Kenya: il traffico invisibile del contrabbando di formiche

Un tempo erano le zanne d’avorio. Poi le corna di rinoceronte, le scaglie di pangolino. Ora, nel mercato sommerso del traffico faunistico globale, è il turno delle formiche. E non formiche qualsiasi, ma le Messor cephalotes, formiche mietitrici giganti dell’Africa orientale, dal colore rosso vivo e dal valore commerciale sorprendente: fino a 175 sterline a esemplare.

La magistratura keniota ha fissato per il 7 maggio 2025 la sentenza nei confronti di quattro sospettati, tra cui due giovani belgi arrestati a Nakuru con 5.000 formiche vive, stipate in oltre duemila provette. L’accusa, supportata da una dichiarazione d’impatto del Kenya Wildlife Service (KWS), punta il dito su un traffico internazionale verso Europa, Asia e America. Un business silenzioso, ma redditizio.

I due diciannovenni, Lornoy David e Seppe Lodewijckx, hanno detto al giudice di “aver raccolto le formiche per divertimento” e di non sapere che fosse illegale. Apparsi scossi in aula, sono stati sostenuti dai familiari. Ma il KWS è chiaro: “Questo tipo di traffico compromette i diritti sovrani del Kenya sulla sua biodiversità e priva le comunità locali di risorse preziose, anche per la ricerca scientifica”.

Il caso è considerato emblematico di un cambiamento più ampio nelle rotte del traffico faunistico: non più solo elefanti e leoni, ma anche insetti, anfibi, piante rare. Specie spesso invisibili, ma ecologicamente cruciali.

By K.Gituma – Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=21640771

Le formiche sequestrate appartengono a una specie chiave per gli ecosistemi africani: scavano nel suolo, disperdono semi, regolano gli equilibri naturali. Trasportarle illegalmente in altri continenti significa sottrarle al loro habitat e rischiare danni ambientali gravi. Perché, come spiegano i funzionari del KWS, “non esiste un traffico innocuo quando si parla di equilibrio ecologico”.

Oltre ai due belgi, altri due uomini – un keniota e un cittadino vietnamita – sono stati arrestati a Nairobi, trovati con 400 formiche in piccoli contenitori nascosti negli appartamenti. Le autorità hanno stimato che l’intera operazione, tra i due casi, valesse oltre un milione di scellini, circa 7.700 dollari.

Le formiche erano destinate ai collezionisti europei e asiatici, sempre più affascinati dagli ecosistemi miniaturizzati. Un mercato grigio dove gli esemplari rari vengono allevati in teche climatizzate, venduti online o scambiati in gruppi privati. In questo mondo sommerso, un solo esemplare regina può valere come un bracciale d’oro.

Il verdetto del tribunale sarà pronunciato il 7 maggio alle 9:30. Ma la storia, in fondo, ha già detto tutto: anche il più piccolo degli animali può diventare vittima – o merce – di un traffico globale che non conosce limiti. Neppure quelli della logica.

Kenya ecosystem – by CIAT International Center for Tropical Agriculture is licensed under CC BY-NC-SA 2.0.