Droni, guerra e università: la militarizzazione avanza

di Emiliano Gentili e Federico Giusti

Nel teatro di guerra ucraino i droni hanno assunto un peso preponderante e hanno modificato le tattiche di guerra di entrambi gli eserciti in lotta. Nel corso di un’avanzata dell’esercito nemico i soldati si ritirano per lasciare spazio ai droni – i quali, guidati a distanza da battaglioni di dronisti ben nascosti nei seminterrati dei palazzi distrutti o in mezzo alle foreste, rallentano notevolmente i progressi dell’avversario.

La conseguenza è che le avanzate non si basano più – o perlomeno quasi mai – su attacchi effettuati con mezzi corazzati, ma vengono preparate da infiltrazioni di gruppi composti generalmente da due, tre o quattro soldati, che portano sulle spalle provviste per all’incirca due settimane e cercano di nascondersi dove possono per non essere visti dai droni, in attesa dell’arrivo del grosso delle forze. Si tratta di una sorta di missione suicida; durante la quale i primi a infiltrarsi, generalmente, muoiono.

L’esercito attaccante a propria volta utilizza questi moderni veicoli aerei per sabotare la logistica nelle retrovie, impedendo l’arrivo di nuovi mezzi e delle vettovaglie per l’approvvigionamento, nonché per colpire mezzi, palazzi (tramite i droni kamikaze) e soldati. I droni-drago, utilizzati inizialmente dall’Esercito ucraino e successivamente copiati dai russi – a quanto ci risulta –, vengono impiegati per incendiare intere foreste allo scopo di far bruciare vivi i soldati nemici che vi si nascondano.

I droni sono innanzitutto questo. In passato abbiamo denunciato che i processi di riconversione dell’industria a fini militari avrebbero portato anche a un aumento della produzione di droni del nostro Paese.1 Ebbene, ci troviamo ora a denunciare un altro fatto di inaudita gravità: le competizioni “sportive” fra dronisti. Organizzate da chi? Da Leonardo e dall’Esercito, tanto per cambiare.

«Arriva l’Esercito 1659 Drone Challenge, la prima spettacolare competizione sportiva che unisce i migliori piloti civili e militari di droni First Person View (FPV)!»,2 recita l’annuncio ufficiale dell’Esercito. Si svolgerà a Roma il 19 e 20 Settembre e sarà a ingresso gratuito. I droni FPV sono proprio una delle tipologie di velivoli impiegate nella guerra in Ucraina, ma l’evento è mascherato come “competizione sportiva” … All’evento saranno inoltre presenti «Desk informativi sulle opportunità di orientamento e carriera».

Leonardo chiaramente si è mossa prima. Come spesso avviene – soprattutto negli Stati Uniti – le grandi aziende sono più dinamiche degli apparati istituzionali e riescono a ottenere risultati migliori a minor prezzo di investimenti e nel tempo più breve.

La settima edizione del Drone Contest di Leonardo si svolgerà fra ottobre e novembre e vedrà la partecipazione di numerosi atenei universitari che si sfideranno con i droni che hanno appositamente costruito: Politecnico di Torino, Politecnico di Milano, Università di Roma Tor Vergata, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Università degli Studi di Napoli Federico II, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Politecnico di Bari. Negli ultimi due anni è risultata vincitrice l’Università di Tor Vergata.

Rispetto all’evento organizzato dall’Esercito, il Drone Contest ha un approccio maggiormente “scientifico”: le squadre delle Università concorrenti si sfidano mettendo alla prova la funzionalità degli algoritmi IA nel raccogliere ed elaborare dati in tempo reale, nonché le capacità di guida da remoto in un ambiente privo di connessione satellitare (cosa che potrebbe accadere in uno scenario di guerra).

Secondo Leonardo «Questi strumenti trovano applicazione in diversi ambiti, tra cui la perlustrazione di aree inaccessibili all’uomo, come scenari post-disastro o ambienti pericolosi»,3 ma a noi risulta molto chiaro che si tratti di un giro di parole per non dire “guerra”.

È vero che queste tecnologie possano trovare applicazione anche in ambito civile, potendo ad esempio essere utili per il ritrovamento di persone scomparse, ma il focus sulla guida in assenza di connessione satellitare può essere associato unicamente a una situazione di conflitto armato su grande scala, a meno di non voler fare retorica.

1 E. Gentili, F. Giusti, Droni militari Made in Italy: MGI Italia e gli affari di guerra, 18 Giugno 2026, https://osservatorionomilscuola.com/2026/06/18/droni-militari-made-italy-mgi-italia-affari-guerra/.

2 Cfr. https://www.esercitoitaliano1659dronechallenge.it/.

3 A. Santamato, Come si progettano i robot, nel laboratorio di Tor Vergata, 13 Febbraio 2025, https://www.fondazioneleonardo.com/videos/come-progettano-robot-viaggio-laboratorio-tor-vergata.

di Emiliano Gentili e Federico Giusti

Foto di Tangopaso, Public Domain