Allarme Ecri: sgomberi e precarietà abitativa dei rom minacciano diritti e istruzione in Italia
Diogenenews 23/10/2024: “La condizione abitativa della popolazione rom in Italia continua a destare preoccupazione”, emerge dal rapporto dell’Ecri (Commissione Europea contro il Razzismo e l’Intolleranza), pubblicato al termine del sesto ciclo di monitoraggio. Tra le organizzazioni coinvolte nel processo, anche l’Associazione 21 luglio. “Molti rom vivono ancora in insediamenti privi di servizi essenziali, spesso situati nelle periferie urbane con scarso accesso ai trasporti pubblici”, si legge nel documento. Nonostante le ripetute raccomandazioni dell’Ecri e di altri organismi internazionali, persistono gli sgomberi forzati dei rom, in violazione delle normative internazionali. L’Ecri raccomanda al governo italiano di adottare misure per migliorare la condizione abitativa dei rom, garantendo che coloro che potrebbero essere sgomberati dagli insediamenti irregolari abbiano diritto alle tutele previste dalle norme internazionali. In particolare, si sottolinea l’importanza di notificare gli sgomberi con anticipo, offrire protezione legale adeguata e garantire il ricollocamento in alloggi dignitosi. Si chiede inoltre una maggiore cooperazione con le autorità locali, supportandole finanziariamente per aumentare l’offerta di alloggi sociali per i membri vulnerabili della comunità rom. Proprio in questi giorni, l’Associazione 21 luglio segnala un vasto sgombero forzato nel comune di Guidonia-Montecelio, vicino a Roma, che rischia di lasciare senza casa 170 persone, tra cui molti bambini. Per questo motivo, insieme all’European Roma Rights Centre, sta sostenendo quattro famiglie coinvolte con un ricorso urgente alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Un altro tema cruciale individuato dall’Ecri riguarda l’istruzione: permane un significativo divario nei tassi di frequenza e rendimento scolastico tra i bambini rom e gli altri alunni. Questo fenomeno è attribuito, in parte, all’instabilità abitativa e agli sgomberi, che interrompono il percorso scolastico, oltre alla mancanza di trasporti adeguati dalle aree di insediamento alle scuole. L’Ecri invita a identificare e affrontare le cause principali dell’assenteismo e dell’abbandono scolastico precoce, assicurando un sostegno adeguato ai bambini rom e alle loro famiglie in tutte le fasi dell’istruzione. L’Associazione 21 luglio accoglie con favore le indicazioni del rapporto, che fornisce una chiara direzione: superare gli insediamenti monoetnici e garantire una particolare attenzione all’infanzia, con un focus sull’educazione prescolare. (Diogenenews 23/10/2024)
Forum Terzo Settore e Banca Etica lanciano indagine per superare le sfide finanziarie degli Ets
Diogenenews 23/10/2024: Forum Terzo Settore e Banca Etica intensificano la collaborazione per favorire lo sviluppo dell’economia sociale in Italia, con l’obiettivo di ampliare le opportunità finanziarie per gli Enti del Terzo Settore (Ets). Con il supporto scientifico di Aiccon, i due enti hanno lanciato un’indagine rivolta al Terzo Settore per identificare le principali sfide economiche e finanziarie che ostacolano la crescita e la sostenibilità delle attività. L’indagine mira a coinvolgere operatori finanziari e istituzioni per sviluppare soluzioni specifiche e strumenti finanziari ad hoc, in linea con le esigenze particolari del settore. Dalle prime analisi del Registro Unico del Terzo Settore (Runts) emerge chiaramente come i problemi legati al finanziamento e al reperimento di fondi rappresentino uno dei principali ostacoli allo sviluppo degli Ets. Questa difficoltà è amplificata dalla mancanza di strumenti finanziari adeguati, distinti da quelli per le imprese for profit, che permetterebbero al Terzo Settore di crescere e investire, consolidando il modello di economia sociale di cui è protagonista. Gli Ets potranno partecipare all’indagine rispondendo a un questionario online, disponibile fino al 22 novembre a questo indirizzo. (Diogenenews 23/10/2024)
UniCredit fuori dal progetto gas in Mozambico, dubbi su Intesa Sanpaolo e TotalEnergies
Diogenenews 23/10/2024: ActionAid Italia e ReCommon confermano, sulla base delle informazioni raccolte, che UniCredit non è coinvolta nel progetto di estrazione e liquefazione di gas offshore in Mozambico, denominato Coral North FLNG. Questa posizione è coerente con la politica del gruppo bancario nel settore oil&gas, che esclude il finanziamento di attività di estrazione in acque ultra-profonde. I progetti di estrazione del gas nella provincia di Cabo Delgado, nel nord del Mozambico, hanno aggravato una situazione già critica a causa del conflitto armato con milizie islamiste, che ha causato oltre 4.000 vittime e circa un milione di sfollati. Da mesi, ActionAid e ReCommon conducono una campagna per denunciare gli impatti socio-ambientali di questi progetti e per chiedere che le istituzioni finanziarie italiane, pubbliche e private, smettano di supportare nuovi progetti promossi da Eni. “UniCredit ha finanziato le attività di Eni con 7,7 miliardi di dollari dall’Accordo di Parigi ad oggi, di cui 1,6 miliardi solo nel 2023”, precisano le organizzazioni. Ad aprile, le due organizzazioni hanno lanciato una campagna di pressione su UniCredit e Intesa Sanpaolo, consegnando oltre 600 lettere per chiedere un impegno esplicito da parte di UniCredit a non finanziare Coral North FLNG. Attualmente, una petizione promossa da ActionAid ha raccolto più di 5.000 firme chiedendo a tutte le principali banche italiane di cessare i finanziamenti per progetti legati alle energie fossili. “Siamo soddisfatti che UniCredit non parteciperà al finanziamento di Coral North FLNG”, ha dichiarato Susanna De Guio di ReCommon, che tuttavia ha espresso preoccupazione per Intesa Sanpaolo, la cui politica in materia di estrazione in acque profonde risulta meno restrittiva e che finora non ha fornito risposte chiare sulla possibilità di finanziare il progetto. Il 26 settembre, una nuova inchiesta del giornalista indipendente Alex Perry, pubblicata su Politico Europa, ha messo in evidenza il ruolo della francese TotalEnergies e di Eni in Mozambico. TotalEnergies sarebbe stata a conoscenza dei presunti crimini di guerra commessi dall’esercito mozambicano a difesa del suo progetto Mozambique LNG, uno degli episodi più tragici del conflitto in corso. (Diogenenews 23/10/2024)
Programma Life: 380 milioni di euro per 133 progetti ambientali e climatici, coinvolta anche l’Italia
Diogenenews 23/10/2024: Il programma europeo Life per l’ambiente e l’azione climatica finanzierà 133 nuovi progetti per un valore complessivo superiore a 380 milioni di euro, coprendo oltre il 50% degli investimenti necessari per la realizzazione delle iniziative selezionate. Questi progetti rientrano nell’ambito degli obiettivi del Green Deal europeo, mirati a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e a invertire la perdita di biodiversità entro il 2030, preservando al contempo la prosperità economica dell’Europa. Nella suddivisione dei fondi, 74 milioni di euro saranno destinati a 26 progetti dedicati all’economia circolare e al miglioramento della qualità della vita, affrontando temi come la riduzione del consumo d’acqua, la gestione dei rifiuti e l’inquinamento atmosferico e acustico. Inoltre, 144,5 milioni finanzieranno 25 progetti per la protezione della natura e della biodiversità, concentrandosi sul ripristino degli ecosistemi e sul miglioramento della conservazione di specie a rischio. Altri 62 milioni andranno a 23 progetti dedicati alla resilienza, alla mitigazione dei cambiamenti climatici e alla governance, mentre 99 milioni finanzieranno 50 progetti focalizzati sulla governance energetica e sullo sviluppo di soluzioni di mercato per accelerare la transizione verso l’energia pulita. L’Italia è coinvolta in 22 progetti, partecipando attraverso partenariati transnazionali o iniziative interamente italiane. (Diogenenews 23/10/2024)
Tirumurti: l’India ha un ruolo cruciale nei BRICS, ma il forum non deve diventare anti-occidentale
Diogenenews 23/10/2024: L’ex diplomatico indiano ed esperto di affari internazionali TS Tirumurti ha sottolineato l’importanza del ruolo dell’India nei BRICS, avvertendo che il forum non dovrebbe trasformarsi in un gruppo “anti-occidentale”. In un’intervista con ANI, Tirumurti, ex rappresentante permanente dell’India presso le Nazioni Unite, ha dichiarato che l’India ha una funzione stabilizzatrice in un contesto globale segnato da crescenti tensioni geopolitiche. “Credo che l’India abbia un ruolo cruciale all’interno dei BRICS, soprattutto ora che il gruppo si è ampliato e si sta considerando l’inclusione di nuovi paesi partner”, ha spiegato Tirumurti. Ha inoltre aggiunto che “i BRICS devono rimanere un gruppo non-occidentale, ma non anti-occidentale”, considerando le dinamiche globali in gioco. Tirumurti ha poi evidenziato l’importanza del contributo indiano, citando il ruolo del Paese nella crisi ucraina e le sue capacità tecnologiche, come l’Unified Payments Interface (UPI), che rafforzano ulteriormente la sua posizione. L’ex diplomatico ha anche lodato gli sforzi del Primo Ministro Narendra Modi nel consolidare i BRICS e ha sottolineato l’importanza della cooperazione tra paesi occidentali e il blocco. Modi, durante una visita in Russia, ha tenuto incontri bilaterali con il presidente russo Vladimir Putin e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, ribadendo l’importanza dei BRICS come piattaforma per discutere questioni globali come il multilateralismo riformato, il cambiamento climatico e la cooperazione economica. (Diogenenews 23/10/2024)
Tensioni USA-India: indagine su complotto contro attivista sikh riaccende il dibattito internazionale
Diogenenews 23/10/2024: Un funzionario statunitense ha riferito che le autorità americane hanno comunicato ai loro omologhi indiani la necessità di ottenere risultati rapidi e di garantire maggiori responsabilità nell’indagine sul presunto coinvolgimento indiano in un tentativo di omicidio di un attivista sikh negli Stati Uniti. La scorsa settimana, una delegazione indiana si è recata a Washington per discutere delle indagini condotte dall’India, in seguito a una denuncia del Dipartimento di Giustizia che accusava un funzionario dell’intelligence indiana di aver orchestrato l’omicidio di Gurpatwant Singh Pannun, un separatista sikh cittadino canadese e statunitense, avvenuto l’anno scorso. “Abbiamo chiarito che il governo degli Stati Uniti non sarà pienamente soddisfatto finché non vedremo una vera responsabilità,” ha dichiarato il funzionario, che ha preferito rimanere anonimo. “Ci aspettiamo che l’India acceleri il suo processo investigativo”. L’ambasciata indiana a Washington non ha rilasciato dichiarazioni immediate. Il messaggio degli Stati Uniti non era stato precedentemente riportato. La scorsa settimana, un atto di accusa ha reso noto che gli Stati Uniti hanno incriminato Vikash Yadav, descritto come ex ufficiale del servizio di intelligence indiano Research and Analysis Wing (RAW), per aver pianificato un complotto contro un separatista sikh a New York. L’atto accusa Yadav di aver lavorato, dal maggio 2023, con collaboratori in India e all’estero per portare a termine il piano contro Pannun. Queste accuse hanno creato tensioni nei rapporti tra Washington e Nuova Delhi, nonostante l’amministrazione Biden consideri l’India un partner strategico fondamentale per contrastare l’influenza cinese nella regione indo-pacifica. “L’India è un partner strategico di grande valore,” ha affermato il funzionario statunitense, aggiungendo che è fondamentale mantenere fiducia e trasparenza anche su questioni delicate come questa. L’India considera i separatisti sikh come minacce alla sicurezza nazionale e li ha etichettati come “terroristi”. Questi separatisti chiedono la creazione di un’indipendente Khalistan, stato che verrebbe ricavato dall’attuale territorio indiano. Un’insurrezione sikh degli anni ’80 e ’90 ha causato la morte di decine di migliaia di persone. Pannun ha accusato Yadav di essere un “soldato di medio livello” incaricato di eseguire l’omicidio su ordine di funzionari indiani superiori. L’India ha rilasciato poche dichiarazioni pubbliche da quando ha annunciato, nel novembre 2023, di aver avviato un’indagine formale sulle accuse, continuando a dialogare con il Canada in merito all’omicidio di un altro leader sikh, Hardeep Singh Nijjar, avvenuto nel giugno 2023. A settembre, il primo ministro canadese Justin Trudeau ha dichiarato che l’intelligence canadese stava indagando su “accuse credibili” secondo cui il governo indiano del primo ministro Narendra Modi sarebbe coinvolto nell’omicidio di Nijjar. L’India ha negato ogni coinvolgimento in entrambi gli episodi. (Diogenenews 23/10/2024)
Bangladesh: assediato il palazzo presidenziale dai manifestanti che chiedono le dimidsdioni del presidente. L’industria tessile rischia 400 milioni di dollari
Diogenenews 23/10/2024: Mentre i manifestanti in Bangladesh da ieri sera assediano il Palazzo Presidenziale chiedendo le dimissioni del presidente Mohammed Shahabuddin, l’industria tessile del Paese rischia perdite fino a 400 milioni di dollari a seguito delle massicce proteste studentesche che nelle settimane scorse hanno portato alla fuga del primo ministro. Tuttavia, i leader del settore hanno dichiarato domenica che la situazione è ora “stabile”. Questo miglioramento è stato attribuito a un “drastico cambiamento di atteggiamento” da parte dei dirigenti delle fabbriche e del governo, come ha affermato Kalpana Akhtar, presidente della Federazione dei lavoratori tessili e industriali del Bangladesh. “Le discussioni sugli aumenti salariali si avviano solo quando i lavoratori scendono in piazza”, ha detto Akhtar, sottolineando la necessità di riforme per garantire una stabilità duratura nel settore, altrimenti la calma sarà solo temporanea. Il comparto tessile conta 3.500 fabbriche, che rappresentano circa l’85% delle esportazioni del Paese, pari a 55 miliardi di dollari l’anno. Le recenti rivolte, iniziate a luglio, hanno già avuto un forte impatto, con settimane di proteste che hanno causato oltre 450 vittime, tra cui 42 poliziotti, secondo i dati raccolti dall’AFP da fonti ospedaliere e di polizia. Khandaker Rafiqul Islam, presidente dell’Associazione dei produttori ed esportatori tessili del Bangladesh, ha confermato che il settore è tornato a una relativa stabilità dopo aver attraversato una fase critica. Islam ha stimato che le perdite raggiungono i 400 milioni di dollari e ha evidenziato l’importanza di mantenere la sicurezza per proteggere il comparto. “Gli acquirenti hanno riacquistato fiducia nei prodotti tessili del Bangladesh, ma è essenziale garantire un controllo costante della legge e dell’ordine per preservare questa stabilità”, ha dichiarato. (Diogenenews 23/10/2024)
Il Terzo Rapporto civico sulla salute di Cittadinanzattiva traccia un quadro preoccupante del Servizio Sanitario Nazionale
Diogenenews 23/10/2024: È stato presentato al Ministero della Salute il Terzo Rapporto civico sulla salute di Cittadinanzattiva, che traccia un quadro preoccupante del Servizio Sanitario Nazionale. Il report evidenzia come il sistema sia in uno stato di grave indebolimento, incapace di rispondere adeguatamente alle esigenze di salute dei cittadini. “A quattro anni dalla pandemia, appare sempre più evidente lo stato precario del nostro sistema sanitario, caratterizzato da una carenza di personale e da un’assistenza territoriale fragile, con disuguaglianze tra le Regioni che si stanno ulteriormente acutizzando”, si legge nel documento. L’indagine si basa su oltre 24mila segnalazioni raccolte nel 2023, un aumento significativo rispetto all’anno precedente. Un terzo delle segnalazioni riguarda la difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie, mentre il 14% denuncia problemi nel rapporto tra cittadini e medici di base o pediatri, in particolare per la continuità assistenziale. Un altro nodo critico è quello dei pronto soccorso, affollati e con carenza di personale. Si stima infatti che manchino circa 4.500 medici e 10.000 infermieri rispetto al fabbisogno nazionale. “Le segnalazioni ci restituiscono l’immagine di una sanità pubblica bloccata da anni sul problema dell’accesso”, ha commentato Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva. Ha poi criticato la mancanza di risorse adeguate per il settore, definendo la sanità pubblica un “salvadanaio” da cui attingere per risolvere i problemi di bilancio del Paese, senza investimenti reali dal 2008, anno dell’ultimo Piano sanitario nazionale. I dati del rapporto evidenziano che 4,5 milioni di italiani hanno rinunciato alle cure a causa delle liste d’attesa, un numero che è raddoppiato rispetto all’anno scorso. La quota di persone che hanno dovuto rinunciare alle cure è salita al 7,6% della popolazione, rispetto al 7% dell’anno precedente. I tempi d’attesa per le visite specialistiche sono un altro segnale della crisi: per una visita di controllo oncologico si devono aspettare 480 giorni, mentre per una prima visita oculistica si arriva a 468 giorni. Ancora più preoccupante il dato per un ecodoppler tronchi sovra-aortici, con tempi di attesa di 526 giorni. Le regioni del Sud Italia sono le più colpite, con tempi di attesa molto più lunghi rispetto al Nord, dove Lombardia, Veneto e le province autonome di Trento e Bolzano mostrano un sistema sanitario più avanzato e digitalizzato. Di fronte a questi dati, il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha sollecitato un’azione per migliorare l’efficienza del sistema e mettere “il cittadino al centro”. Ha inoltre sottolineato che molte Regioni non hanno ancora utilizzato i fondi stanziati per ridurre le liste d’attesa, denunciando una carenza organizzativa che impedisce di risolvere i problemi strutturali del sistema sanitario. (Diogenenews 23/10/2024)
FMI: crescita globale al 3,2% nel 2024, Italia e Germania in difficoltà, USA in ripresa
Diogenenews 23/10/2024: Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha confermato le previsioni di crescita globale al 3,2% per il 2024 e il 2025, evidenziando però che si tratta di un tasso debole, influenzato dal debito pubblico elevato e dalla crescente frammentazione geopolitica. Il capo economista dell’FMI, Pierre-Olivier Gourinchas, ha avvertito che, sebbene l’inflazione sia in calo e un atterraggio morbido sia possibile, i rischi continuano a crescere. Nel rapporto pubblicato il 22 ottobre, l’FMI ha aggiornato al rialzo le stime per gli Stati Uniti, mentre prevede che la Germania possa evitare una contrazione economica quest’anno. Per l’Italia, la crescita è stimata allo 0,7% nel 2024 e allo 0,8% nel 2025, mentre l’Eurozona nel suo complesso dovrebbe crescere dello 0,8% nel 2024 e dell’1,2% nel 2025. Nonostante il sostegno del Pnrr, l’Italia continua a mostrare segnali di debolezza, con il debito pubblico in crescita dal 134,6% nel 2023 al 138,7% nel 2025. La Germania, intanto, affronta una possibile recessione tecnica, ma l’FMI prevede una crescita zero nel 2023 e un recupero dello 0,8% nel 2024. Negli Stati Uniti, la crescita è stata rivista al rialzo al 2,8% nel 2024, mentre la Cina frena leggermente, con una previsione di crescita del 4,8% nel 2024 e del 4,5% nel 2025, a causa della crisi immobiliare e del calo della fiducia dei consumatori. Infine, tra i mercati emergenti, spicca il Brasile, con una revisione al rialzo per il 2024, con una crescita attesa del 3%. (Diogenenews 23/10/2024)
Taiwan prepara scorte alimentari in caso di blocco cinese, cresce la minaccia militare di Pechino
Diogenenews 23/10/2024: Il governo di Taiwan ha rivelato nuovi dettagli sul suo piano alimentare in caso di guerra, specificando che effettua controlli mensili delle scorte essenziali, come il riso, per garantirne una corretta distribuzione sull’isola in caso di un blocco da parte della Cina. Negli ultimi anni, Pechino ha intensificato le attività militari attorno a Taiwan, inclusi esercitazioni che simulano blocchi e attacchi ai porti, ma Taipei respinge fermamente le rivendicazioni di sovranità cinese. Secondo un rapporto presentato al parlamento taiwanese, il Ministero dell’Agricoltura ha garantito che le scorte di riso sono superiori ai livelli richiesti dalla legge, e sufficienti a sostenere l’isola per almeno sette mesi. Sono stati elaborati anche piani per razionare il riso attraverso stazioni di rifornimento in caso di crisi. Il piano prevede inoltre l’uso di più terreni per coltivare riso, patate dolci, soia e verdure fresche, e di aumentare la produzione ittica attraverso stagni per l’acquacoltura, in caso di divieto alla pesca in mare. Taiwan, pur avendo avuto una forte produzione agricola durante il dominio coloniale giapponese, dipende ora dalle importazioni per gran parte del suo fabbisogno alimentare. Nel 2023, il tasso di autosufficienza alimentare è sceso al 30,3%, il livello più basso degli ultimi 18 anni. Parallelamente, l’Ufficio per la sicurezza nazionale ha avvertito che la Cina sta rafforzando le sue capacità di infiltrazione nelle infrastrutture chiave di Taiwan, come le telecomunicazioni, con l’obiettivo di destabilizzare l’isola attraverso disinformazione durante un possibile conflitto. Pechino ha intensificato le esercitazioni congiunte nei pressi di Taiwan, con l’aumento dell’uso di aerei cisterna, navi da sbarco e altre forze, per simulare blocchi e rafforzare il controllo delle linee di comunicazione marittime. (Diogenenews 23/10/2024)


