Diogene – Agenzia 16/10/2024

California: Newsom firma legge anti-speculazione sui prezzi della benzina e accusa l’industria petrolifera

Diogenenews 16/10/2024: Il governatore della California, Gavin Newsom, ha firmato una nuova legge con l’obiettivo di prevenire aumenti improvvisi nel prezzo della benzina. La misura rappresenta l’ultimo passo nella lotta dello stato contro l’industria petrolifera locale, accusata da Newsom di collaborare con Donald Trump per manipolare i prezzi in vista delle elezioni. Attualmente, il prezzo della benzina in California è del 30% superiore alla media nazionale, con un costo di 4,68 dollari per gallone (circa 1,2 euro al litro). I prezzi elevati sono in parte attribuibili alle imposte e alle rigide normative ambientali dello stato. Anziché ridurre le accise o le tasse sul carburante, la nuova legge mira a intervenire sui costi di produzione. Le autorità statali avranno ora il potere di imporre alle raffinerie di mantenere scorte adeguate per evitare aumenti repentini dei prezzi, spesso causati dalle chiusure temporanee per manutenzione. Newsom ha accusato l’industria petrolifera di fare pressioni per ostacolare l’approvazione della legge fin dal suo esame iniziale ad agosto, affermando che “continuano a mentire e manipolare, raccogliendo profitti record perché nessuno glielo impedisce”. Il governatore, il cui secondo mandato scadrà tra due anni, è da tempo visto come una figura con ambizioni presidenziali. (Diogenenews 16/10/2024)


Povertà estrema in aumento: 692 milioni di persone nel mondo vivono con meno di 2,15 dollari al giorno

Diogenenews 16/10/2024: Nel 2024, il numero di persone in condizioni di povertà estrema ha raggiunto la cifra record di 692 milioni, secondo i dati della Banca Mondiale. Questo gruppo, che rappresenta l’8,5% della popolazione globale, vive con meno di 2,15 dollari al giorno, una stima che potrebbe essere sottovalutata a causa del fenomeno del sommerso difficilmente misurabile. Oltre a questa fascia, circa 3,5 miliardi di persone – il 43,6% della popolazione mondiale – vivono con meno di 6,85 dollari al giorno, un livello di povertà rimasto sostanzialmente invariato rispetto agli anni ’90, a causa dell’aumento della popolazione. La riduzione della povertà globale è infatti in una fase di stallo, con il rischio che il decennio 2020-2030 venga considerato “perso” in termini di progressi. “Negli ultimi cinque anni, la lotta alla povertà ha rallentato significativamente, facendo temere un blocco totale”, dichiara la Banca Mondiale, istituzione nata per combattere la povertà e supportare gli stati in difficoltà. Sebbene la percentuale di persone che vivono con meno di 6,85 dollari al giorno sia scesa dal 70% degli anni ’90 all’attuale 43,6%, l’aumento della popolazione ha mantenuto stabile il numero complessivo di individui in povertà. Il tasso di povertà estrema è diminuito dal 38% nel 1990 all’8,5% nel 2024, ma questo progresso ha subito una battuta d’arresto negli ultimi anni a causa di rallentamenti economici, la pandemia, l’inflazione elevata e i conflitti in corso. Entro la fine del decennio, si prevede che il 7,3% della popolazione mondiale vivrà ancora in estrema povertà, superando di molto l’obiettivo fissato dalla Banca Mondiale. Nel frattempo, anche in Italia la povertà alimentare è in aumento: nel 2023, 4,9 milioni di italiani, pari all’8,4% della popolazione sopra i 16 anni, non sono stati in grado di permettersi un pasto completo ogni due giorni. Questa percentuale rappresenta un aumento di un punto rispetto al 2022, segnando un’inversione di tendenza dopo anni di miglioramenti. (Diogenenews 16/10/2024)


Povertà alimentare in aumento in Italia: 4,9 milioni senza un pasto completo ogni due giorni nel 2023

Diogenenews 16/10/2024: Nel 2023, 4,9 milioni di italiani, pari all’8,4% della popolazione con più di 16 anni, non sono riusciti a garantirsi un pasto completo ogni due giorni. Inoltre, 2,9 milioni di persone (il 5,8%) non hanno potuto permettersi di mangiare fuori casa con amici o familiari almeno una volta al mese. Questi dati, in crescita di un punto percentuale rispetto al 2022, indicano un’inversione di tendenza dopo anni di miglioramento, con 500.000 persone in più colpite da deprivazione materiale e sociale rispetto all’anno precedente. Negli ultimi cinque anni, gli aiuti alimentari distribuiti sono aumentati del 40%. I dati provengono dal quinto rapporto di ActionAid sulla povertà alimentare in Italia, che analizza il fenomeno in termini di intensità, diffusione e distribuzione regionale. La povertà alimentare, influenzata da fattori come istruzione, condizioni abitative e accesso al lavoro, ha impatti materiali e psicologici gravi su adulti e minori. Il rapporto sottolinea come la povertà alimentare abbia ripreso a crescere nel 2023, con il 4,9% degli italiani che non riesce a permettersi un pasto completo e il 5,8% privato di occasioni sociali legate al cibo. Tra il 2019 e il 2022, la deprivazione alimentare materiale era diminuita dal 9,9% al 7,5%, mentre quella sociale era scesa dal 6,9% al 4,8%, grazie a misure come il Reddito di cittadinanza. Tuttavia, nel 2023, entrambe sono tornate a salire di circa un punto percentuale, segno di un peggioramento legato alla crescente vulnerabilità economica delle famiglie italiane, colpite dall’erosione del potere d’acquisto e dall’inefficacia delle politiche di contrasto alla povertà. A livello europeo, l’Italia resta sotto la media per incidenza di deprivazione alimentare: il 9,5% per quella materiale e il 7,8% per quella sociale, secondo i dati dell’Unione Europea. Dal 2019 al 2023, i beneficiari di aiuti alimentari del Fondo di Aiuti Europei agli Indigenti (FEAD) sono aumentati del 40%, passando da 2,08 milioni a quasi 2,91 milioni, con tutte le regioni italiane coinvolte, eccetto il Friuli Venezia Giulia. In Sicilia, si è registrato un incremento del 70%, mentre in Lombardia l’aumento è stato del 25,3%. Roma guida la classifica per numero di aiuti distribuiti, con 152.572 beneficiari nel 2023, seguita da Palermo con 115.796 e Catania con 81.699. Tuttavia, le percentuali più alte di persone che ricevono aiuti alimentari si registrano a Catania (27,4%), Reggio Calabria (18,5%) e Palermo (18,4%), mentre città come Milano (4,5%) e Roma (5,5%) presentano percentuali inferiori nonostante l’alto numero di beneficiari in valore assoluto. (Diogenenews 16/10/2024)


Università: Italia al terzultimo posto in Europa, rischio povertà educativa ed economica intergenerazionale

Diogenenews 16/10/2024: Inizio dell’anno accademico e l’Italia si conferma tra i Paesi in fondo alla classifica europea per il livello di istruzione universitaria, un dato che solleva preoccupazioni per il futuro del Paese. Secondo i dati Eurostat, rielaborati da Openpolis, nel 2023 solo il 30,6% dei giovani italiani tra i 25 e i 34 anni ha conseguito una laurea o titolo equivalente, un lieve miglioramento rispetto al 29,2% del 2022. Tuttavia, l’Italia si posiziona al terzultimo posto nell’Unione Europea, superando solo Ungheria (29,4%) e Romania (22,5%), con una media UE del 43,1% che rimane significativamente distante. La scarsità di laureati non incide solo sull’immagine internazionale del Paese, ma comporta anche serie conseguenze sul piano socio-economico. Come rilevato da Openpolis, esiste una correlazione diretta tra il livello di istruzione dei genitori e le prospettive educative ed economiche dei figli. In particolare, nelle famiglie in cui il capo famiglia ha almeno un diploma, l’incidenza della povertà assoluta è del 4%. Tale percentuale triplica, arrivando al 12,5%, quando il livello massimo di istruzione è la licenza media. Il fenomeno ha un impatto diretto anche sull’abbandono scolastico. Tra i figli di genitori laureati, solo l’1,6% lascia gli studi precocemente, percentuale che sale al 5% per i figli di diplomati e al 23,9% per quelli di genitori con solo la licenza media. Questa dinamica alimenta un circolo vizioso di povertà educativa ed economica, con particolare gravità nel Mezzogiorno, dove ben 14 dei 17 capoluoghi presentano un tasso di laureati tra i 25 e i 49 anni inferiore al 25%. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) mira a contrastare tali problematiche con investimenti mirati, come i 268,7 milioni di euro destinati alla Puglia per la costruzione di asili nido e poli d’infanzia, di cui 93,9 milioni solo per la città metropolitana di Bari. Inoltre, 43,1 milioni saranno distribuiti a 212 istituti per combattere la dispersione scolastica. Tuttavia, gli esperti avvertono che questi interventi rischiano di essere inefficaci senza un cambiamento culturale profondo che garantisca a tutti i giovani pari opportunità educative. Le differenze territoriali sono evidenti: a Pavia quasi il 50% degli adulti ha una laurea, mentre ad Andria questa percentuale scende drasticamente al 16,6%. Tali divari non riflettono solo le disparità economiche ma anche l’atteggiamento culturale nei confronti dell’istruzione superiore. In Italia, il possesso di una laurea non è solo una questione di prestigio, ma un fattore determinante per la protezione dalla povertà. Il rischio di trovarsi sotto la soglia di povertà si attesta al 4% tra le famiglie con capofamiglia diplomato, ma sale al 12,5% se il titolo di studio più alto è la licenza media. Inoltre, i dati confermano che il livello di istruzione dei genitori incide fortemente sulla probabilità di abbandono scolastico dei figli, perpetuando così una trasmissione intergenerazionale della povertà e della bassa istruzione. (Diogenenews 16/10/2024)


Spagna: al via dal 2 gennaio lo Sportello Unico Digitale per gli affitti brevi, contro le frodi dei locatori

Diogenenews 16/10/2024: In Spagna, il 2 gennaio entrerà in vigore un Regio Decreto che istituisce lo Sportello Unico Digitale per le locazioni, uno strumento destinato a semplificare la gestione e lo scambio di dati relativi agli affitti e all’accoglienza temporanea. Tuttavia, ci sarà un periodo di transizione, ancora da stabilire, durante il quale l’adesione a questo sistema sarà volontaria. Le sanzioni per chi non rispetterà le nuove norme saranno a discrezione delle comunità autonome e dei consigli comunali. Il Ministero dell’Edilizia spagnolo ha confermato la notizia, specificando che il decreto è parte dello sviluppo di un regolamento europeo. L’obiettivo è l’approvazione definitiva entro la fine dell’anno, ma l’attuazione inizierà con una fase volontaria per evitare conseguenze negative sui proprietari di immobili. Lo Sportello Unico Digitale sarà una piattaforma centralizzata che collegherà i dati di comuni, regioni, proprietari e registri immobiliari, con lo scopo di gestire le locazioni brevi, come quelle turistiche. Ogni immobile destinato all’affitto temporaneo dovrà essere registrato e riceverà un codice identificativo specifico, che dovrà essere visibile negli annunci pubblicati online. La registrazione degli immobili sarà diversa a seconda che si tratti di un affitto temporaneo o turistico. Per gli affitti brevi, il codice identificativo avrà validità annuale, mentre per le strutture turistiche sarà necessario rispettare i requisiti previsti dalle normative locali. Le piattaforme digitali saranno obbligate a verificare che il codice dell’immobile sia corretto e valido. Il regime sanzionatorio in caso di mancato rispetto delle norme sarà stabilito dalle comunità autonome e dai comuni, mentre il codice identificativo per le locazioni sarà richiesto attraverso l’Ufficio del Catasto. Il provvedimento ha lo scopo di monitorare il numero di affitti a breve termine e incoraggiare il loro ritorno al mercato degli affitti ordinari quando non giustificati. (Diogenenews 16/10/2024)


Il direttore della Polizia spagnola smentisce Vox: nessun legame tra immigrazione e criminalità

Diogenenews 16/10/2024: Il direttore della Polizia di Stato spagnola, Francisco Pardo, ha respinto con fermezza le affermazioni del deputato di Vox, Javier Ortega Smith, che ha collegato immigrazione e criminalità durante una seduta della Commissione Interni del Congresso dei Deputati. Pardo ha definito tali affermazioni infondate, sottolineando che è un errore associare l’immigrazione alla criminalità, poiché i dati smentiscono questa correlazione. Secondo Pardo, il 75% dei crimini in Spagna è commesso da cittadini spagnoli, mentre i restanti sono attribuibili a persone senza documenti spagnoli, quindi classificate come stranieri e non immigrati. Le sue dichiarazioni mirano a contrastare la disinformazione e a correggere la percezione distorta veicolata dal partito di estrema destra. Il direttore ha inoltre criticato l’intento di creare confusione e disinformazione attraverso tali dichiarazioni, definendo questo atteggiamento poco patriottico e invitando a un approccio più umano verso le persone provenienti da altri Paesi. (Diogenenews 16/10/2024)


La crisi di Cuba: sospesa la vendita di dollari mentre cresce la dipendenza dal mercato nero

Diogenenews 16/10/2024: A Cuba, un’isola che da decenni affronta pesanti difficoltà economiche, le Case di Cambio, conosciute come Cadecas, hanno sospeso da oltre una settimana la vendita di dollari statunitensi (USD) al tasso di cambio ufficiale di 120 pesos cubani (CUP) per dollaro. Questo ha creato ulteriore incertezza in un paese già colpito da una grave crisi economica, dove l’accesso a beni di prima necessità è sempre più difficile e il mercato nero è in continua espansione. La sospensione è dovuta a ritardi tecnici legati alla migrazione del sistema informatico che gestisce le prenotazioni per l’acquisto di valuta estera. Il governo cubano ha deciso di sostituire l’applicazione esistente, chiamata Ticket, con una nuova funzione all’interno dell’app Transfermóvil, che permette agli utenti di prenotare un turno per acquistare dollari. Tuttavia, i continui blackout che affliggono l’isola hanno rallentato il processo, causando il blocco del sistema. Le autorità locali hanno rassicurato gli utenti che le prenotazioni fatte tramite la vecchia applicazione rimarranno valide quando il nuovo sistema sarà operativo, ma al momento non è ancora chiaro quando ciò accadrà. Si ipotizza che la vendita di dollari possa riprendere entro la fine di ottobre. Per un italiano, abituato a un mercato valutario stabile, è importante comprendere che a Cuba il dollaro statunitense è estremamente richiesto a causa della scarsità di beni e servizi. Sul mercato nero, il dollaro viene scambiato a circa 325 pesos cubani, ben al di sopra del tasso ufficiale. Questo riflette la crescente dollarizzazione dell’economia cubana, un fenomeno che si sviluppa quando la valuta locale perde potere d’acquisto e la popolazione si affida sempre più al dollaro per le transazioni. La nuova piattaforma permetterà anche ai cubani senza un conto bancario di prenotare un turno per acquistare fino a 100 dollari, ma il costo di questa prenotazione sarà di 10 CUP. La coda virtuale potrebbe durare diversi mesi, con la possibilità di acquistare piccole quantità di dollari a intervalli regolari. Questo sistema cerca di regolare la vendita della valuta estera, ma di fatto non risolve le profonde difficoltà economiche che spingono molti cubani a rivolgersi al mercato nero. In Italia, una situazione del genere sarebbe difficile da immaginare, ma a Cuba, dove le difficoltà economiche sono aggravate dall’embargo statunitense e dalla scarsa capacità produttiva interna, l’accesso a valuta estera rappresenta una delle poche vie per acquistare beni essenziali che altrimenti non sarebbero disponibili. (Diogenenews 16/10/2024)


La Georgia diventa hub globale per il mercato delle auto usate, nonostante le sanzioni alla Russia

Diogenenews 16/10/2024: La Georgia, un piccolo stato nel Caucaso meridionale, è diventata un attore importante nel commercio globale di auto usate, con un mercato che coinvolge veicoli provenienti soprattutto dagli Stati Uniti. Questi veicoli, spesso danneggiati in incidenti e ritirati dalle assicurazioni americane, vengono spediti in Georgia, dove vengono riparati e rivenduti. Il commercio si concentra a Rustavi, vicino alla capitale Tbilisi, in un vasto parcheggio che ospita migliaia di auto, tra cui marchi di lusso come Mercedes, Porsche e Tesla. Secondo i dati ufficiali, la Georgia ha importato automobili per un valore di 3,1 miliardi di dollari nel 2022, esportandone per 2,1 miliardi, principalmente verso le ex repubbliche sovietiche. Le auto usate sono il secondo prodotto di esportazione della Georgia, dopo il minerale di rame. Nonostante le sanzioni internazionali che vietano l’esportazione di auto verso la Russia in seguito all’invasione dell’Ucraina nel 2022, alcuni veicoli riescono ancora a raggiungere il mercato russo attraverso paesi intermedi, come il Kazakistan e il Kirghizistan, che fanno parte di un’unione doganale con la Russia. Questo permette ai veicoli di essere introdotti in Russia con tariffe ridotte. Nel 2023, le esportazioni di auto dalla Georgia al Kazakistan sono aumentate di cinque volte rispetto all’anno precedente. Il successo di questo mercato si basa su vari fattori: la posizione geografica strategica della Georgia, che la collega sia all’Europa che all’Asia, e il costo ridotto della manodopera per riparare le auto danneggiate. In Georgia, riparare un’auto costa molto meno rispetto agli Stati Uniti, rendendo conveniente per le aziende ricostruire veicoli che altrimenti sarebbero troppo costosi da riparare. Oltre ai veicoli a benzina e diesel, sta crescendo la domanda di auto ibride, come la Toyota Prius, con un aumento delle importazioni di auto ibride del 300-400% su base trimestrale. La Georgia esporta anche molti veicoli verso l’Ucraina, incluso un significativo numero di Tesla e camion utilizzati nel conflitto con la Russia. (Diogenenews 16/10/2024)


BMW chiede di rivedere il divieto UE sui motori a combustione entro il 2035

Diogenenews 16/10/2024: Il CEO di BMW ha esortato l’Europa a rivedere il piano che prevede il divieto di produrre nuovi veicoli alimentati da combustibili fossili a partire dal 2035, per ridurre la dipendenza dalla Cina nella filiera delle batterie e favorire lo sviluppo di alternative tecnologiche. Oliver Zipse ha sottolineato la necessità di un quadro normativo più flessibile che permetta l’uso di tecnologie diverse, come elettrocarburanti, biocarburanti e celle a combustibile a idrogeno. Zipse ha evidenziato il rischio che l’Europa perda competitività se non verrà rivista la normativa che punta a una mobilità completamente elettrica entro il 2035. Secondo il dirigente, un approccio più diversificato permetterebbe ai costruttori europei di ridurre la dipendenza dalla Cina, attualmente leader nel settore delle batterie. Le sue dichiarazioni sono state fatte durante il salone dell’auto di Parigi, un’importante vetrina per l’industria automobilistica. Nel marzo 2023, l’Unione Europea ha approvato una legge che prevede che tutti i nuovi veicoli prodotti dal 2035 dovranno avere zero emissioni di CO2, vietando di fatto la produzione di auto diesel e a benzina. L’obiettivo intermedio è una riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2021. Tuttavia, case automobilistiche come BMW, Volkswagen e Renault, insieme al governo italiano, hanno chiesto una revisione degli obiettivi, temendo che il passaggio forzato verso l’elettrico possa avere un impatto negativo sulle vendite e comportare sanzioni pesanti. Nonostante queste pressioni, la Germania ha respinto ogni tentativo di revisione anticipata della normativa, sottolineando l’importanza di mantenere chiarezza per il settore e di affrontare con urgenza la crisi climatica. Anche il presidente dell’Associazione automobilistica francese (PFA), presente a Parigi, ha ribadito la necessità di discutere una revisione degli obiettivi di emissioni previsti per il 2026, pur senza chiedere l’abolizione del divieto del 2035. (Diogenenews 16/10/2024)


Protezione sociale: 2 miliardi di donne escluse, cresce il divario di genere

Diogenenews 16/10/2024: In vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà del 17 ottobre, UN Women ha pubblicato un rapporto che mette in luce il crescente divario di genere nella protezione sociale. Il documento evidenzia come circa due miliardi di donne e ragazze in tutto il mondo non abbiano accesso a forme di protezione sociale, un problema che ha visto peggiorare le disparità di genere in molte regioni in via di sviluppo. Nonostante alcuni progressi dal 2015, la copertura della protezione sociale ha continuato ad avvantaggiare principalmente gli uomini, ostacolando i progressi verso l’Obiettivo di sviluppo sostenibile 5 (SDG 5), che mira a raggiungere la parità di genere. Questa tendenza mette a rischio il benessere delle donne e delle ragazze, che risultano sovrarappresentate tra i poveri in ogni fase della vita, con disparità particolarmente acute durante gli anni fertili. Secondo il rapporto, le donne tra i 25 e i 34 anni hanno una probabilità del 25% superiore rispetto agli uomini della stessa fascia d’età di vivere in condizioni di povertà estrema. A peggiorare questa situazione, conflitti e cambiamenti climatici colpiscono in modo sproporzionato le donne in contesti fragili, aumentando il rischio di povertà estrema di 7,7 volte rispetto a quelle che vivono in aree più stabili. La recente inflazione globale, che ha fatto salire i prezzi di beni di prima necessità come cibo ed energia, ha colpito duramente le donne, ma solo il 18% delle misure di protezione sociale adottate dai governi di 171 paesi dopo il 2022 è stato rivolto specificamente alla sicurezza economica delle donne. Questo dimostra che i rischi legati al genere sono spesso trascurati nella risposta alle crisi. Il rapporto segnala anche il pessimo stato della tutela della maternità. Globalmente, oltre il 63% delle donne partorisce senza avere accesso ai benefici di maternità, con punte del 94% nell’Africa subsahariana. La mancanza di sostegno finanziario durante il congedo di maternità non solo aggrava le disuguaglianze economiche, ma mette a rischio la salute delle madri e dei loro figli, perpetuando cicli di povertà che si trasmettono di generazione in generazione. Tuttavia, alcuni paesi hanno adottato misure positive. In Mongolia, i benefici di maternità sono stati estesi ai lavoratori informali, come i pastori e i lavoratori autonomi, mentre in Senegal l’assicurazione sanitaria nazionale ha ampliato i servizi per rispondere meglio alle esigenze delle donne rurali, con il supporto di UN Women. Il rapporto sottolinea il potenziale trasformativo della protezione sociale per promuovere l’uguaglianza di genere e la resilienza, ma evidenzia la necessità di politiche più inclusive che tengano conto delle specificità di genere in tutte le fasi, dalla progettazione all’implementazione e finanziamento. (Diogenenews 16/10/2024)