Le autorità thailandesi stanno portando avanti un’operazione su vasta scala per contrastare il traffico di esseri umani legato ai call center fraudolenti attivi lungo il confine con il Myanmar. Secondo le dichiarazioni del primo ministro Paetongtarn Shinawatra, circa 7.000 persone sarebbero state salvate da questi centri illegali e si trovano in attesa di trasferimento in Thailandia.
L’operazione si inserisce in un più ampio giro di vite contro le organizzazioni criminali transnazionali che negli ultimi anni hanno trasformato Myanmar, Cambogia e Laos in hub per truffe online su larga scala, tra cui raggiri sentimentali, schemi di investimento fraudolenti e piattaforme di gioco d’azzardo illegale.
Truffe globalizzate e traffico di esseri umani
Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC), questi complessi operano con modalità sempre più sofisticate, attirando lavoratori con false promesse di impiego e costringendoli invece a condurre truffe digitali. La zona di Myawaddy, nel Myanmar, è considerata uno dei principali centri operativi di queste organizzazioni, con vittime provenienti da tutto il mondo, in particolare dall’Asia, dall’Africa e dal Medio Oriente.
Le perdite finanziarie legate a queste attività illecite sono state stimate tra i 18 e i 37 miliardi di dollari solo nel 2023. Le Nazioni Unite segnalano che oltre 120.000 persone in Myanmar e 100.000 in Cambogia potrebbero essere attualmente prigioniere di questi circuiti, costrette con la violenza a partecipare alle frodi digitali.
L’offensiva della Thailandia contro le reti criminali
Negli ultimi mesi, le autorità thailandesi hanno intensificato gli sforzi per smantellare queste reti, in particolare dopo un caso che ha suscitato clamore: il rapimento dell’attore cinese Wang Xing, avvenuto in Myanmar a gennaio, dopo essere stato attirato con la promessa di un provino cinematografico.

Come parte delle misure adottate, la Thailandia ha interrotto la fornitura di internet, elettricità e carburante in cinque aree del Myanmar note per ospitare gruppi criminali. La città di Shwe Kokko, nel distretto di Myawaddy, è considerata uno dei principali centri di queste operazioni illegali, mentre la Border Guard Force (BGF) dell’esercito birmano ha dovuto cedere alle pressioni internazionali per intervenire e smantellare i complessi truffaldini.
Liberazioni e deportazioni in corso
Le operazioni hanno già portato alla deportazione di 260 individui coinvolti in attività fraudolente dal Myanmar la scorsa settimana. Questo gruppo comprende persone di 20 nazionalità diverse, tra cui 138 etiopi.
Intanto, circa 200 cittadini cinesi stanno per essere rimpatriati con un volo della China Southern Airlines. Secondo quanto riportato dalle autorità thailandesi, numerosi lavoratori malesi, liberati dai centri illegali, hanno riferito di aver subito torture fisiche come elettroshock e pestaggi per non aver raggiunto gli obiettivi richiesti dalle organizzazioni criminali.
Abusi e condizioni disumane nei centri truffaldini
Le testimonianze raccolte da ONG attive nella lotta alla tratta di esseri umani raccontano una realtà di estrema brutalità. Chi non rispettava le richieste dei truffatori veniva rinchiuso in stanze buie, picchiato e sottoposto a sevizie. Secondo Judah Tana, direttore internazionale della Global Advance Projects, molte delle persone liberate mostrano lividi, ossa fratturate e segni di gravi maltrattamenti.
Operatori umanitari che hanno assistito alle operazioni di soccorso parlano di condizioni terribili, persone che sembrano appena uscite da un campo minato o da una zona di guerra.
Una rete da smantellare definitivamente
L’intervento delle autorità thailandesi segna un passo importante nella lotta contro la criminalità transnazionale, ma il fenomeno delle truffe online legate alla tratta di esseri umani rimane ancora lontano dall’essere debellato. Le operazioni di repressione in corso dimostrano che il traffico di esseri umani e il cyber-crimine sono ormai strettamente connessi, alimentando un sistema che si estende ben oltre i confini del sud-est asiatico.



