Ogni anno, a fine ottobre, Halloween mette in moto un’economia stagionale che in Italia va ben oltre la “zucca” al centro delle vetrine. La filiera agricola, misurata da Coldiretti, vale nel 2025 più di trenta milioni di euro e poggia su un raccolto che sfiora le quarantamila tonnellate: un dato che racconta l’impatto dal campo alla tavola, dall’ortofrutta alla ristorazione che cavalca ricette e menu tematici.
Ma questa è solo la superficie. Negli ultimi anni la “notte delle streghe” si è trasformata in un vero appuntamento commerciale: Confesercenti e Ipsos stimavano nel 2024 un giro d’affari sopra i trecento milioni e una partecipazione del 64% delle famiglie, con gli acquisti che si concentrano tra supermercati, centri commerciali e online.
La spesa si distribuisce su costumi e accessori, make-up e acconciature, decorazioni domestiche, dolciumi e snack, feste private e serate nei locali; a questi si aggiunge la voce, sempre più rilevante, delle “esperienze”: parchi divertimento, castelli e borghi tematizzati, che ogni autunno allungano le stagioni con format dedicati, da Gardaland a Cinecittà World, fino a una miriade di eventi locali.
Quest’anno, complice l’inflazione residua su materie prime e filiere tessili, si segnalano rincari su maschere e costumi, ma l’offerta non arretra e la domanda resta vivace, spingendo retailer e piattaforme a moltiplicare capsule e promozioni.
Anche il mondo del dolce intercetta il picco: il mercato del cioccolato vale in Italia 1,7 miliardi annui e Halloween — pur non essendo la principale ricorrenza — si ritaglia uno spazio crescente nelle strategie promozionali d’autunno.
Se la “zucca economy” dà il colore arancione alla stagione, è l’insieme di consumi diffusi — dalla dispensa al travestimento, dalla casa al tempo libero — a spiegare perché Halloween sia diventato, anche da noi, un piccolo ma ormai stabile motore dell’economia esperienziale.



