Musk ottiene dati riservati su vittime e abusi, violata privacy cittadini

Il Dipartimento per l’edilizia abitativa e lo sviluppo urbano degli Stati Uniti (HUD) ha recentemente concesso l’accesso a un proprio sistema riservato al Dipartimento per l’efficienza governativa (DOGE), un’unità creata per razionalizzare le spese pubbliche, sostenuta dall’amministrazione Trump e influenzata dall’approccio di Elon Musk. Questo sistema, noto come HUD Enforcement Management System (HEMS), contiene dati personali sensibili su centinaia di migliaia di persone coinvolte in casi di discriminazione abitativa, tra cui vittime di violenza domestica.

A rivelare la grave violazione di informazioni personali sensibili è stato ProPublica, un giornale non-profit specializzato in giornalismo investigativo rivolto agli abusi di potere. È stata la prima testata giornalistica online a vincere, nel 2010, un Premio Pulitzer. ProPublica ha collaborato con più di 90 diverse organizzazioni giornalistiche e ha vinto quattro Premi Pulitzer.

L’accesso a HEMS è generalmente ristretto a pochi soggetti autorizzati, poiché custodisce informazioni riservate come cartelle cliniche, fascicoli finanziari, numeri di previdenza sociale e dettagli privati relativi a procedimenti giudiziari. Tuttavia, la richiesta avanzata dal DOGE è stata accolta dall’HUD la scorsa settimana, come emerge da documenti analizzati da ProPublica e dalle testimonianze di due funzionari a conoscenza della questione.

Questa operazione si inserisce in un contesto più ampio di tentativi da parte del DOGE di ottenere accesso a dati governativi sensibili. Oltre ai registri dell’HUD, ha cercato di accedere alle informazioni fiscali conservate dall’Internal Revenue Service (IRS), ai dati dei beneficiari della previdenza sociale e ai sistemi di pagamento del Dipartimento del Tesoro. L’amministrazione Trump ha giustificato tali iniziative sostenendo la necessità di un controllo diretto per eliminare sprechi, frodi e abusi.

Tuttavia, la raccolta massiva di dati sensibili ha sollevato forti opposizioni. Alcune agenzie federali, tra cui il Dipartimento dell’Istruzione, l’Office of Personnel Management e il Dipartimento del Tesoro, hanno resistito alle richieste di accesso del DOGE, portando a contenziosi legali e alla fuga di funzionari governativi, alcuni dei quali si sono dimessi o sono andati in pensione in segno di protesta. I tribunali hanno temporaneamente bloccato il DOGE dal consultare i registri di diverse agenzie e, dopo una forte opposizione, l’agenzia ha accettato di visualizzare solo dati anonimizzati dell’IRS.

A differenza di altri database, i registri di HEMS contengono informazioni dettagliate e non censurate. I dossier relativi alla violenza domestica includono spesso gli indirizzi delle vittime, mentre quelli su molestie sessuali riportano descrizioni dettagliate delle aggressioni. I documenti legati a discriminazioni per disabilità possono includere cartelle cliniche approfondite, mentre i fascicoli di discriminazione sui prestiti contengono dati finanziari, come estratti conto bancari e punteggi di credito. Inoltre, l’identità di testimoni che hanno segnalato episodi di discriminazione, talvolta in forma anonima, risulta tra i dati custoditi nel sistema.

L’HUD svolge un ruolo centrale nell’applicazione di diverse leggi sui diritti civili, tra cui il Fair Housing Act, il Violence Against Women Act e l’Americans With Disabilities Act, che vietano la discriminazione abitativa basata su razza, genere, origine nazionale e disabilità. Alcuni funzionari dell’HUD, parlando in forma anonima per timore di ritorsioni, hanno espresso preoccupazione per il rischio che l’accesso concesso al DOGE possa violare la privacy delle vittime e, se gestito in modo improprio, metterle in pericolo.

by West Midlands Police, Flickr, licensed under CC BY-SA 2.0

Questa vicenda si inserisce in un periodo di forte incertezza per l’HUD, dove l’amministrazione Trump sta valutando drastici tagli al personale. Secondo proiezioni circolate tra i dipendenti, l’organico del dipartimento potrebbe essere ridotto del 50%, mentre l’Office of Fair Housing and Equal Opportunity, responsabile della lotta alla discriminazione abitativa, rischia una riduzione del personale fino al 76%.

L’accesso del DOGE ai dati HUD ha suscitato preoccupazione tra le organizzazioni per i diritti civili, che ritengono possa violare il Privacy Act. Cody Venzke, consulente senior dell’American Civil Liberties Union, ha evidenziato come un sistema destinato alla tutela dei diritti civili sia difficilmente riconducibile agli obiettivi di efficienza governativa perseguiti dal DOGE. Secondo Venzke, l’obiettivo potrebbe non essere l’individuazione di inefficienze, bensì la riduzione delle attività di contrasto alla discriminazione abitativa.

John Davisson, direttore del contenzioso presso l’Electronic Privacy Information Center, ha dichiarato che il DOGE avrebbe ottenuto l’accesso a HEMS e ad altri database sotto il pretesto di individuare frodi e abusi, mentre in realtà starebbe cercando di esercitare un controllo diretto sulle operazioni delle agenzie federali. Il suo centro sta attualmente conducendo un’azione legale contro il DOGE e altri funzionari governativi.

Nonostante le richieste di chiarimento, l’HUD, la Casa Bianca e il DOGE non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito. Solo dopo la pubblicazione dell’inchiesta, Kasey Lovett, responsabile degli affari pubblici dell’HUD, ha inviato un’email a ProPublica affermando che il DOGE non ha accesso a HEMS. Tuttavia, Lovett non ha fornito prove a sostegno della sua dichiarazione.

Ogni anno, l’Office of Fair Housing dell’HUD riceve decine di migliaia di segnalazioni di discriminazione abitativa e ne esamina circa 8.000, assegnandole ad agenzie statali o locali per ulteriori indagini. Questi procedimenti possono durare mesi o anni e portare a risarcimenti finanziari, modifiche delle politiche di prestito e monitoraggi della conformità da parte di proprietari, istituti di credito, enti di zonizzazione e associazioni di residenti.

L’accesso a HEMS è solitamente riservato agli investigatori dell’HUD, agli avvocati e ai revisori, oltre che a funzionari statali e locali. Tuttavia, la scorsa settimana il dipartimento ha concesso a Michael Mirski, affiliato al DOGE e con un indirizzo email HUD, un accesso in sola lettura al sistema. Secondo discussioni interne all’HUD, Mirski è stato identificato come una figura chiave nelle operazioni del DOGE. Interpellato sulla vicenda, non ha fornito commenti.

Photo Elliott Brown CC BY-NC-SA 2.0