Si aggrava la povertà energetica in Italia

Mentre il clima geopolitico mondiale scuote i mercati e la vita delle persone, in Italia c’è un’altra crisi che avanza silenziosa, ma inesorabile: la povertà energetica. Il bilancio sociale 2024 della Fondazione Banco dell’energia, presentato durante la settima Plenaria dei Firmatari del manifesto “Insieme per contrastare la povertà energetica”, fotografa un Paese in cui oltre 9.000 persone hanno già chiesto aiuto per non restare al buio, al freddo, o – sempre più spesso – senza aria condizionata durante le ondate di calore estive.

Sono oltre 4,3 milioni di euro i fondi raccolti in tre anni di lavoro, con un impiego distribuito tra sostegno diretto alle famiglie (35%), efficienza energetica (27%), Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali (17%) e progetti misti (20%). Ma questi numeri, per quanto rilevanti, non bastano a contenere il disagio crescente.

Un Paese che fatica a pagare le bollette
A confermare la gravità della situazione è l’indagine “Gli italiani e la povertà energetica” condotta da IPSOS e presentata alla plenaria. Il 60% degli italiani ammette di non riuscire a far quadrare i conti a fine mese, mentre quasi 4 famiglie su 10 hanno dovuto rinunciare a beni o servizi essenziali per poter pagare luce e gas.

L’energia, da diritto di base, è diventata un lusso. E la paura cresce: il 77% degli intervistati teme che nei prossimi anni le bollette continueranno ad aumentare, travolte da speculazioni finanziarie e instabilità globale. Il 66% è convinto che l’energia sia diventata terreno di scommesse di mercato che colpiscono le famiglie prima ancora che i rincari arrivino ufficialmente.

Bambini che sudano in case surriscaldate, anziani che spengono il riscaldamento
La povertà energetica non è un concetto astratto: è un bambino che studia senza luce sufficiente, è un anziano cardiopatico che spegne l’aria condizionata d’estate per risparmiare, è una madre che deve scegliere tra fare la spesa o pagare il gas.

Nel 2024, la Fondazione Banco dell’energia ha sostenuto:

8.905 utenze pagate per famiglie vulnerabili

675 elettrodomestici rinnovati per ridurre i consumi

13 progetti solidali che integrano supporto economico e interventi strutturali

8 Comunità Energetiche Solidali avviate per coinvolgere i cittadini nella produzione e condivisione di energia

Ma la sfida è enorme. L’indagine rivela che 2 italiani su 3 pensano che la povertà energetica sia un fenomeno in crescita, e lo sarà ancora di più nel prossimo futuro. La percezione di peggioramento è trasversale, dai grandi centri urbani ai piccoli comuni, dalle famiglie monoreddito a quelle che, pur lavorando, non riescono a garantirsi la dignità di una casa accesa e calda.

“Termosifone (3)” by Antonio Mette is licensed under CC BY-SA 4.0.

L’appello: non è solo emergenza, è una disuguaglianza strutturale
Durante l’incontro, Sandra Savino, sottosegretaria all’Economia, ha parlato di “una forma di disuguaglianza che incide sulla salute e sulla dignità umana”, sottolineando quanto il fenomeno colpisca con forza crescente anche le regioni del Nord, dove l’impatto del caro-vita amplifica il disagio.

A Roma, il sindaco Roberto Gualtieri ha ribadito l’impegno della Capitale, primo Comune firmatario del manifesto, nel promuovere una transizione energetica inclusiva, che non lasci indietro chi già oggi vive il dramma dell’esclusione energetica.

Non basta più pagare le bollette: serve una rivoluzione energetica giusta
“Non si tratta solo di aiutare a pagare le bollette – ha ricordato Roberto Tasca, presidente della Fondazione – ma di costruire un nuovo modello energetico solidale, dove l’efficienza, la formazione, la produzione condivisa di energia diventino strumenti di riscatto sociale”.

La Fondazione punta ora a rafforzare la rete con oltre 100 firmatari del manifesto, tra imprese, associazioni, istituzioni e Terzo Settore, per portare avanti un modello integrato di intervento. Ma l’urgenza resta: il numero delle famiglie in difficoltà energetica è destinato ad aumentare, mentre i cambiamenti climatici e i conflitti globali promettono ulteriori rincari.

Il dramma della povertà energetica non si risolve con un contributo tantum. Richiede visione politica, investimenti mirati e una mobilitazione collettiva. Perché nessuno, nel 2025, dovrebbe trovarsi a dover scegliere tra una bolletta pagata e una cena in tavola.

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