Diogene – Agenzia 15/10/2024

Mezzogiorno d’Italia tra le aree UE più colpite dalla povertà: Calabria al 48,6%

Diogenenews 15/10/2024: Nel 2023, il Mezzogiorno d’Italia si è confermato tra le zone dell’Unione europea con il più elevato tasso di persone a rischio povertà o esclusione sociale, secondo l’ultimo rapporto di Eurostat sulle condizioni di vita in Europa, pubblicato nel 2024. La Calabria ha registrato il dato peggiore tra le regioni italiane, con una quota del 48,6%, superata solo dalla Guyana francese, territorio d’oltremare. Nello stesso periodo, in 19 regioni dell’UE, almeno il 35% della popolazione si trovava in situazioni di vulnerabilità economica o sociale. Tali regioni si concentrano principalmente in Bulgaria, Grecia sud-occidentale, Spagna meridionale, aree periferiche della Francia, oltre che nel Sud Italia e in Romania orientale e meridionale. In Italia, dopo la Calabria, i tassi più alti si sono registrati in Campania (44,4%) e Sicilia (41,4%), seguiti, a distanza, da Sardegna (32,9%), Puglia (32,2%) e Abruzzo (28,6%). Al contrario, in cinque regioni europee, meno del 10% della popolazione era a rischio. Tra queste, due si trovano nel Nord Italia: l’Emilia Romagna, con il 7,4%, e la provincia autonoma di Bolzano, con il 5,8%. (Diogenenews 15/10/2024)


Povertà in aumento e disuguaglianze territoriali: il rapporto Cnel 2024 fotografa l’Italia tra criticità e segnali di ripresa

Diogenenews 15/10/2024: Nel 2023, il numero di famiglie italiane in condizioni di povertà assoluta ha registrato un aumento, passando dal 6,2% del 2014 all’8,5%. Le famiglie più numerose e i nuclei di stranieri sono stati i più colpiti, con percentuali rispettivamente del 20,3% e del 35,6%. L’introduzione del Reddito di cittadinanza aveva temporaneamente ridotto la povertà nel 2019, ma l’effetto è stato annullato dalle restrizioni della pandemia e dall’aumento dell’inflazione. Questi dati emergono dalla Relazione sui servizi pubblici 2024 del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel), che descrive una situazione nazionale fatta di progressi e criticità, con una particolare attenzione al sistema sanitario. Sebbene la spesa pubblica per la sanità sia in crescita dal 2020, resta tra le più basse in Europa (75,6% del totale), mentre la spesa privata dei cittadini ha raggiunto i 40,2 miliardi di euro. L’accesso ai servizi sanitari è reso difficile da lunghe liste di attesa, che hanno portato il 7,6% della popolazione a rinunciare a cure necessarie e l’1,6% delle famiglie ad impoverirsi a causa di problemi di salute. Persistono le differenze territoriali in Italia, con il Sud e le aree periferiche che soffrono maggiormente per la scarsità di risorse nei settori della polizia locale, dell’istruzione e dei servizi sociali. In sanità, la carenza di medici di famiglia è più acuta nel Nord, con 59,9 medici per 100 mila abitanti, rispetto ai 63,9 del Centro e ai 72,0 del Sud. Nel settore dei trasporti, l’infrastruttura è insufficiente: la rete metropolitana è presente solo in sette città italiane e ha un’estensione minore rispetto alla sola Madrid. Il Cnel sottolinea la necessità di ampliare la rete e migliorare il sistema di mobilità per facilitare spostamenti rapidi e sostenibili. Attualmente, il 66,3% degli spostamenti giornalieri avviene in automobile, con solo il 7,4% realizzato tramite mezzi pubblici. Non mancano, tuttavia, segnali positivi nel campo delle energie rinnovabili e dell’economia circolare. Nel 2023, il 36,8% della domanda elettrica nazionale è stato soddisfatto da fonti rinnovabili, mentre la raccolta differenziata ha raggiunto il 65,4%, con una produzione di rifiuti pari a 506 kg per abitante. (Diogenenews 15/10/2024)


Elezioni in Mozambico: il FRELIMO in calo tra corruzione e crisi economica, cresce l’opposizione

Diogenenews 15/10/2024: Le elezioni in Mozambico del 9 ottobre si sono svolte in un contesto segnato da corruzione, violenza, accuse di frode e povertà. I cittadini sono stati chiamati a eleggere il Presidente della Repubblica, i deputati all’Assemblea nazionale e alle assemblee provinciali, oltre ai rispettivi governatori. Secondo i primi risultati diffusi dall’agenzia di stampa mozambicana AIM, il partito Frente de Libertação de Moçambique (FRELIMO) e il suo candidato Daniel Chapo sembrano aver ottenuto una riconferma, seppur con una presa meno solida rispetto al passato. Daniel Chapo, 47 anni, ex-governatore della provincia di Inhambane e figura di spicco nell’amministrazione pubblica, è il candidato di FRELIMO, partito che ha dominato la scena politica mozambicana dal 1975. Tuttavia, la performance elettorale del partito non avrebbe raggiunto i livelli del 2019, quando aveva ottenuto il 73% dei voti e la maggioranza dei seggi parlamentari, segno di una diminuzione del suo controllo sullo Stato. Il calo del FRELIMO è attribuito anche alla crescita del candidato indipendente Venâncio Mondlane, sostenuto dai partiti PODEMOS e Revolução Democrática, che ha ottenuto un risultato rilevante. Ex membro di FRELIMO, Mondlane ha visto crescere il suo sostegno grazie alla sua determinazione e a una campagna combattuta, guadagnando terreno su un’opposizione tradizionale come quella di RENAMO, il principale partito rivale, che ha subito una pesante battuta d’arresto. In parallelo, i risultati elettorali hanno messo in evidenza l’urgenza di affrontare il problema della corruzione, tema centrale nelle campagne elettorali a causa dello scandalo dei “debiti occulti” che ha danneggiato gravemente le finanze pubbliche e la stabilità economica del Mozambico. Questo scandalo, scoppiato nel 2016, ha coinvolto alti funzionari statali e ha causato la sospensione degli aiuti internazionali, portando a un aumento della povertà nel paese. Le proiezioni elettorali indicano un calo di fiducia verso i partiti tradizionali, con un aumento delle tensioni e delle incertezze sul futuro politico del Mozambico. (Diogenenews 15/10/2024)


Francia: via libera ai “gilet gialli” nelle elezioni sindacali: scontro legale in corso potrebbe ritardare il voto”

Diogenenews 15/10/2024: Il movimento dei “gilet gialli” non è riuscito a trasformarsi in una forza politica strutturata, ma ora si apre un nuovo fronte: la possibilità di influenzare il panorama sindacale. La questione si è sviluppata intorno al conflitto legale tra le cinque principali confederazioni sindacali francesi (CGT, CFDT, FO, CFE-CGC e CFTC) e il Ministero del Lavoro, riguardo alla partecipazione del sindacato dei “gilet gialli” alle prossime elezioni rappresentative nelle piccole imprese. L’impasse giuridica ha raggiunto un punto cruciale con una sentenza che consente al sindacato dei “gilet gialli” di partecipare al voto online, previsto tra il 25 novembre e il 9 dicembre. Il tribunale di Parigi ha stabilito che il sindacato dei “gilet gialli” ha diritto a concorrere nelle elezioni, che si differenziano dalle normali elezioni professionali poiché il voto è espresso per sigla sindacale e non per nomi individuali. Questa decisione rappresenta un colpo di scena nella controversia, considerando che, solo a maggio, la stessa corte aveva escluso la partecipazione dei “gilet gialli” al voto per le imprese con meno di 10 dipendenti, coinvolgendo circa 5 milioni di elettori. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha ribaltato quella decisione a luglio, riaprendo la questione. Le conseguenze della sentenza potrebbero essere significative, ma occorrerà attendere ulteriori sviluppi. Se una delle confederazioni sindacali decidesse di fare appello, il voto potrebbe essere posticipato di diverse settimane, come accaduto nel 2016, quando le elezioni furono rinviate dal 30 dicembre al 13 gennaio 2017 a causa di un’azione legale simile. (Diogenenews 15/10/2024)


Praga vieta i tour notturni dei bar: stretta per tutelare residenti e promuovere un turismo più sostenibile

Diogenenews 15/10/2024: Le autorità di Praga hanno deciso di porre fine ai tour notturni dei bar, un’attività popolare tra i turisti, soprattutto britannici. La misura, adottata lunedì dal consiglio comunale, mira a ridurre gli eccessi che disturbano i residenti della capitale ceca. A partire da ora, non sarà più possibile organizzare visite guidate tra le 22 e le 6 del mattino. L’iniziativa, annunciata dal vicesindaco di Praga, Zdenek Hrib, punta a promuovere un turismo di qualità, attirando visitatori più interessati alla cultura che al consumo eccessivo di alcol. Jiri Pospisil, un altro membro del consiglio comunale, ha dichiarato che Praga mira a ospitare un tipo di turista “più colto e più ricco” rispetto a chi visita la città per brevi soggiorni dedicati al divertimento sfrenato. L’Associazione ceca degli alberghi e dei ristoranti ha accolto positivamente la decisione, con il direttore Vaclav Starek che ha sottolineato come la misura non influenzerà negativamente le vendite del settore. Secondo Starek, il problema risiedeva nei tour organizzati che si svolgevano ogni sera, causando disagio sia ai residenti locali che agli altri turisti. Praga, con i suoi 1,3 milioni di abitanti, è da tempo una meta ambita per addii al celibato e serate nei numerosi bar che offrono birra a prezzi molto competitivi. La reputazione della birra ceca è ben consolidata, con il consumo pro capite che ha raggiunto i 128 litri nel 2023, un dato record a livello mondiale, secondo l’Ufficio statistico ceco. Tuttavia, il consumo di birra ha registrato un leggero calo dopo la pandemia. Nei pub del centro storico, alcuni dei quali fanno parte del patrimonio mondiale dell’UNESCO, la birra spesso costa meno dell’acqua, con il prezzo della famosa birra di Plzen che si aggira intorno ai tre euro. (Diogenenews 15/10/2024)


Il Marocco è diventato il primo investitore africano in Francia

Diogenenews 15/10/2024: Le relazioni economiche tra Marocco e Francia si sono intensificate negli ultimi anni, con un focus crescente sugli investimenti marocchini in territorio francese. Nel 2022, il Marocco è diventato uno dei principali attori africani nel panorama degli investimenti esteri in Francia, superando altri paesi come gli Emirati Arabi Uniti e il Sudafrica. Questa crescita non si limita a semplici trasferimenti di capitali, ma ha portato alla creazione di nuovi posti di lavoro e a iniziative industriali strategiche. Dal 2007, con l’apertura del conto capitale da parte dell’Ufficio dei cambi, le imprese marocchine hanno accelerato i loro investimenti all’estero. Nel 2023, gli investimenti diretti marocchini hanno raggiunto il record di 25,6 miliardi di dirham, con la Francia che ha ricevuto quasi il 60% di questi fondi. Questo flusso di capitali ha favorito una maggiore collaborazione economica, con l’inserimento del Marocco tra i principali investitori in Francia. Il contributo degli investimenti marocchini è particolarmente significativo in termini di occupazione. Nel 2022, le aziende marocchine sono state protagoniste della creazione di nuovi posti di lavoro in Francia, con un aumento del 160% rispetto all’anno precedente. Questi investimenti si concentrano principalmente sull’industria, che rappresenta oltre il 70% degli investimenti marocchini in Francia. Settori come l’aeronautica, l’automotive e le energie rinnovabili sono tra i più rilevanti. Il settore bancario marocchino sta anch’esso rafforzando la sua presenza in Francia, con investimenti superiori a 1,67 miliardi di dirham nel 2022. Le grandi banche, come Attijariwafa, svolgono un ruolo fondamentale nel supportare le aziende marocchine che desiderano espandersi in Europa. Gli investimenti marocchini in Francia non rappresentano solo un’opportunità economica, ma rafforzano anche i legami bilaterali tra i due Paesi. Con il sostegno di istituzioni come l’Agenzia francese per lo sviluppo e BPI France, questi investimenti contribuiscono a una cooperazione sempre più solida e a una maggiore integrazione economica tra Marocco e Francia. (Diogenenews 15/10/2024)


Google acquisterà energia nucleare da piccoli reattori

Diogenenews 15/10/2024: Google ha siglato un accordo con la start-up statunitense Kairos Power per l’acquisto di energia nucleare prodotta da piccoli reattori modulari di nuova generazione, noti come SMR (small modular reactor). Il colosso tecnologico ha annunciato lunedì che il primo reattore SMR di Kairos sarà operativo entro il 2030, con un ulteriore aumento della capacità previsto fino al 2035, per soddisfare la crescente domanda energetica dei suoi data center. L’ammontare della transazione non è stato reso noto. Il cloud computing e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa hanno significativamente incrementato il fabbisogno di energia di grandi aziende come Google, Microsoft e Amazon, spingendole a siglare accordi con fornitori di energia, inclusa quella nucleare. Anche Microsoft ha recentemente stretto un accordo con Constellation Energy per riavviare un reattore della centrale di Three Mile Island in Pennsylvania, chiuso dal 1979 in seguito a un grave incidente. I reattori SMR, come il Kairos FHR, sono ancora in fase di sviluppo e nessuno è ancora operativo negli Stati Uniti, ma si prevede che saranno più economici rispetto alle centrali nucleari tradizionali grazie alla possibilità di produrli in serie. Kairos ha ottenuto l’approvazione della Nuclear Regulatory Commission per la costruzione del suo primo reattore sperimentale, avviata nel luglio 2023 a Oak Ridge, Tennessee, con l’obiettivo di renderlo operativo entro il 2027. (Diogenenews 15/10/2024)


La Commissione Ue annuncia una nuova legge sul rimpatrio dei migranti illegali

Diogenenews 15/10/2024: Il processo di rimpatrio dei migranti irregolari all’interno dell’Unione Europea potrebbe presto diventare più efficiente, come ha annunciato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. In una comunicazione inviata ai 27 Stati membri e riportata dall’agenzia AFP, la Commissione ha in programma di presentare una proposta di legge che mira a semplificare il rimpatrio dei migranti. La nuova normativa includerà specifici obblighi di cooperazione per facilitare i rimpatri e migliorare il coordinamento tra gli Stati membri. Von der Leyen ha sottolineato l’importanza di introdurre un quadro giuridico rinnovato per rafforzare la capacità dell’UE di agire in modo più efficace, costruendo fiducia e armonizzazione tra i Paesi. L’obiettivo è assicurare che le decisioni di rimpatrio prese da uno Stato siano riconosciute e rispettate anche dagli altri, prevenendo situazioni in cui i migranti sfruttino le discrepanze normative tra i vari Paesi per evitare il ritorno nel loro paese d’origine. Parallelamente, la riforma del sistema comune di asilo dell’UE (GEAS), che è stata faticosamente approvata dagli Stati membri nella primavera del 2023, dovrebbe entrare in vigore nel 2026. Questa riforma prevede norme più severe sull’espulsione e introduce, tra l’altro, procedure di asilo più rapide direttamente alle frontiere esterne dell’Unione. Tuttavia, alcuni Stati membri, come Paesi Bassi e Ungheria, hanno espresso il desiderio di essere esentati dalle norme comuni, il che richiederebbe una modifica dei trattati UE, approvata da tutti i Paesi membri. In Germania, la ministra dell’Interno, Nancy Faeser, ha annunciato che alcune parti della riforma potrebbero essere applicate in anticipo, per accelerare le procedure di asilo. Tuttavia, alcuni esperti hanno sollevato preoccupazioni riguardo al rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto nel contesto di queste nuove norme. (Diogenenews 15/10/2024)


Crisi economica in Germania: previsti oltre 22.000 fallimenti aziendali nel 2025, in aumento del 25%

Diogenenews 15/10/2024: La crisi economica in Germania sta determinando un aumento significativo dei fallimenti aziendali, con una crescita del 25% prevista per l’anno in corso, secondo uno studio di Allianz Trade reso disponibile martedì all’agenzia Reuters. Si stima che il numero delle insolvenze raggiungerà circa 22.200 entro la fine dell’anno, superando le previsioni di settembre che indicavano un aumento del 21%, pari a circa 21.500 fallimenti. Anche per il 2025, le previsioni sono state riviste al rialzo, con un incremento atteso del 4%, portando il totale a 23.000 fallimenti. Secondo Milo Bogaerts, responsabile di Allianz Trade per Germania, Austria e Svizzera, la debolezza economica persistente in Europa, e in particolare in Germania, sta mettendo a dura prova le aziende locali. Le imprese tedesche, specialmente quelle più esposte ai mercati internazionali, stanno affrontando difficoltà legate al calo della domanda, all’aumento dei salari, alla riduzione della competitività e al rifinanziamento dei debiti contratti durante la pandemia. Le condizioni di finanziamento sono peggiorate, con costi di rifinanziamento più elevati e maggiori rischi di insolvenza, mettendo molte aziende in una posizione precaria. Tuttavia, nonostante queste difficoltà, Bogaerts ha sottolineato che molte imprese tedesche, soprattutto le piccole e medie imprese, restano solide e resilienti. Ha inoltre incoraggiato le aziende a investire nel futuro, puntando su una transizione verde, per posizionarsi meglio durante la ripresa economica, attesa nel 2026, quando si prevede un calo del 4% dei fallimenti aziendali. (Diogenenews 15/10/2024)


L’Australia annuncia piani per vietare le commissioni sulle carte di debito

Diogenenews 15/10/2024: L’Australia ha annunciato un piano per vietare le commissioni sulle carte di debito, che attualmente costano ai consumatori quasi 1 miliardo di dollari australiani all’anno, secondo la banca centrale del Paese. Il governo australiano, guidato dal primo ministro Anthony Albanese, ha dichiarato martedì che intende eliminare queste commissioni “ingiuste ed eccessive” a partire dal 2026, subordinatamente a una revisione del sistema di pagamenti con carta da parte della Reserve Bank of Australia (RBA). La misura, parte dell’iniziativa per ridurre il costo della vita, punta a offrire un vantaggio economico ai consumatori e a ridurre le spese delle piccole imprese. Il tesoriere Jim Chalmers ha sottolineato che la mossa garantirà costi più bassi sia per i cittadini che per le aziende, allineando l’Australia ad altre regioni come l’Unione Europea, che ha già vietato le commissioni sulle carte di debito nel 2018. Con l’accelerazione dei pagamenti digitali durante la pandemia di COVID-19, l’uso del contante è drasticamente diminuito, passando dal 32% al 16% delle transazioni tra il 2019 e il 2022, rendendo ancora più urgente la necessità di una riforma nel settore dei pagamenti. (Diogenenews 15/10/2024)