L’accordo commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti è stato firmato. La battaglia sui dazi si è chiusa con un’intesa che sa di resa: dazi fissi al 15% sulle esportazioni europee verso gli USA, nessuna esenzione per i settori strategici italiani, e una sostanziale cessione di sovranità economica in cambio di promesse vaghe e non vincolanti.
Una premier debole, un Paese sacrificato
Giorgia Meloni ha definito l’accordo “positivo” e “sostenibile”. Ma cosa c’è di positivo nel vedere la terza economia manifatturiera d’Europa messa in ginocchio da una politica commerciale imposta da Washington?
L’Italia non ha ottenuto nulla: né deroghe per le sue imprese, né compensazioni concrete, né un ruolo rilevante nei negoziati. La premier, che ama definirsi patriota, ha ceduto senza condizioni per non rompere con Bruxelles e senza disturbare gli equilibri atlantici.
I danni all’economia reale
L’impatto sull’Italia sarà durissimo: settori trainanti come l’agroalimentare, la moda, la farmaceutica e la meccanica subiranno contraccolpi pesanti. Decine di migliaia di posti di lavoro a rischio, intere filiere esposte a rincari e perdita di competitività.
Le stime già parlano di miliardi di euro in export bruciati. Il PIL cala, la produzione industriale frena, ma il governo esulta per aver “contenuto i danni”. È la celebrazione del fallimento.
Un’opposizione che non sa cosa fare
Di fronte a tutto questo, l’opposizione è rimasta a guardare. Ha emesso qualche comunicato, lanciato accuse generiche, ma non ha costruito nulla. Nessuna controproposta, nessuna mobilitazione, nessun tentativo di organizzare una pressione istituzionale o popolare.
In un momento in cui il governo è vulnerabile, l’opposizione dimostra ancora una volta la sua irrilevanza. Invece di cogliere l’occasione per smascherare l’ipocrisia sovranista, si è accontentata di agitare le braccia nel vuoto.
Gli Stati Uniti vincono. L’Italia paga.
Mentre Washington ottiene garanzie su energia, investimenti e accesso privilegiato ai mercati europei, l’Italia si allinea e si sacrifica. Nessuna voce fuori dal coro, nessuna battaglia vera. L’interesse nazionale viene svenduto in nome della stabilità e della fedeltà atlantica.
Italia senza difese
L’accordo con gli USA è il simbolo di un’Italia che non sa più difendere se stessa. Un governo che si piega per debolezza e un’opposizione che tace per incapacità. È questo il vero patto che si sta firmando: quello dell’insignificanza politica.



