Uzbekistan tra Mosca e Occidente: un equilibrio sottile per il futuro

Negli ultimi anni, l’Uzbekistan ha registrato progressi significativi nella riduzione della povertà, secondo quanto riportato dal governo. Il Ministero del Lavoro ha annunciato che nel 2024 il tasso di povertà è sceso all’8,9%, con una diminuzione di 2,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente.

Questo risultato è stato attribuito a una serie di programmi governativi volti a promuovere l’imprenditorialità e migliorare l’efficienza nell’uso delle risorse agricole. Tuttavia, persistono dubbi sulla reale entità del fenomeno, dato che la soglia ufficiale di povertà, fissata a 669.000 som (circa 51 dollari al mese), potrebbe sottostimare il numero effettivo di cittadini in condizioni di difficoltà economica.

La Banca Mondiale ha riconosciuto gli sforzi del governo uzbeko nella lotta contro la povertà, sottolineando il miglioramento nei metodi di misurazione adottati dal paese. Tuttavia, ha anche evidenziato la necessità di ulteriori interventi per migliorare la capacità produttiva delle famiglie povere, in particolare nelle aree rurali, dove la disoccupazione è più diffusa e i livelli di istruzione sono inferiori.

La persistenza di questi squilibri potrebbe alimentare le disuguaglianze economiche, rendendo difficile il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dal governo.

Parallelamente, l’Uzbekistan ha rafforzato la sua collaborazione con la Banca Mondiale attraverso un nuovo Quadro di Partenariato Strategico, che prevede investimenti mirati a stimolare il settore privato, migliorare il capitale umano e promuovere una crescita economica sostenibile.

Questa cooperazione è parte di un più ampio progetto di transizione verso un’economia di mercato, avviato con le riforme economiche del 2017 che hanno permesso al paese di registrare una crescita media del PIL del 5,3%.

Tuttavia, la creazione di posti di lavoro non ha tenuto il passo con la crescita economica: mentre il PIL è aumentato costantemente, l’occupazione è cresciuta a un ritmo più lento, con un incremento medio dell’1,1% negli ultimi cinque anni, insufficiente a soddisfare una popolazione in espansione.

Di Central Intelligence Agency – CIA World Fact Book, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=70455

Sul piano geopolitico, l’Uzbekistan sta rafforzando la sua posizione a livello internazionale, stringendo nuove alleanze economiche e politiche. Il paese ha intensificato le relazioni con le istituzioni finanziarie globali e con partner strategici in Asia e in Europa, cercando di attrarre investimenti diretti esteri per sostenere le sue ambizioni di modernizzazione economica.

L’Uzbekistan non può essere considerato filo-russo nel senso tradizionale, ma piuttosto un paese che persegue una politica multivettoriale, cercando di bilanciare i rapporti con Russia, Cina, Occidente e altre potenze regionali per massimizzare i propri interessi senza dipendere esclusivamente da un unico partner.

Ha forti relazioni economiche con Mosca, con la Russia che è tra i principali partner commerciali e investitori nel paese. Oltre 2 milioni di uzbeki lavorano in Russia, contribuendo in modo significativo alle rimesse economiche per il paese. Inoltre collabora con la Russia nell’ambito della Shanghai Cooperation Organisation (SCO), dove Mosca e Pechino esercitano un’influenza predominante.

L’Uzbekistan non fa parte dell’Unione Economica Eurasiatica (UEE), rifiutando di entrare in questa alleanza economica dominata da Mosca per preservare la sua sovranità economica.
Ha mantenuto una posizione neutrale sulla guerra in Ucraina, evitando di schierarsi apertamente con la Russia e cercando di mantenere rapporti anche con l’Occidente e la Cina. Ha poi rafforzato le relazioni con gli Stati Uniti e l’Unione Europea, partecipando al formato C5+1, che promuove la cooperazione tra gli Stati Uniti e i paesi dell’Asia Centrale.

Questo orientamento, unito a una sostanziale stabilità politica, ha favorito il consolidamento delle riforme e ha contribuito a mantenere un clima favorevole per gli investitori.

Nonostante i progressi, le sfide restano numerose. Per garantire una crescita equa e sostenibile, l’Uzbekistan dovrà concentrarsi sulla creazione di opportunità di lavoro, sulla riduzione delle disuguaglianze e sul rafforzamento delle capacità produttive delle fasce più vulnerabili della popolazione.

La collaborazione con la Banca Mondiale e la stabilità politica saranno elementi chiave per il successo delle riforme economiche e sociali del paese nei prossimi anni.

Il Presidente dell’Uzbekistan Shavkat Mirziyoyev – Di Press Service of the President of the Republic of Uzbekistan / president.uz, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=108332053