La Commissione europea ha presentato l’8 luglio 2025 la sesta relazione annuale sullo Stato di diritto nell’Unione europea e nei Paesi candidati. Il quadro complessivo mostra segnali positivi: molti Stati membri hanno avviato riforme della giustizia, rafforzato le misure anticorruzione e avviato processi per garantire maggiore pluralismo e indipendenza dei media. Tuttavia, permangono gravi criticità in alcuni Paesi, con lentezze nelle riforme e problemi strutturali che mettono a rischio la stabilità democratica e la fiducia dei cittadini.
Giustizia più autonoma, ma ancora sotto pressione
Numerosi Stati membri hanno migliorato i meccanismi di nomina dei magistrati e rafforzato le garanzie di indipendenza delle procure, ma in alcuni Paesi persistono rischi di ingerenze politiche e carenze di risorse. La Commissione segnala progressi importanti in Italia, Spagna e Irlanda, mentre in Ungheria e Bulgaria le preoccupazioni restano elevate. Anche nei Balcani occidentali (Albania, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia) si registrano sforzi riformatori, ma l’indipendenza dei giudici resta fragile.
Anticorruzione: passi avanti ma serve più efficacia
La lotta alla corruzione resta una sfida centrale: secondo il nuovo Eurobarometro 2025, il 69% degli europei considera la corruzione un fenomeno diffuso. Diversi Paesi hanno adottato nuove strategie anticorruzione e potenziato procure e autorità di controllo, ma la Commissione evidenzia la necessità di rafforzare la prevenzione (con regole su lobbying e conflitti d’interessi) e migliorare i risultati concreti nelle indagini e nei processi, soprattutto nei casi di corruzione ad alto livello.
Media più liberi, ma giornalisti ancora minacciati
Sul fronte dei media, proseguono le riforme per recepire il Media Freedom Act europeo, con interventi a tutela dell’indipendenza dei servizi pubblici e maggiore trasparenza nella pubblicità istituzionale. Tuttavia, restano criticità sulla sicurezza dei giornalisti e sulla trasparenza della proprietà dei media in alcuni Paesi. In Serbia e Macedonia del Nord, la politicizzazione delle autorità di regolazione continua a destare preoccupazione.

Stato di diritto e competitività economica
Per la prima volta la relazione mette in evidenza come il rispetto dello Stato di diritto sia essenziale anche per la competitività del mercato unico: giustizia efficiente, lotta alla corruzione e regole trasparenti favoriscono investimenti e certezza giuridica, elementi chiave per la crescita delle imprese, soprattutto le PMI.
Il rispetto dello Stato di diritto condizione per i fondi UE
La Commissione conferma che il rispetto dello Stato di diritto rimarrà un requisito vincolante per accedere ai fondi europei del prossimo bilancio pluriennale. L’obiettivo è garantire che i fondi europei sostengano riforme concrete e che non siano sprecati in contesti dove prevalgono corruzione o arbitrio politico.
Dialogo e prevenzione
La relazione non è uno strumento sanzionatorio ma un processo di dialogo e prevenzione. La Commissione invita il Parlamento europeo, il Consiglio e i Parlamenti nazionali a discutere i risultati e ad avviare confronti pubblici. Oltre il 57% delle raccomandazioni della relazione 2024 è stato almeno parzialmente attuato, segno di una crescente attenzione degli Stati membri.
Lo Stato di diritto è la spina dorsale della democrazia europea e del suo modello economico-sociale. I progressi registrati nel 2025 sono incoraggianti, ma il cammino resta lungo e disomogeneo. La Commissione rilancia il messaggio: «senza Stato di diritto, non c’è competitività né fiducia dei cittadini».



