Diritto e mare: Global Sumud Flotilla e manuale di Sanremo

Il diritto internazionale violentato. Si è assistito a un dibattito acceso-perifrasi- sul blocco navale. Il governo israeliano ha fermato nelle acque internazionali la Global Sumud Flotilla, nella notte del 2 ottobre.

Quarantuno-41- imbarcazioni della coalizione sono state abbordate e sequestrate da Israele a 70 miglia da Gaza. Sono stati arrestati in 473 e trasferiti in carcere nel Negev. I quattro parlamentari italiani sono tornati, successivamente sono rientrati gli attivisti -18- che hanno firmato documenti attestanti l’ingresso illegale nel territorio di David.

Le anime che si sono rifiutate di sottoscrivere gli atti sono stati espulsi giudizialmente, rischiando una detenzione più lunga. L’International Federation for Human Rights ha fatto sapere che hanno iniziato uno sciopero della fame. Il team legale della Flotilla denuncia: “Israele ha iniziato le udienze ad Ashdod senza assistenza legale”.

Se trattasi di “comportamento illecito” viene in soccorso il Manuale di Sanremo sul diritto applicabile ai conflitti armati in mare, invocato anche da Israele. All’articolo uno stabilisce: “Le parti in un conflitto armato sul mare sono vincolate dalle regole e dai principi del diritto internazionale umanitario dal momento in cui è utilizzata la forza armata.”

Di VitoxxMass – Opera propria, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=174428306

All’articolo 93: “Un blocco navale dovrà essere dichiarato e notificato a tutti i belligeranti e agli Stati neutrali.” E poi

All’articolo 103: “Se la popolazione civile del territorio sottoposto al blocco è insufficientemente approvvigionata di cibo o di altri generi essenziali per la sua sopravvivenza, la parte che instaura il blocco deve permettere il libero transito di viveri e di altri approvvigionamenti essenziali.”

Ebbene Israele non riconosce lo stato della Palestina, con chi belligera? Risposta Hamas, ma è ritenuta un’organizzazione terroristica, riconosciuta da: Usa,Canada, UE, Regno Unito, Egitto, Australia, Giappone,Organizzazione Stati Americani e lo stesso Israele solo per citarne alcuni che rappresentano ca 1,5 miliardi di abitanti della terra.

La questione è anche sullo status, unico, rifiutato di Gaza, e nel carattere asimmetrico del conflitto. Il diritto internazionale classico è stato pensato soprattutto per guerre tra Stati sovrani. La sua applicazione a un conflitto tra uno Stato e un’entità non statale che governa un territorio, come Hamas, genera fatalmente zone grigie e interpretazioni divergenti, ma ad oggi è quello vigente.

Appare evidente che il Manuale di Sanremo è d’aggiornare in relazione all’evoluzione tecnica, geopolitica e strategica dei conflitti navali. Altrimenti si sarà costretti ad ascoltare la bestemmia giuridica del ministro degli esteri della nazione italiana,facente parte del G7, Antonio Tajani “il diritto conta fino a un certo punto.”