I conti non tornano e neanche i voti. Il centro sinistra o campo largo che dir si voglia ha perso nelle Marche e sembrerebbe che perderà in Calabria, ma staremo a vedere. Quello che da queste elezioni regionali emerge qualcosa che nei partiti di opposizione parlamentare non sembra avere peso.
Una premessa è doverosa. Quello che scriverò non ha nulla che vedere e non si pone alla base né come critica, né come alternativa alla questione palestinese. Per me è pacifico che le mobilitazioni devono proseguire, che emergano sempre di più le responsabilità di Israele dei suoi sodali in un genocidio che è aberrante.
Ma con la questione palestinese non si vincono le elezioni, casomai si unifica un comune sentire a sinistra che per fortuna con le atrocità in Palestina è emerso.
Pur davanti a manifestazioni importanti e partecipate, lo scorso 22 settembre allo sciopero generale promosso dai sindacati di base nel pubblico impiego, sotto certi aspetti un settore di lavoratori, che pur pervaso da precariato, sono garantiti, dicevo nel pubblico impiego su 1.836.391 lavoratori hanno scioperato in 149.810, circa il 9,30%. Una percentuale notevole se rapportata agli altri scioperi generali che in genere si collocano tra 1% e 5%.
Resta che il 90% dei lavoratori del pubblico impiego non ha scioperato, magari anche essendo solidali con il tema del genocidio o del riarmo, ma non al punto di scioperare.
Questo un primo punto di riflessione. Ne cito un altro.
Lo scorso 7 settembre con un post sulla mia pagina Facebook postavo un giudizio sul programma della coalizione a sostegno di Ricci e usavo questi termini:
“Manca, il programma sulla casa, completamente di una analisi del fabbisogno ovvero.
In assenza di un riferimento preciso le proposte unitarie risultano quindi carenti.
Si parla genericamente di revisione della legge regionale su edilizia pubblica perché “datata”, ma per fare che? Nulla si sa. Non si dice se si intende intervenire su affitti, su criteri di accesso, se si intende estendere l’edilizia pubblica al social housing.
Non si parla di finanziamenti e non si indicano risorse, si dice che si cercheranno risorse europee e nazionali (facendo finta di non sapere che Salvini se mette risorse sarà solo per social housing privato), ma quante risorse di suo mette la Regione non è dato da sapere.
Si parla positivamente di recuperare alloggi sfitti, credo Erp, ma non si dice né quanti sono, né quante risorse sono destinate a questi recuperi. Si prevede di attuare programmi di efficientamento energetico e acquisto immobili ma di risorse non si parla.
Si prevede di aprire le graduatorie anche a non residenti ma senza un chiaro impegno ad aumentare in maniera sostanziale gli alloggi residenziale pubblica e senza destinare risorse certe appare più un auspicio che un punto programmatico. Risulta a me quindi un programma insufficiente e non coraggioso. Voto per ora 4 e mezzo.”
Un programma siffatto, generico e senza alcun impegno preciso e verificabile, a chi parlava? Ovvio non rimpiango i programmi da 400 pagine ma si poteva anche scrivere: sulle politiche abitative vogliamo fare, e sottolineo fare e metterci queste risorse, questo, anche sinteticamente.

Stessa cosa per il Programma della coalizione a sostegno di Tridico al quale davo anche un voto peggiore di quello dato al programma di Ricci.
Eppure, tanto per dire a Macerata Il bando ERP 2024 ha registrato 276 domande di famiglie, di cui 268 ammesse. Un aumento del 30,8% rispetto al bando 2022, Ad Ascoli Piceno a luglio 2024 erano 327 le famiglie in graduatoria. Ad Ancona al 31 gennaio 2023 le famiglie in graduatoria erano 954. Esempi.
Nel solo 2024 nelle Marche sono state emesse 921 sentenze di sfratto, (+8,1% rispetto al 2023), sono state 1566 le richieste di esecuzione e 397 gli sfratti eseguiti con forza pubblica.
Delle 921 sentenze emesse nel solo 2024 quelle motivate per morosità sono state 752 (l’81%).
Ebbene del settore che conosco meglio il programma di Ricci non diceva nulla, neanche in materia di manutenzioni nelle case popolari o a sostegno nei caseggiati di case popolari per dare vita a comunità energetiche rinnovabili solidali per combattere il caro utenze, neanche nulla su impegni economici per, contrariamente a quanto fatto dal governo, erogare contributi affitto da parte della regione. Eppure, per esempio, solo ad Ascoli Piceno nel 2024 un totale di 305 famiglie hanno richiesto il contributo affitto.
Niente queste famiglie con sfratto, nelle graduatorie, nelle case popolari, richiedenti contributi affitto nelle Marche da Ricci completamente ignorate. Eppure è notorio come proprio tra i precari della casa si annida una fetta importante di astensionismo. Stiamo parlando nelle Marche di migliaia di famiglie.
D’altronde gli stessi sindacati inquilini tre giorni prima il voto sono stati costretti a diffondere un comunicato con il quale “denunciano l’assenza delle politiche abitative nei programmi per le regionali marchigiane. “Il diritto all’abitare appare marginale o del tutto assente nei programmi dei candidati, nonostante la crescente gravità della situazione”,
Ed ancora dichiaravano: “Durante l’ultima legislatura si è registrata “una quasi totale mancanza di iniziativa sul fronte della casa”, con l’unico intervento rappresentato dal mega piano di vendita di circa 9mila alloggi Erap sui 14mila totali regionali, che “ha dato risultati modesti e impoverito il patrimonio disponibile”.
I sindacati sottolineano una responsabilità “particolarmente grave”: la Regione non approva un Piano Casa triennale dal 2013-2016. “Da oltre dieci anni i cittadini marchigiani non dispongono di uno strumento fondamentale per garantire il diritto all’abitare”
I sindacati inquilini indicavano le gravi responsabilità della giunta regionale uscente. Questa poteva essere occasione per Ricci per dire qualcosa di concreto non oserei dire di sinistra. Invece silenzio come del resto silenzioso era il suo programma in materia di politiche abitative.
Di certo sul voto popolare dei precari della casa i conti non tornano e non sono, da qui, nemmeno tornati i voti. Io avevo dato 4 e mezzo al programma di Ricci gli elettori sono stati più severi di me.



