Il 10 ottobre l’Istat ha diffuso i dati relativi all’edilizia ovvero delle autorizzazioni alle costruzioni su base trimestrale. Secondo l’Istat il numero delle autorizzazioni alla realizzazione di abitazioni nel secondo trimestre del 2025 è cresciuto dell’1,5%, mentre l’edilizia non residenziale è cresciuta del +13,6%.
Nel secondo trimestre 2025, quindi, sulla base delle autorizzazioni riguardanti il comparto residenziale, Istat stima una crescita congiunturale sia del numero di abitazioni (+1,5%), sia della superficie utile abitabile (+2,1%), al netto dei fattori stagionali.
L’Istar rileva come sia l’edilizia non residenziale che registra un notevole aumento (+13,6%) rispetto al trimestre precedente.
Nel solo secondo trimestre dell’anno, la stima del numero di abitazioni dei nuovi fabbricati residenziali autorizzati, è pari a 12.460 unità immobiliari. Mentre la superficie utile abitabile, è di circa 1,10 milioni di metri quadrati.
Quella non residenziale si attesta a circa 2,59 milioni di metri quadrati.
Istat rileva come nel secondo trimestre 2025, il settore residenziale mostra un calo, rispetto al secondo trimestre 2024, sia del numero di abitazioni dove si registra un -7,3%, sia della superficie utile abitabile con -1,6%.
La superficie dei fabbricati non residenziali diminuisce del 3,8% confrontata con lo stesso periodo del 2024.
Tuttavia Istat segnala come nel secondo trimestre del 2025, tutti i settori dell’edilizia registrano una crescita congiunturale, interrompendo la dinamica negativa dei trimestri precedenti. Un incremento più’ contenuto per il settore residenziale, mentre risulta più marcato per quello non residenziale.
A livello tendenziale, nel secondo trimestre 2025, Istat registra flessioni per entrambi i comparti, residenziale e non, seppure in attenuazione rispetto al trimestre precedente.
Da notare come tra il 2024 e il secondo semestre 2025 è stata autorizzata la realizzazione di abitazioni per un totale 80.883 unità immobiliari, corrispondenti a 6.894.144 metri quadri.

Si tratta di dati interessanti perché segnalano come in Italia si continua a realizzare residenziale, questo mentre la stessa Istat dichiara la presenza di milioni di abitazioni sfitte. Purtroppo Istat non specifica se le autorizzazioni alle costruzioni riguardano privati, e in quale percentuale, o amministrazioni pubbliche e in che percentuale.
Azzardo che queste autorizzazioni a costruire, che sono comunque consumo di suolo, siano richieste da privati, tenuto conto che l’edilizia residenziale pubblica è al lumicino.
Si continua ad autorizzare la realizzazione di abitazioni che non hanno alcun rapporto con il fabbisogno.
Si assiste, quindi, a parlare a sproposito di disagio abitativo e di mancanza di case ma non si rileva che la questione centrale deriva dalle possibilità economiche che hanno le persone per prendere in locazione o acquistare alloggi.
Infatti non è che manchino le abitazioni in Italia anzi come sopra rilevato sono milioni quelle inutilizzate, chi ha capacità economica non ha difficoltà ad affittare o acquistare.
La vera questione è che quelle che mancano sono le abitazioni sostenibili quelle destinate a famiglie povere o che hanno redditi precari o che pur lavorando non riescono a stare nel mercato immobiliare.
Invece si continuano a costruire abitazioni, negli ultimi 18 mesi ne sono state autorizzate oltre 80.000, ma che non impattano sul fabbisogno così si sostiene la sola speculazione e le ricadute sui cittadini sono irrisorie.
Si continua a cementificare e contestualmente a gridare strumentalmente che servono case.
Così invece di cercare di riportare all’utilizzo almeno una parte di quei milioni di case sfitte esistenti, si autorizza la realizzazione di altri. Per chi? Non si sa.
Un tempo uno slogan diceva “Gli edili costruiscono una città che non potranno mai abitare”. Non è che oggi la realtà sia diversa.



