Lo scorso 20 novembre 2025 si è celebrata la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Una Giornata che mette al centro i diritti dei minori recati dalla Convenzione internazionale dei diritti dell’infanzia e dei minori alla quale l’Italia ha aderito formalmente, assumendosi l’impegno di rendere i diritti sanciti dalla Convenzione, come esigibili e renderli effettivi.
Già Diogene Notizie ha dato conto del rapporto dell’Unicef che ha reso noto come ancora ci siano ritardi nell’attuazione di questi diritti riportando dati e numeri della situazione dei minori a livello internazionale e nazionale.
Ci sono state, nella Giornata del 20 novembre, numerose iniziative, istituzionali e non, che hanno attraversato il nostro Paese.
In tale contesto va segnalata una questione rilevante che riguarda i minori, ma che appare come un argomento tabu’, che non va affrontato.
E’ il tema dell’abitare e del diritto all’alloggio. Eppure l’abitare per i minori e’ un tema fondamentale. Ci siamo ritrovati quindi in una Giornata sui diritti dei minori nella quale si e’ anche parlato di quanti minori non hanno ancora accesso alle mense scolastiche o di quanti asilo nido mancano.
Si e’ parlato di quanti hanno o non accesso al riscaldamento o se hanno una loro camera ma senza toccare l’argomento base ovvero l’accesso ad una casa, o la permanenza stabile in una abitazione, per i minori. Una questione basilare tanto conosciuta quanto omessa, nella Giornata internazionale e dal Governo nella quotidianita’ del suo agire.
Nell’ambito del diritto all’abitare ben sancito dalla Convenzione internazionale sui minori i dati ufficiali danno uno spaccato terribile della privazione che questi subiscono.
In Italia secondo l’Istat,nel 2024, su 2,2 milioni di famiglie in povertà assoluta ben 1 milione e 49mila sono in affitto, queste rappresentano, quindi, quasi il 50% delle famiglie in povertà assoluta. Un dato in aumento rispetto al 2023.
Altro dato e’ quello relativo alla presenza di minori nelle famiglie in povertà assoluta e in affitto che sono oltre il 32% anche questo dato in aumento rispetto al 2023. Questo vuol dire che i minori in condizione di povertà assoluta e in affitto sono oltre 300.000.
Se andiamo a vedere gli sfratti, il Ministero dell’interno negli ultimi anni, dichiara che le sentenze di sfratto emesse sono intorno alle 40.000, oltre l’80% motivate da morosità incolpevole, quindi derivanti da povertà. Come stupirsi se ogni giorno si parla di caro affitti?

Sempre nell’ambito degli sfratti di questi se ne eseguono oltre 20.000 l’anno, secondo l’Unione Inquilini in almeno il 50% dei casi sono presenti minori.
Questo vuol dire che ogni anno circa 10.000 minori vengono sfrattati dalla forza pubblica e, tranne rari casi, senza passaggio da casa a casa, quando va bene con la presa in carico dei servizi sociali comunali che offrono: o dormitori o alberghi o case famiglia, ma per pochi giorni.
Oltretutto, in questi casi, dividendo il nucleo famigliare, ovvero ospitando solo la mamma con il minore ma non il papa’. Eppure la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza vieta la divisione della famiglia.
Nei casi di sfratto con minori c’e’ da ricordare che questi non solo perdono il diritto all’alloggio, ma rischiano l’abbandono scolastico e in caso di minori con problemi di salute o disabili anche il loro diritto alla salute. Se non ricordo male la nostra Costituzione sancisce il diritto alla salute e all’istruzione.
Un altro dato significativo riguarda le famiglie nelle graduatorie comunali per l’accesso ad una casa popolare, secondo stime dei sindacati inquilini nelle graduatorie sono presenti 650.000 famiglie in almeno il 30% di queste sono presenti minori.
Questo significa che circa 200.000 minori vivono una condizione di precarietà abitativa in famiglie con redditi bassi che solo l’affitto sociale di una casa popolare possono pagare.
Con tutta evidenza ci troviamo di fronte ad una plateale violazione da parte di un Paese del G/7 di parti fondamentali di Trattati e Convenzioni internazionali, fino a giungere alla violazione di articoli della Costituzione. Questo nel totale, o quasi, silenzio di tutti I soggetti istituzionali e non, che dovrebbero intervenire o almeno parlarne.
L’inclusione in uno Stato si misura dalla capacità di saper supportare e rendere sostenibile la vita dei suoi cittadini a partire da quelli che non votano: i minori.
Se a questi viene negato il diritto all’abitare e addirittura questo diritto omesso nella Giornata internazionale sui diritti dei minori, significa che l’ipocrisia ha raggiunto livelli insostenibili su un argomento imprescindibile nella vita di una persona, figurarsi nella vita di un minore.



