Bonus ponte: misura urgente, ma serve riforma strutturale

Il bonus ponte varato dal Governo italiano è una risposta emergenziale per evitare che 360 mila famiglie rimangano senza sostegno economico a luglio 2025, a causa della sospensione dell’Assegno di Inclusione (Adi) dopo i primi 18 mesi di erogazione. Ma il provvedimento, pur necessario, è giudicato insufficiente dalle organizzazioni sociali: manca una visione strutturale per combattere la povertà crescente in Italia.

Un bonus per colmare il vuoto normativo
Il bonus ponte, approvato il 30 giugno 2025, consiste in un contributo straordinario di circa 500 euro destinato ai primi beneficiari dell’Adi, che altrimenti avrebbero affrontato un mese senza alcun sostegno. La misura, finanziata con 234 milioni di euro, copre la finestra temporale tra la scadenza dei primi 18 mesi di Adi e il rinnovo della domanda, richiesto dalla normativa.

Il bonus sarà accreditato automaticamente sulla Carta di Inclusione dei beneficiari aventi diritto, senza necessità di ulteriori domande, a patto che siano stati rispettati i requisiti Isee e le condizioni previste per l’Adi.

Le critiche: “Un tampone, non una cura”
Antonio Russo, portavoce di Alleanza contro la Povertà, ha definito il bonus ponte “l’ennesima misura tampone”, utile solo a tamponare temporaneamente una situazione di emergenza sociale, ma incapace di affrontare le cause profonde della povertà italiana. Russo ha ribadito la richiesta di eliminare definitivamente il mese di stop obbligatorio tra il primo e il secondo ciclo dell’Adi, considerato un assurdo burocratico che colpisce le famiglie più fragili.

Secondo Alleanza contro la Povertà, la platea dei beneficiari dei sussidi contro la povertà si è drasticamente ridotta con il passaggio dal Reddito di Cittadinanza all’Assegno di Inclusione, lasciando fuori una parte significativa della popolazione povera.

Un quadro sociale allarmante
L’Istat conferma che oltre 5,7 milioni di persone vivono in povertà assoluta, il dato più alto mai registrato in Italia. La crescita della povertà evidenzia l’urgenza di misure stabili, non episodiche. Alleanza contro la Povertà chiede di ripristinare il principio di “universalismo selettivo” e di varare un Piano straordinario di contrasto alla povertà che superi la logica dei bonus estemporanei.

Il bonus ponte evita il peggio nel breve termine, ma non basta. Senza un cambiamento radicale delle politiche sociali, l’Italia continuerà a rincorrere l’emergenza senza mai risolverla. La lotta alla povertà richiede coraggio politico, visione e politiche strutturali in grado di offrire un futuro dignitoso a milioni di cittadini.