venerdì, Gennaio 23, 2026

La guerra degli inquinatori contro Greenpeace e la direttiva anti SLAPP

Nel marzo 2024, l’Unione Europea ha adottato una nuova direttiva anti-SLAPP (Strategic Lawsuits Against Public Participation), mirata a contrastare l’uso abusivo dei tribunali per mettere a tacere chi si esprime su questioni di interesse pubblico.

Questa iniziativa rappresenta un passo significativo nella lotta contro le cause legali strategiche, spesso utilizzate dalle aziende dei combustibili fossili contro attivisti ambientalisti, giornalisti e popolazioni indigene. La direttiva è frutto di una forte pressione da parte della società civile, che ha convinto l’UE ad agire.

Un esempio emblematico dell’uso delle SLAPP è il caso attuale di Greenpeace International e delle entità di Greenpeace negli Stati Uniti, che stanno affrontando una causa per quasi 300 milioni di dollari intentata da Energy Transfer (ET), una società di combustibili fossili con sede negli USA.

Greenpeace International ha recentemente inviato un avviso di responsabilità a ET, informando l’intenzione di citare la società in giudizio nei Paesi Bassi per recuperare danni e costi subiti a seguito della causa SLAPP, a meno che ET non ritiri la sua causa contro Greenpeace e accetti la responsabilità.

Foto Ian Willms per Greenpeace

Questa è la prima volta che la nuova direttiva anti-SLAPP dell’UE viene invocata in una controversia legale in corso. Sebbene i Paesi Bassi debbano implementare la direttiva entro il 2026, essa può già influenzare l’interpretazione della legge olandese esistente. L’azione di Greenpeace International invia un messaggio chiaro: la società civile non si lascerà mettere a tacere ed è pronta a reagire contro le SLAPP.

Energy Transfer LP, guidata dal miliardario texano e sostenitore di Donald Trump, Kelcy Warren, gestisce una delle più grandi reti di condotte per combustibili fossili negli Stati Uniti.

La causa di ET contro Greenpeace è uno dei casi SLAPP più eclatanti a livello mondiale. ET cerca di riscrivere la storia delle proteste di Standing Rock contro il Dakota Access Pipeline (DAPL), alle quali Greenpeace International ha partecipato firmando una lettera aperta nel 2016.

ET accusa Greenpeace di dichiarazioni false e diffamatorie, con l’intento di seppellire l’organizzazione e gli attivisti sotto montagne di spese legali, sperando di farli fallire e mettere a tacere il dissenso.

La direttiva anti-SLAPP dell’UE offre alle vittime delle SLAPP un meccanismo di difesa e risarcimento. In particolare, il Capitolo V della direttiva protegge le organizzazioni basate nell’UE dalle SLAPP provenienti da fuori l’UE, dando loro diritto a un risarcimento. Questo significa che ET potrebbe affrontare una causa per risarcimento nei Paesi Bassi, a meno che non abbandoni le sue rivendicazioni contro Greenpeace e accetti la responsabilità.

L’adozione della direttiva avviene in un contesto di uso improprio dei sistemi legali da parte dell’industria dei combustibili fossili per colpire attivisti e critici. Secondo un rapporto della Coalition Against SLAPPs in Europe (CASE), ad agosto 2023 erano documentate 820 cause SLAPP in Europa, con un aumento significativo dei casi nel 2022.

La direttiva anti-SLAPP dell’UE rappresenta quindi una difesa cruciale contro l’abuso dei tribunali per soffocare la libertà di espressione e proteggere chi combatte per l’ambiente e i diritti civili.

Foto Amanda J. Mason per Greenpeace

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