante di 93 miliardi di euro. Questo si traduce in un carico finanziario medio di circa 20.000 euro per ogni cittadino romano, un valore superiore alla media nazionale, che si attesta intorno ai 17.500 euro.
La situazione di indebitamento delle famiglie romane non è un caso isolato; anzi, riflette una tendenza più ampia che ha spinto anche la Santa Sede a porre nuovamente l’accento sulla questione del debito e delle difficoltà finanziarie.
Il principale fattore di indebitamento per molte famiglie romane è rappresentato dal credito al consumo, con una crescente abitudine all’acquisto a rate di beni di consumo come automobili, mobili e dispositivi elettronici.
Tra marzo 2023 e marzo 2024, i prestiti per mutui hanno subito una lieve diminuzione dello 0,2%, mentre il credito al consumo è aumentato del 5%. Questa crescita è stata accompagnata da un aumento dei tassi di interesse, che in alcuni casi hanno raggiunto l’8,8%.
Inoltre, la maggior parte dei nuovi contratti di credito al consumo stipulati nell’ultimo anno riguarda prestiti di importo relativamente modesto, con due terzi che non superano i 5.000 euro.
Preoccupa il fatto che metà di questi nuovi contratti sia stata firmata da persone appartenenti alle classi sociali più vulnerabili, per le quali il credito al consumo si è trasformato in uno strumento di sopravvivenza piuttosto che in un’opportunità di crescita economica.
Secondo l’Ufficio Statistica del Campidoglio, il debito colpisce in modo particolare le fasce più deboli della popolazione romana. Circa il 3,5% dei residenti affronta gravi difficoltà nel far quadrare i conti alla fine del mese, mentre il 17,7% è a rischio di povertà o esclusione sociale.

Inoltre, il 6,3% delle famiglie risente fortemente dell’alto costo delle abitazioni e il 30,8% ha visto peggiorare la propria situazione economica nel corso del 2023 rispetto all’anno precedente.
L’aumento dei tassi di interesse nel 2022 ha avuto un impatto significativo non solo sui bilanci delle famiglie, ma anche su quelli delle imprese. Il debito delle aziende romane, in gran parte contratto con le banche, ha raggiunto gli 81 miliardi di euro, pari a circa il 36% del fatturato complessivo delle imprese della Capitale.
Questo dato è particolarmente allarmante se si considera che solo il 35% delle imprese ha stipulato prestiti a tasso fisso, mentre il restante 65% è esposto alle fluttuazioni dei tassi di interesse, con conseguenze potenzialmente gravi sui bilanci aziendali.
Sul fronte delle amministrazioni locali, si prospetta un momento storico per il debito di Roma Capitale. Il 31 gennaio 2025 si chiuderà infatti la gestione commissariale del debito comunale, istituita nel 2008 per gestire un accumulo di oltre 12 miliardi di euro.
Il decreto Milleproroghe prevede che i debiti non richiesti entro quella data saranno cancellati, permettendo finalmente una chiara quantificazione e razionalizzazione del debito complessivo del Comune. Tuttavia, nonostante l’imminente Anno Santo, molti ritengono che sarà necessaria una vera e propria svolta miracolosa per risolvere completamente la questione.
Confrontando la situazione di Roma con altre città italiane ed europee, emerge un quadro diversificato. A Milano, ad esempio, il debito medio delle famiglie è inferiore, ma la città affronta un costo della vita elevato che pesa comunque sui bilanci familiari.
A livello europeo, città come Parigi e Berlino presentano situazioni di indebitamento simili, sebbene le politiche sociali più robuste in quei paesi contribuiscano a mitigare l’impatto sulle famiglie più vulnerabili.
Tuttavia, è evidente che l’indebitamento delle famiglie nelle grandi città europee è un fenomeno diffuso, influenzato da dinamiche economiche complesse e da un accesso al credito sempre più facile, ma spesso oneroso.



