Il lavoro come promessa, la burocrazia come trappola. È la nuova frontiera della tratta che emerge dal Dossier Statistico Immigrazione 2025 di IDOS: i decreti flussi, nati per regolare l’ingresso legale dei lavoratori stranieri, stanno diventando uno dei canali principali dello sfruttamento.
Il meccanismo è sempre lo stesso: intermediari senza scrupoli che, dietro pagamento, avviano le pratiche per il nulla osta e il visto, accompagnano il migrante fino alla soglia dell’Italia — e poi spariscono, insieme ai datori di lavoro fantasma.
Nel solo secondo semestre del 2024, 139 persone provenienti da Tunisia, Marocco, India ed Egitto sono rimaste senza impiego e senza tutela. Una cifra che rappresenta solo la parte emersa di un fenomeno più ampio e strutturale.
Dalla prostituzione allo sfruttamento lavorativo
Secondo la relazione 2024 del Numero Verde nazionale Antitratta (800 290 290), attivo dal 2000, il volto della tratta in Italia è cambiato: cala la componente legata alla prostituzione, cresce quella dello sfruttamento lavorativo, oggi al 38,2% delle prese in carico.

Le donne coinvolte sono diminuite del 9,8%, i minori del 63,6%, mentre gli uomini adulti sono raddoppiati. In undici anni, lo sfruttamento sessuale è sceso dal 50% al 24%, segno che la schiavitù moderna ha cambiato linguaggio e luogo: non più i marciapiedi, ma i campi, i cantieri, le cucine.
Il 2024, spiega IDOS, è stato “l’anno degli inganni”. Inganni che si consumano tra uffici, moduli e decreti, dove il confine tra legalità e raggiro è ormai sottile. Il canale ufficiale dell’immigrazione — quello che dovrebbe proteggere — diventa così una scorciatoia per il nuovo caporalato.
Un sistema che alimenta sé stesso
I decreti flussi, concepiti come strumento di incontro tra domanda e offerta di lavoro, si sono trasformati in un labirinto burocratico che favorisce proprio ciò che volevano combattere: l’irregolarità.
Tempi dilatati, carenza di controlli, un sistema informatico fragile e la scarsa trasparenza delle pratiche creano terreno fertile per intermediari e truffatori. È lo Stato che apre la porta, e sono i poveri a cadere dentro.
Il 4 novembre la presentazione del Dossier
La denuncia sarà al centro della presentazione nazionale del Dossier Statistico Immigrazione 2025, il 4 novembre al Nuovo Teatro Orione di Roma, con interventi di Francesca Nicodemi, avvocata esperta di tratta, Valeria Taurino (SOS Mediterranee Italia) e Karem Rohana, blogger e attivista italo-palestinese.
A introdurre i lavori il sociologo Paolo De Nardis, presidente dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”; a concludere Alessandra Trotta, moderatora della Tavola Valdese. Modera Claudio Paravati, direttore di Confronti.
Il Dossier sarà presentato in contemporanea in tutte le regioni italiane, con diretta streaming sul canale YouTube di IDOS.
La povertà come occasione di profitto
La storia si ripete: ogni volta che un migrante paga per un diritto, qualcuno incassa per una menzogna. E non c’è bisogno di chiamarlo schiavo: basta leggerlo in un modulo. La tratta oggi non ha catene, ma contratti che non esistono e promesse firmate in ambasciata.
E come ogni forma di povertà, anche questa serve a qualcuno.



