La Svezia vuole rendere illegale l’elemosina

Il governo svedese sta valutando l’introduzione di un divieto nazionale di elemosina, un’iniziativa promossa dalla coalizione di centrodestra al potere. Attualmente, i comuni possono già limitare l’accattonaggio in specifiche aree tramite ordinanze locali, ma il nuovo progetto prevede un’estensione del divieto a tutto il territorio nazionale.

La decisione è stata sollecitata dall’aumento del numero di mendicanti nel paese, un fenomeno che il governo attribuisce in parte all’afflusso di cittadini dell’Unione Europea, che arriverebbero in Svezia anche per chiedere l’elemosina.

Il dibattito sulla questione è acceso, e una commissione governativa è stata incaricata di redigere entro il 26 giugno un rapporto che valuti gli effetti del divieto, esaminando le leggi attuali e proponendo eventuali modifiche costituzionali. Nonostante le critiche, il governo sostiene che un divieto generale potrebbe ridurre la criminalità collegata all’accattonaggio e migliorare la sicurezza pubblica.

Divisioni politiche e sociali

La proposta, appoggiata dal partito di estrema destra Democratici Svedesi, che non fa parte del governo ma lo sostiene in Parlamento, ha generato forti reazioni. Anche all’interno della coalizione di governo, composta da Moderati, Democratici Cristiani e Liberali, ci sono resistenze.

In particolare, i Liberali hanno già annunciato la loro opposizione al divieto. Allo stesso tempo, anche l’opposizione politica appare divisa: Verdi, Partito di Centro e Sinistra sono contrari, mentre i Socialdemocratici sembrano più propensi a sostenere la misura, aprendo la possibilità che il provvedimento possa avere i numeri necessari per essere approvato.

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Critiche dalla società civile

Le reazioni contrarie non provengono solo dal fronte politico. Organizzazioni umanitarie come Stockholms Stadsmission hanno espresso forti riserve sulla proposta, considerandola un tentativo di criminalizzare la povertà.

Alcuni esponenti del mondo liberale, come Anna Starbrink, hanno criticato l’idea di vietare a chi è in difficoltà di chiedere aiuto. Inoltre, vi sono preoccupazioni sul potenziale impatto del divieto sui diritti fondamentali, come la libertà di movimento garantita ai cittadini dell’Unione Europea.

Il divieto nazionale di elemosina potrebbe incontrare anche ostacoli legali: la Corte europea dei diritti dell’uomo ha già stabilito che sanzionare chi chiede l’elemosina viola i diritti sanciti dalla Convenzione europea. Organizzazioni per i diritti civili hanno preannunciato che, qualora la legge venisse approvata, ricorreranno a vie legali.

Un fenomeno globale

L’idea di vietare l’elemosina non è nuova e ha già trovato applicazione in diversi Paesi. In Norvegia, la pratica è vietata dal 2015, mentre in Danimarca esiste una legge simile dal 2017. Anche in città come New York, Los Angeles e Chicago negli Stati Uniti, esistono restrizioni sull’accattonaggio, soprattutto in aree ad alta densità turistica. Tuttavia, in molti di questi contesti, le misure sono state criticate per il loro impatto sui senzatetto e le persone più vulnerabili.

In Italia, l’elemosina non costituisce un reato se praticata in modo non molesto, anche se alcune città hanno introdotto ordinanze locali per limitarla in zone specifiche. Recentemente, il governo italiano ha inasprito le pene per chi sfrutta minori o altre persone a fini di accattonaggio, ma non ha promosso un divieto generalizzato.

Ragioni dietro il divieto

Le motivazioni dietro la proposta di vietare l’elemosina variano, ma spesso si collegano a questioni di decoro urbano e sicurezza percepita. In molte città, la presenza di mendicanti viene vista come un problema per il turismo e il commercio, e si teme che l’accattonaggio possa essere sfruttato da reti criminali organizzate. Tuttavia, il divieto solleva anche questioni etiche, come la responsabilità delle autorità nel fornire assistenza alle persone in difficoltà.

Svantaggi e rischi

Non mancano però le preoccupazioni sui possibili effetti negativi di un divieto. Gli esperti avvertono che criminalizzare l’elemosina rischia di colpire le persone più vulnerabili, aumentando l’emarginazione sociale e spingendo queste persone ancora più ai margini della società. In molti casi, il divieto potrebbe semplicemente spostare il problema altrove, senza affrontare le cause profonde della povertà e della marginalizzazione.

La commissione svedese incaricata di valutare la proposta dovrà dunque considerare una serie di aspetti delicati, che spaziano dall’etica alla legalità, per trovare un equilibrio tra sicurezza e diritti umani.

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