Se ad agosto la crescita europea dell’inflazione è arrivata al 10% di media, il prezzo del pane nello stesso mese è cresciuto del 8%, dice Eurostat. Gli aumenti non sono omogenei in Europa. In Ungheria il prezzo del pane nel mese di agosto è cresciuto del 66%, in Lituania del 33%, in Estonia e Slovacchia del 32%.
Per gli italiani il costo del pane è aumentato del 13,5%. I francesi possono comprare le baghette con l’aumento meno consistente, cioè “solo” l’8,2% in più. In Svizzera a sorpresa l’aumento del prezzo del pane è stato invece del 3,9%, il meno consistente tra tutti i Paesi del continente.
Eurostat spiega che l’aumento è dovuto in particolare all’invasione russa dell’Ucraina, dato che la Russia e l’Ucraina sono stati i maggiori esportatori di cereali, frumento, mais, semi oleosi e fertilizzanti”. Infatti a crescere è stato anche il prezzo di oli e grassi alimentari.
La guerra non è però l’unica causa. Allagamenti, siccità e incendi hanno portato alla distruzione di parti considerevoli del raccolto mondiale. C’è poi l’impennata dei prezzi di molte materie prime, chesi è sviluppata dalla crescita della domanda dopo l’uscita dalle fasi più acute della crisi pandemica.
Coldiretti spiega che gli aumenti avvengono proprio nel momento in cui nelle campagne italiane si registrano speculazioni sul prezzo del grano con forti e ingiustificati cali dei compensi riconosciuti agli agricoltori rispetto all’andamento delle Borse Merci.
L’Italia è dipendente dalle importazioni straniere per il 64% del frumento tenero che serve per pane, biscotti, dolci e del 47% del granturco per l’alimentazione delle stalle. Secondo Coldiretti per ogni euro speso dai consumatori in prodotti alimentari agli agricoltori vanno 15 centesimi.
Se si considerano i soli prodotti trasformati la remunerazione nelle campagne scende addirittura ad appena 6 centesimi e il pane è uno degli esempi più significativi. Speculazioni e distorsioni all’interno delle filiere impoveriscono le tasche dei cittadini e danneggiano gli agricoltori.


