Se il bonus sociale per luce e gas doveva essere la rete di sicurezza contro la povertà energetica, oggi quella rete è bucata. E a pagare il prezzo sono le famiglie più fragili, proprio quelle che dovevano essere protette. Lo dice chiaramente l’Istat nella sua ultima Nota congiunturale: nel 2024 oltre la metà delle famiglie in povertà energetica non ha ricevuto alcun sostegno e tra quelle che l’hanno avuto, più di una su due è rimasta comunque povera.
Dalla pandemia al dietrofront
Durante il Covid, il governo aveva allargato le maglie: soglia ISEE a 12mila euro, bonus potenziati, platea più ampia. Nel 2023 si era arrivati a 4,5 milioni di famiglie beneficiarie. Poi la retromarcia: nel 2024 la soglia è stata abbassata a 9.530 euro, riducendo i beneficiari a 2,7 milioni. Un crollo verticale, mentre i prezzi dell’energia, pur rientrati rispetto al 2022, restavano comunque più alti di prima.
Numeri che gridano vendetta
Istat fa i conti:
62,2% delle famiglie in povertà energetica non aveva ricevuto il bonus nel 2021.
39,1% ne restava escluso nel 2022, anno record per la generosità dei sussidi.
Nel 2024 la quota di famiglie povere e non coperte risale al 52,6%, il dato peggiore da quattro anni.
E come se non bastasse, più della metà di chi riceve il bonus resta povero comunque. Non è una misura tampone, è un cerotto su una ferita aperta.
Un sistema che esclude
Il problema, spiega l’Istat, è duplice: il bonus scatta solo per chi presenta l’ISEE, e non tutte le famiglie lo fanno; inoltre i requisiti sono legati non solo al reddito ma anche al patrimonio. Così si lascia fuori chi, pur vivendo in case fredde e pagando bollette impossibili, supera di poco la soglia formale o ha risparmi che non bastano a sopravvivere ma bastano per essere esclusi dal sussidio.
Povertà energetica, un’emergenza ignorata
Ridurre l’incidenza della povertà energetica di appena 1,6 punti percentuali, come nel 2024, non basta. Non basta quando l’11% delle famiglie italiane non riesce a riscaldarsi o a pagare la luce. Non basta quando la “cura” arriva solo a metà dei malati e non li guarisce.



