Le tavole degli italiani apparecchiate … dal Banco Alimentare

di Graziamaria Baracchi

Nella scienza porsi le domande giuste è tutto per non distorcere l’informazione quindi “Chi intende fare gli interessi dell’Italia?”

Nel nostro paese, ma non solo, sono in aumento le persone a rischio di povertà alimentare. Parliamo di una forte riduzione della capacità di spesa alimentare pro-capite. Il cibo è un patrimonio sociale, una risorsa primaria dal valore monetario sempre più in aumento.

L’informazione in questo periodo di propaganda elettorale viene spesso distorta ed i numeri riferiti ai reali aumenti di beni e servizi sono inaffidabili sia da una parte che dall’altra.
La stampa ha commentato, con le tecniche della comunicazione, sminuendo il problema di quanto sta veramente avvenendo, per creare consensi.

Lo strumento statistico Istat riporta questi nuovi aumenti rispetto al 2021 nel “paniere” su base mensile: alimentari +6,7% , energia elettrica + 20,5%, gas +22,8%, che stanno riducendo fortemente il potere d’acquisto degli stipendi attuali. L’elenco di persone che presto dovranno scegliere se mangiare o riscaldarsi si allunga, mentre la situazione diviene inquietante nel caso di famiglie numerose.

Le cause sono presto dette: le conseguenze pre e post pandemia Covid, la guerra in corso in Ucraina, i movimenti d’immigrazione, la chiusura di quelle attività a conduzione familiare che rappresentano la struttura portante della nostra economia ( piccole imprese, ristoranti, bar…).

Come in un clima da stadio le persone esultano per i “bonus” veterinario, gas, scuola, bicicletta elettrica ecc.. dimenticandosi che questi bonus non saranno per tutti ed inoltre stiamo percorrendo una strada di piccole elargizioni, ma non di soluzioni concrete e certamente non definitive, che non condividiamo ma accettiamo.

Una condivisione sempre più discriminante e conflittuale in particolar modo per il sopraggiungere di siccità, carestia e una situazione di grande tensione nella vicina Tripoli. Aspettiamoci un inverno molto duro.

Quindi: “Chi intende fare gli interessi degli Italiani?”

Il gesto più partecipativo degli Italiani è donare una parte della propria spesa a chi non può fare la spesa nella giornata nazionale della colletta alimentare. Il promotore di questo evento è la Fondazione del Banco Alimentare, un’impresa sociale nata su una precedente esperienza in Spagna già dal 1989 dalla “Fundacio Banc dels Aliments”.

L’attività principale del Banco è quella d’intercettare le eccedenze alimentari per una ridistribuzione. Oggi, questi alimenti sia freschi che surgelati, vengono stoccati nei magazzini dislocati in tutta la penisola per una riassegnazione alle Organizzazioni del territorio Italiano che dal 2023 dovranno sostenere le tavole degli Italiani.

C’è inoltre da considerare altresì la realtà del cibo nel circuito commerciale; per una serie di ragioni di mercato l’alimento prevede la perdita di valore (pezzature per la frutta troppo piccole o troppo grosse o forme non perfette, la prossimità di scadenza) e quindi lo scarto del prodotto anche se dal punto di vista igienico sanitario è ancora ottimo.

Tra le politiche dell’Unione Europea è incluso altresì il finanziamento alla Fondazione attraverso il Fondo Sociale Europeo ( FSE Plus). In questo fondo di coesione sociale, della durata di sette anni, sono stati programmati 8 obiettivi, tra i quali quello di “ridurre di almeno 15 milioni il numero di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale “; attualmente il settennato è quello 2021- 2027 dove le risorse impegnate si aggirano intorno agli 88 miliardi di euro.

Il Regolamento del FSE Plus stabilisce il percorso e le strategie affidando i compiti alle Regioni degli Stati Membri. Una fonte di approvvigionamento di enorme importanza del Banco sono le industrie alimentari. E’ proprio da queste che fin dall’inizio della sua attività ha cominciato a ricevere le prime donazione di prodotti e l’adesione a partecipare è andata sempre più crescendo (difetti di confezionamento, campionatura, stagionalità ecc..).

Il rischio alimentare ha ormai toccato il cuore dell’Europa e tocca tutti ma non ci sarà mai lotta alla fame senza pace anche con una logica di condivisione.

Circa la Dignità dell’Uomo, nel 2023 resta un concetto da reinterpretare.

Graziamaria Baracchi