Dev’essere dura essere un Arnault nel 2025.
La rendita da dividendi si è “ridotta” da quasi un miliardo a 839,6 milioni di euro. Mancano all’appello circa 160 milioni, una cifra che per il cittadino medio suona come fantascienza, ma che per la famiglia più potente del lusso europeo equivale, forse, a una dieta forzata a base di caviale low-fat.
Ma niente paura: Bernard Arnault, 76 anni, e i suoi cinque figli possono comunque tirare avanti. Il gruppo di famiglia, con l’epicentro societario nella Financière Agache, ha chiuso l’anno con 2,6 miliardi di utile netto. Di questi, meno della metà è stata distribuita: il resto è stato amorevolmente accantonato nelle riserve disponibili, che oggi ammontano a 18 miliardi di euro. Un salvadanaio niente male, che si somma a 3,2 miliardi di linee di credito pronte per ogni evenienza. Tipo… la ristrutturazione di una dimora rinascimentale a Milano.
Sì, perché uno dei progetti recenti del clan Arnault è proprio Casa Atellani, uno scrigno storico nel centro di Milano acquistato nel 2023 per oltre 60 milioni di euro. Un luogo carico di simbolismo: nel giardino c’è la famosa Vigna di Leonardo, donata a Da Vinci da Ludovico il Moro.

Ora che l’immobile è in ristrutturazione (spesi già 1,3 milioni solo in progettazione), ci si chiede: Bernard vuole davvero trasferirsi a Milano? C’è chi ipotizza motivi fiscali — lui ha già polemizzato col sistema francese — ma chi lo conosce bene lo esclude: “Un francese, e per di più Bernard Arnault, prendere residenza a Milano? Ma dai.”
Intanto, la famiglia mantiene il controllo sul colosso del lusso LVMH, tramite una partecipazione che vale il 49% del capitale e il 65% dei diritti di voto. LVMH ha perso il 30% del suo valore in un anno, ma resta una macchina da soldi che ha riversato 2,8 miliardi in dividendi sugli Arnault solo negli ultimi tre anni. Non proprio un momento da stringere la cinghia.
Nel frattempo, qualche grattacapo. L’azienda Loro Piana, parte del portafoglio del gruppo, è finita sotto amministrazione giudiziaria (per sospetti casi di caporalato tra i fornitori), ma nel consiglio di amministrazione restano saldi i figli Frédéric e Antoine. Famiglia unita, affari inclusi.
Quindi sì, il 2025 non sarà il loro anno migliore. Sono scesi al settimo posto nella classifica Forbes dopo aver toccato il vertice nel 2024. Ma con 146 miliardi di patrimonio stimato e 18 miliardi di liquidità a disposizione, è difficile preoccuparsi davvero. Magari dovranno rinunciare a un jet di cortesia o posticipare l’apertura dell’ennesima suite in Place Vendôme, ma in fondo… chi non fa sacrifici di questi tempi?



