sabato, Gennaio 24, 2026

Metti un Tigro nel motore … della giustizia

La giurisprudenza italiana compie un nuovo balzo in avanti. Il collega Frank Cimini rende noto che la Digos di Torino, in una annotazione allegata agli atti dell’inchiesta sul centro sociale Askatasuna, alle 16,38 del 7 agosto 2020 segnala di aver intercettato l’indagata Dana Lauriola mentre parla con il suo gatto.

Lui, il piccolo delinquente, si chiama Tigro. Al momento risulta incensurato ma il cappio degli inquirenti si sta stringendo intorno al suo collo. Probabilmente patteggerà pur di non abbandonare la casa dove risiede, si sa che i gatti non amano cambiare ambiente.

Cosa avrà risposto Tigro alle parole dell’umana che lo accudisce? Sarà necessario far venire un team di esperti della Nsa con la loro strumentazione tecnologicamente più avanzata al mondo, un glottologo, un linguista, un gattologo e uno psichiatra. Per chi indaga naturalmente.

Nel merito dell’inchiesta non entriamo minimamente, su quello della mancanza totale di senso del ridicolo di chi inserisce nel materiale d’accusa le conversazioni col gatto di casa però qualcosa da dire c’è e va detto.

Altri organi si occuperanno della legalità o meno di questa intercettazione, a noi interessa capire la logica del fenomeno. C’è un’indagine in corso, le intercettazioni fanno parte dell’indagine. Adesso provate a immaginare le cose che dite quando parlate da soli. O con gli animali di casa.

E immaginate che per quelle cose che dite al gatto sarete incriminati. Arriva la bolletta della luce enorme, e giù imprecazioni e bestemmie contro il governo ladro. Però la Digos ti ascolta e allora quelle imprecazioni ti rendono simile a un anarchico di un centro sociale, sei un antisistema.

Se invece l’anarchico al gatto parlasse di pace e amore universale? Mente per ingannare chi spia o manda a morire l’indagine per cui è sotto controllo? E verrebbe consegnata al magistrato un’intercettazione in cui un anarchico o chiunque altro elogia il Mahatma Gandhi?

Spesso è accaduto, in particolare nei processi contro mafia e camorra, che delle intercettazioni in dialetto venissero mal tradotte con conseguenze penali per l’accusato, che poi dopo un riesame veniva assolto. Sciatteria e disprezzo per la vita dei cittadini.

Se siete poi tra coloro che usano il metodo duro col felino di casa, state attenti. Mettiamo che minacciate il gatto di non dargli più i croccantini se continua a fare il cattivo. A quel punto l’indagine passa ai reati contro gli animali o resta nel filone d’inchiesta principale?

Adesso ridacchiate perchè non siete voi e il vostro gatto sotto inchiesta. Ma provate a pensare a un sistema giudiziario che con disprezzo del ridicolo fornisce al magistrato le conversazioni che intercorrono in casa tra voi e gli animali o di voi da soli contro il mondo.

Che Tigro sia a conoscenza dei segreti più torbidi della Repubblica è un sospetto che viene naturale. Forse la prossima opera del regista Marco Bellocchio dedicata al caso Moro inserirà Tigro tra i principali protagonisti.

Resta l’amarezza, oltre gli scherzi del caso in questione, per un sistema giudiziario il cui funzionamento è affidato a personale la cui formazione professionale è assai poco curata, mettiamola così per evitare querele.

In un campo, quello della giustizia, dove un errore materiale minimo può trasformarsi in un errore giudiziario enorme con limitazione della libertà personale. Sollecitato sull’argomento, Tigro si è trincerato dietro un “no comment”.

by tillwe

Leggi anche

Ultime notizie