sabato, Gennaio 24, 2026

Ma …

Siamo persone molto concrete qui a Diogene. Viviamo come tutti nel peggior periodo di crisi sociale, politica, economica, culturale e anche, nessuno ne parla, di rapporti umani. Lo sappiamo. L’egoismo, l’avidità, la ricchezza, la notorietà di pochi fanno da contrappunto alla difficoltà di moltissimi nel poter mangiare almeno due volte al giorno, riscaldarsi, pagare un affitto o un mutuo, dare ai figli e a se stessi la giusta istruzione. Ma …

La storia ci insegna che anche se sei Hitler uno che ti mette una bomba sotto al tavolo lo trovi sempre. Non incitiamo nessuno alla violenza naturalmente, ma la ribellione non è violenza, è difesa dalla violenza, è il sopraggiungere di un limite superato dai regimi autoritari e dittatoriali contro i popoli che dominano. Per questo quando vediamo le donne iraniane per le strade, i renitenti alla leva in Russia, i cinesi che sfidano la dittatura di Xi Jinping in Cina, ecco, oltre a una grande preoccupazione per la loro incolumità proviamo un certo sollievo. Ma …

Mussolini è durato venti anni, Hitler la metà, Stalin dieci di più. Sempre tanto. Ma ciò nella storia, che ci vede purtroppo come minuscoli puntini insignificanti con i nostri 80 anni medi di vita individuale, assume un significato profondo: qualsiasi dittatura oltre un certo limite non può andare. Anche quando nasce con il consenso di massa dei popoli a cui viene tolta la libertà. Ma …

Quello che è cambiato rispetto al secolo scorso e rende difficile la ribellione è l’invisibilità del potere, l’impossibilità di focalizzare in figure umane precise la dominazione dei forti sui deboli. Quello della finanza per cominciare. Quello dell’informazione. Quello dei social. Quello della tecnologia. Quello dell’industria. Questo ha fatto venir meno l’idea della ribellione come assalto al palazzo del potere. Perchè è decentrato, interconnesso, globalizzato, solidale. Ma …

Ma … c’è un limite che nessuno può superare. Nessuno. Neanche Salvini e Meloni e chi come loro quando rivendica di fare scelte impopolari intende dire contro il popolo. Colpendo i deboli la cui vita è attaccata a un misero sussidio e facendo campagne elettorali in cui si esaltano quei condoni edilizi che stanno facendo crollare il Paese mietendo vittime. Gli effetti dei primi provvedimenti di questo governo di macellai sociali si faranno sentire entro pochi mesi. Ancora di più, se ci arrivano, quando terminerà l’erogazione di quel Reddito di cittadinanza che attualmente da solo tiene in piedi l’intero welfare italiano. Sembrano giganti invincibili in questo momento, ma la vita non è fatta solo di questo momento.

Al governo Meloni dei forti e a voi che ci leggete ogni giorno sperando di intravedere una qualche possibile via d’uscita da questa orribile situazione sociale, dedichiamo quindi come mantra per non rassegnarci questo dialogo estrapolato dal film di Sergio Leone “Il buono, il brutto e il cattivo” in cui Tuco si rivolge al caporale Wallace:
“I tipi grossi come te mi piacciono perché quando cascano fanno tanto rumore”.

E noi saremo lì, ad ascoltare quella musica.

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