Allarme FMI: il debito italiano oltre il 140% del PIL entro il 2026
Diogenenews 24/10/2024: Secondo il Fondo Monetario Internazionale, il debito pubblico italiano, già a livelli elevati, continuerà a crescere, superando il 140% del PIL entro il 2026. L’FMI sottolinea la necessità di avviare subito degli “aggiustamenti fiscali”, che siano però graduali e sostenibili, per non compromettere la crescita economica del Paese. Nel rapporto del Fiscal Monitor, il Fondo mette in guardia contro l’aumento del debito a livello globale, esortando i governi ad agire prontamente per evitare che eventuali ritardi comportino costi aggiuntivi. Davide Furceri, responsabile del Dipartimento Affari Fiscali dell’FMI, ha evidenziato che le previsioni attuali per l’Italia non indicano una diminuzione del rapporto debito-PIL. Al contrario, si prevede un ulteriore incremento, segnalando che senza interventi tempestivi, la situazione potrebbe peggiorare. (Diogenenews 24/10/2024)
Eurostat: in Italia una persona su tre che nasce povera resta povera
Diogenenews 24/10/2024: La trasmissione intergenerazionale della povertà rimane un fenomeno diffuso in tutta l’Unione Europea, e l’Italia non fa eccezione. Secondo un rapporto di Eurostat aggiornato al 2023, il 20% degli adulti europei che da bambini vivevano in famiglie con difficoltà economiche continua a trovarsi in una situazione simile anche da adulti. In Italia, la situazione è ancora più critica: una persona su tre che nasce povera rimane povera anche in età adulta. L’analisi di Eurostat evidenzia che l’accesso all’istruzione gioca un ruolo chiave nel determinare il rischio di povertà. Gli adulti i cui genitori avevano un titolo di studio più basso sono esposti a un rischio di povertà del 19,1%, rispetto all’8,5% di coloro i cui genitori avevano un livello di istruzione superiore. I Paesi dove la mobilità sociale è più limitata sono Bulgaria, Romania e Italia, dove rispettivamente il 48,1%, 42,1% e 34% degli adulti cresciuti in famiglie povere rimangono in condizioni di difficoltà economica. (Diogenenews 24/10/2024)
Madagascar: il 69% della popolazione vive in povertà multidimensionale
Diogenenews 24/10/2024: Il Madagascar è al quinto posto mondiale per tasso di povertà multidimensionale, con il 69% della popolazione coinvolta, secondo il rapporto “Macro Poverty Outlook” (MPO) pubblicato dalla Banca Mondiale il 20 ottobre 2024. Il documento, che analizza le economie dei paesi in via di sviluppo, esamina l’accesso ai servizi essenziali come sanità, istruzione e condizioni di vita. Dopo un miglioramento significativo tra il 2008 e il 2021, con un calo della povertà dal 76% al 67%, la situazione è peggiorata negli ultimi due anni. Le aree rurali sono particolarmente colpite, soffrendo la mancanza di risorse come carburante, cibo, istruzione, elettricità e acqua potabile. Anche le periferie delle città registrano gravi carenze, con problemi di alloggi sicuri e servizi di base. Il rapporto evidenzia le maggiori privazioni: il 69% della popolazione non ha accesso a combustibili puliti per cucinare, il 68% non dispone di adeguati servizi igienico-sanitari e il 55% è privo di elettricità. Anche l’accesso all’acqua potabile (53%) e all’istruzione (50%) resta critico. La Banca Mondiale suggerisce che, per ridurre la povertà e stimolare la crescita, il Madagascar debba migliorare la governance e attrarre investimenti privati, soprattutto nei settori legati alla mitigazione del cambiamento climatico. (Diogenenews 24/10/2024)
Nursing Up: risorse insufficienti, sciopero degli infermieri il 20 novembre
Diogenenews 24/10/2024: Le risorse previste nel Documento Programmatico di Bilancio del governo non sono sufficienti per rispondere alle richieste avanzate dagli infermieri e dal personale sanitario, secondo Antonio De Palma, presidente del sindacato degli infermieri Nursing Up. “Le aperture nel nuovo contratto nazionale collettivo di lavoro (CCNL) sono ancora timide rispetto alle nostre legittime richieste”, ha affermato De Palma. La manovra prevede un aumento dell’indennità di specificità per gli infermieri, ma le cifre sono considerate insufficienti: 7 euro netti nel 2025 e circa 60 euro dal 2026. Sebbene vi sia stato un riconoscimento dell’indennità raddoppiata, come richiesto dal sindacato, le risorse messe a disposizione sono inferiori a quelle sollecitate. Infatti, il governo ha stanziato 320 milioni di euro, rispetto ai 453 milioni richiesti, lasciando fuori professioni come le ostetriche. Nursing Up denuncia inoltre che queste risorse sono legate a un contratto che entrerà in vigore tra almeno due anni, con tempistiche incerte sui pagamenti ai lavoratori. Resta ancora in sospeso la richiesta di inserire le professioni assistenziali tra quelle usuranti, una battaglia che il sindacato considera fondamentale. Durante le recenti trattative presso l’Aran per il rinnovo del CCNL 2024/2026, il sindacato ha espresso forti riserve. Nonostante piccoli progressi, come la maggiore flessibilità per i genitori turnisti e la riduzione dei turni di Pronta Disponibilità, il problema centrale rimane la scarsità delle risorse economiche. In risposta a queste criticità, Nursing Up, insieme ai sindacati Anaao e Cimo, ha indetto una giornata di sciopero per il 20 novembre 2024, con una manifestazione a Roma per chiedere un pieno riconoscimento economico e contrattuale delle professioni sanitarie. (Diogenenews 24/10/2024)
Forum Disuguaglianze: il Piano Draghi rischia di aumentare le disuguaglianze in Europa
Diogenenews 24/10/2024: Il Forum Disuguaglianze e Diversità ha esaminato a fondo il rapporto “The Future of European Competitiveness”, noto anche come Piano Draghi, esprimendo preoccupazione per gli effetti negativi che questo potrebbe avere sull’Europa. In un documento dettagliato, il Forum critica la visione del Piano, giudicando inadeguata la sua strategia per affrontare le sfide dell’Unione Europea. Secondo il Forum, il Piano Draghi si basa su un confronto costante con gli Stati Uniti, ignorando le debolezze strutturali dell’economia americana e trascurando i punti di forza e le specificità europee. Inoltre, il documento sottolinea che il Piano non considera adeguatamente le esigenze dei cittadini europei, i loro bisogni e le aspirazioni, alimentando la frattura tra economia e società, una lezione che gli ultimi anni avrebbero dovuto insegnare. Il Forum avverte che l’attuazione del Piano potrebbe portare a una maggiore concentrazione del potere economico e politico, aumentando le disuguaglianze e allontanando ulteriormente le istituzioni europee dai cittadini. L’orientamento del Piano, inoltre, vede nella difesa un motore di sviluppo, senza considerare gli impatti negativi di tale scelta, e rischia di relegare l’Unione Europea in una posizione internazionale rigida e poco vantaggiosa. Per quanto riguarda la governance, il Forum riconosce l’importanza di accorciare i tempi decisionali, ma teme che la semplificazione proposta dal Piano possa ridurre la partecipazione democratica. Infine, il Forum sottolinea come il processo decisionale delineato dal Piano escluda in gran parte il Parlamento europeo e i cittadini, relegandoli a un ruolo marginale. Per queste ragioni, il Forum Disuguaglianze e Diversità ha avviato un dibattito pubblico e invita a una discussione trasparente e informata sulle proposte del Piano Draghi, considerata urgente e necessaria per il futuro dell’Europa. (Diogenenews 24/10/2024)
Haiti in crisi: oltre 3.600 morti nel 2024, bambini tra le vittime dei gruppi armati
Diogenenews 24/10/2024: La situazione in Haiti continua a peggiorare rapidamente, con la popolazione che affronta quotidianamente abusi, violazioni dei diritti umani e minacce alla propria sopravvivenza. Secondo un recente rapporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, solo nel 2024, oltre 3.600 persone sono state uccise. I gruppi armati sono responsabili di violazioni gravi, colpendo anche i bambini, che subiscono uccisioni, mutilazioni e violenze sessuali. Le donne e i minori sono particolarmente vulnerabili alla violenza di genere, che ha registrato un preoccupante incremento quest’anno. Un altro dato allarmante riguarda il reclutamento forzato dei bambini da parte dei gruppi armati. Si stima che tra il 30% e il 50% dei membri di queste organizzazioni criminali sia costituito da minori, spesso utilizzati come informatori, cuochi, schiavi sessuali o costretti a partecipare direttamente alla violenza armata. Sul piano umanitario, circa 5,5 milioni di persone, tra cui 3 milioni di bambini, necessitano di assistenza urgente. L’insicurezza alimentare affligge metà della popolazione, mentre la malnutrizione è in aumento. Oltre 700.000 persone sono state costrette ad abbandonare le loro case, rifugiandosi in campi sovraffollati o presso familiari, dove il rischio di violenze e sfruttamento rimane alto. Solo nell’ultima settimana, gli attacchi nell’area metropolitana di Port-au-Prince hanno provocato lo sfollamento di altre 4.000 persone. La crisi ha anche avuto un impatto devastante sull’istruzione: oltre 300.000 bambini sono stati privati dell’accesso scolastico a causa della chiusura delle scuole, molte delle quali sono state riconvertite in rifugi temporanei. Le violenze e l’insicurezza complicano ulteriormente l’operato degli attori umanitari. L’accesso alle aree controllate dai gruppi armati è irregolare e limitato, lasciando gran parte degli 1,6 milioni di donne e bambini in quelle zone senza aiuti. Nonostante queste difficoltà, le Nazioni Unite e i loro partner hanno fornito assistenza a oltre 1,2 milioni di persone, distribuito cibo e acqua potabile, e garantito servizi sanitari a quasi 600.000 persone. La situazione, però, richiede un ampliamento urgente della risposta umanitaria. È essenziale aumentare la capacità delle organizzazioni haitiane per affrontare le sfide attuali e migliorare la resilienza della popolazione a lungo termine. (Diogenenews 24/10/2024)
Vertice Brics a Kazan: nuove strategie economiche per sfidare l’Occidente
Diogenenews 24/10/2024: Il sedicesimo vertice dei Brics a Kazan, città della Federazione Russa, riunisce i paesi emergenti che rappresentano un terzo della produzione economica globale. L’organizzazione, originariamente fondata da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, conta oggi dieci membri, con la partecipazione di 24 Stati, inclusi quelli interessati a unirsi al blocco. Questo summit ha un’importante valenza politica, inviando un doppio messaggio. Il primo è rivolto agli alleati dell’Ucraina, con il presidente russo Vladimir Putin che accoglie leader di spicco come Xi Jinping e Lula da Silva, dimostrando che l’isolamento internazionale tentato dall’Occidente, rafforzato dal mandato d’arresto internazionale contro Putin, non sta funzionando. Il secondo messaggio è di lungo termine e mira a sfidare il sistema economico globale basato sugli accordi di Bretton Woods, mettendo in discussione il ruolo predominante di istituzioni come il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Banca Mondiale. Uno dei temi centrali del vertice è il rafforzamento della New Development Bank, che intende offrire ai paesi del “sud globale” un’alternativa a FMI e Banca Mondiale. Queste ultime sono spesso criticate per le condizioni imposte sui prestiti e per il rafforzamento del ruolo del dollaro negli scambi internazionali. Inoltre, la Russia propone un sistema alternativo di pagamenti internazionali, utilizzando blockchain per scambiare valute supportate da token digitali, con l’obiettivo di bypassare le sanzioni occidentali. Leader di Cina, Brasile, India, Sudafrica ed altri paesi, tra cui Iran, Egitto ed Emirati Arabi Uniti, sono presenti al vertice, mentre Arabia Saudita e altre nazioni hanno inviato delegazioni. Molti di questi paesi hanno manifestato interesse ad aderire all’organizzazione, segnalando un’evoluzione nella statura economica e politica dei Brics+. Il summit di Kazan si inserisce in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche e rivalità economica tra Est e Ovest, con i Brics che cercano di costruire un sistema alternativo al predominio occidentale. (Diogenenews 24/10/2024)
La povertà infantile in Afghanistan colpisce 15,5 milioni di bambini colpiti
Diogenenews 24/10/2024: Un rapporto congiunto del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) e dell’Iniziativa sulla povertà e lo sviluppo umano di Oxford (OPHI) rivela che in Afghanistan circa cinque milioni di bambini in più rispetto agli adulti vivono in condizioni di povertà. I dati indicano che i bambini rappresentano il 58,9% della popolazione povera del Paese, con 15,5 milioni di minori e 10 milioni di adulti colpiti dalla povertà. Le difficoltà economiche delle famiglie afghane costringono molti bambini a lavorare, aggravando ulteriormente la loro situazione e il loro accesso all’istruzione e ai servizi di base. (Diogenenews 24/10/2024)
Secondo uno studio solo 18 industrie chiave nel mondo rappresenteranno entro il 2040 più di un terzo della crescita economica
Diogenenews 24/10/2024: La rapida trasformazione dell’economia globale è ben rappresentata da due dati significativi. Secondo uno studio di McKinsey, dodici settori in rapida crescita, come software, semiconduttori, commercio elettronico e servizi cloud, oggi generano circa la metà dei profitti globali, rispetto al solo 10% registrato nel 2005. Inoltre, tra le dieci aziende con la maggiore capitalizzazione di mercato del 2005, oggi solo Microsoft è ancora nella lista. Un nuovo studio di McKinsey, disponibile in anteprima per Handelsblatt, prevede che l’importanza di questi settori chiave per la crescita economica continuerà a crescere. Gli autori del rapporto hanno identificato 18 settori strategici che saranno protagonisti di profondi cambiamenti economici nei prossimi anni. Questi settori, che attualmente generano vendite per 7,3 trilioni di dollari, dovrebbero raggiungere i 48 trilioni di dollari entro il 2040, rappresentando fino al 16% della produzione economica globale e contribuendo a oltre un terzo della crescita economica complessiva. Chris Bradley, senior partner di McKinsey, afferma che questi settori sono “motori di innovazione” e si prevede che diventeranno i principali pilastri della crescita economica mondiale. Tra il 2005 e il 2020, le aziende di questi settori hanno registrato una crescita delle vendite due volte più rapida rispetto al resto dell’economia, con una capitalizzazione di mercato che è cresciuta tre volte più velocemente. Inoltre, la loro quota dei profitti globali è aumentata di cinque volte, mentre per le aziende non appartenenti a questi settori la percentuale si è dimezzata. (Diogenenews 24/10/2024)
In Austria il 32% delle donne single non può sopravvivere con il proprio reddito
Diogenenews 24/10/2024: Secondo un’indagine condotta dalla Statistics Austria, entro la metà del 2022 quasi il 38% delle madri single ha dichiarato di avere difficoltà a far fronte alle spese con il proprio reddito, una percentuale raddoppiata rispetto alla fine del 2021. Anche se il dato è sceso al 32% all’inizio del 2024, le madri single continuano a essere più colpite dalle crisi economiche rispetto al resto della popolazione. Klaus Schwertner, direttore della Caritas Vienna, ha evidenziato che “la povertà ha spesso un volto femminile”, mettendo in luce le difficoltà economiche che colpiscono in particolare le donne. Lo studio “Come stiamo andando oggi”, condotto tra il 2021 e il 2024 su 3.000 persone di età compresa tra i 18 e i 74 anni, ha analizzato l’impatto della crisi economica sulle donne, concentrandosi sulle madri single e sulle difficoltà legate ai costi abitativi. Alla fine del 2021, il 24% delle madri single era colpito da questi costi, un valore superiore di 10 punti percentuali rispetto alla popolazione generale. Anche se alcune misure del governo, come i sussidi per i costi energetici e il rafforzamento delle prestazioni sociali, hanno temporaneamente alleviato la situazione, la percentuale di genitori single che ha percepito un aggravio dei costi abitativi è salita al 41% all’inizio del 2024. Le donne sono più esposte alla povertà rispetto agli uomini, come conferma Doris Anzengruber della Caritas di Vienna: due terzi delle persone che chiedono aiuto all’organizzazione sono donne. Tra il 2021 e il 2024, il 31% delle famiglie austriache ha avuto una donna come principale fonte di reddito, e l’11% di queste famiglie è composto da genitori single, con una probabilità doppia di essere colpiti da deprivazione materiale e sociale rispetto alle famiglie in cui il percettore principale è un uomo. Le cause della povertà femminile sono molteplici: le donne sono ancora responsabili della maggior parte del lavoro di cura, sia a livello familiare che sociale, e sono sovrarappresentate nei settori con salari bassi. Questo le rende più dipendenti dalle prestazioni sociali. Nora Tödtling-Musenbichler, presidente della Caritas, ha chiesto un maggiore riconoscimento del lavoro di cura e migliori condizioni lavorative per le donne, insieme a riforme nell’assistenza sociale e un ampliamento dei servizi di assistenza all’infanzia. (Diogenenews 24/10/2024)


