Il cinque maggio di Puebla

Il cinque maggio, a molti questa data rammenta l’ode del Manzoni a Napoleone Bonaparte. A moltissimi la débâcle dell’Inter di Cuper castigata dalla Lazio di Poborsky, Simone Inzaghi e Zaccheroni. I due eventi nella loro accezione hanno un’intrinseco filo conduttore.

Per l’Inter che ha scelto come allenatori prima Zaccheroni e adesso S.Inzaghi. L’imperatore francese lo è in relazione per cittadinanza, parentela e titolo che suo nipote Napoleone III, assunse dopo un colpo di Stato.

Nel 1861 Napoleone III spedì le sue truppe in Messico, con l’intento di deporre il governo costituzionale instaurando una monarchia sostenitrice della Francia, per estendere il proprio dominio in America Latina.

Nel dicembre le milizie occuparono la città portuale di Veracruz, dando inizio alle ostilità. L’anno successivo a Puebla il Cinco de Mayo, che oggi viene ricordato in questi termini “El Día de la Batalla de Puebla”, l’esercito francese marciò verso Città del Messico ma proprio a Puebla dovette confrontarsi con la resistenza composta principalmente da indigeni armati con un equipaggiamento rudimentale, vincendo la differenza dovuta ai numeri,all’organizzazione ed equipaggiamento, incontrando una sconfitta inaspettata.

Pur capitolando nei giorni successivi e la liberazione dagli invasori avvenne nel 1867 con la vittoria repubblicana e la conseguente indipendenza del Paese, la data viene ricordata a simbolo dell’unità e dell’orgoglio messicano.

Il giorno Cinco de Mayo si celebra pure negli Stati Uniti, festività molto sentita dalla popolazione che esalta la democrazia e la libertà. Quell’autodeterminazione che Washington vieta ai discendenti degli Aztechi, Maya e Incas innalzando a Tijuana il “muro della vergogna”.

La settimana del Conclave, inizia oggi e si rimembra un ebreo convertito al cattolicesimo Sant’Angelo da Gerusalemme, morto martire in Sicilia. I martiri di oggi sono le donne e i bambini della striscia di Gaza che dal 7 ottobre 2023, dopo il pogrom di Hamas, Netanyahu con il mantello della giustizia con l’intento di occuparla, anche attraverso un genocidio, confermato dal gabinetto israeliano di questa notte che ha approvato all’unanimità il piano per espandere le operazioni militari nella Striscia di Gaza per invaderla completamente, dopo averla affamata. Il cinque oggi è un’ode all’odio.