3,4 miliardi senza Internet: l’enorme divario digitale globale

Il rapporto 2024 della GSMA, State of Mobile Internet Connectivity, ha messo in luce un dato allarmante: il 43% della popolazione mondiale, ovvero circa 3,45 miliardi di persone, non ha accesso a Internet mobile. Questo dato rappresenta una sfida globale per l’inclusione digitale, evidenziando il divario tra coloro che possono connettersi e coloro che rimangono esclusi dai benefici del digitale. La questione si fa ancora più complessa se si considera che 3,1 miliardi di persone vivono in aree coperte dalla rete ma, per vari motivi, non utilizzano Internet mobile.

Costi, infrastrutture e mancanza di competenze: gli ostacoli all’accesso

Le barriere principali all’adozione di Internet mobile riguardano i costi elevati, le basse competenze digitali e la carenza di contenuti locali rilevanti. Nei Paesi in via di sviluppo, soprattutto in Africa sub-sahariana, la spesa per Internet rappresenta una quota consistente del reddito medio: un pacchetto di dati da 1 GB costa spesso oltre il 5% del reddito mensile, mentre l’ONU raccomanda di mantenere il costo sotto il 2% per favorire l’accessibilità. La situazione è ancora più grave per quanto riguarda la connettività fissa, dove le infrastrutture scarseggiano e i costi di installazione restano proibitivi.

Nei Paesi africani, la connessione Internet fissa copre meno del 10% della popolazione e, in alcune aree rurali, la rete è praticamente inesistente. Le nazioni più colpite da questo divario sono quelle con infrastrutture fragili e difficoltà economiche: per esempio, in Etiopia, solo il 15% della popolazione accede a Internet, e in Malawi questa percentuale scende al 13%. I costi elevati e l’assenza di competenze digitali impediscono un’ampia diffusione anche dove la rete è disponibile.

L’impatto del digital divide su economia e sviluppo

Il divario digitale non è solo un problema tecnologico, ma anche economico e sociale. Nei Paesi in via di sviluppo, l’accesso limitato a Internet frena la crescita economica e le opportunità di sviluppo, rendendo più difficile per le comunità beneficiare di istruzione, sanità e nuove possibilità di lavoro online. Il rapporto GSMA stima che, colmando il divario di connettività, l’economia globale potrebbe crescere di 3,5 trilioni di dollari entro il 2030, portando beneficio a milioni di persone. Tuttavia, per raggiungere questo obiettivo, è fondamentale che i governi e le istituzioni sviluppino politiche pubbliche mirate alla riduzione dei costi di accesso e all’educazione digitale.

Politiche pubbliche e partnership per l’inclusione digitale

La GSMA sottolinea la necessità di una collaborazione tra governi, operatori di telecomunicazioni e organizzazioni internazionali per superare il divario digitale. Alcuni Paesi africani stanno implementando programmi di alfabetizzazione digitale e iniziative per fornire dispositivi e dati a costo ridotto, ma il percorso è ancora lungo. In Kenya, per esempio, il programma “Ajira Digital” mira a fornire competenze digitali e opportunità lavorative online, e ha già coinvolto oltre 1 milione di giovani. In Nigeria, il progetto “N-Power” è rivolto a giovani disoccupati e punta a fornire competenze tecnologiche e supporto per l’imprenditoria digitale. Tuttavia, senza un maggiore sostegno internazionale e investimenti nelle infrastrutture, l’impatto di queste iniziative rimarrà limitato.

Colmare il divario digitale per un futuro più equo

Per ridurre il divario digitale mondiale, l’abbassamento dei costi di accesso e lo sviluppo delle competenze digitali sono imprescindibili. I Paesi con limitata connettività e competenze digitali rischiano di rimanere sempre più indietro in un’economia globale sempre più interconnessa. Affrontare queste sfide significa anche garantire che le popolazioni in via di sviluppo possano partecipare attivamente all’economia digitale e trarre vantaggio dai suoi benefici, riducendo la povertà e promuovendo una maggiore equità sociale.