Bayer, condanna per 2,1 miliardi per l’erbicida Roundup

Un tribunale della Georgia ha ordinato alla multinazionale Bayer di risarcire con quasi 2,1 miliardi di dollari un uomo che ha sviluppato un linfoma non-Hodgkin, sostenendo che la malattia sia stata causata dall’uso prolungato dell’erbicida Roundup, prodotto da Monsanto, azienda acquisita da Bayer nel 2018.

La somma include 65 milioni di dollari in danni compensativi e ben 2 miliardi in danni punitivi, rendendo questo uno dei verdetti più pesanti mai emessi in casi legati all’erbicida.

La causa, intentata nel 2021, rientra in un lungo elenco di azioni legali avviate contro Monsanto negli ultimi anni. Secondo gli avvocati del querelante, le prove portate in aula avrebbero mostrato che l’azienda era a conoscenza da tempo dei potenziali rischi legati al glifosato, principio attivo del Roundup, ma avrebbe deliberatamente evitato di comunicarli al pubblico.

Il verdetto rappresenta la quarta vittoria consecutiva per lo studio legale coinvolto, che ha già ottenuto un risarcimento da 2,25 miliardi di dollari in un processo simile a Philadelphia nel gennaio 2024. E altre cause sono già in coda.

Bayer ha annunciato l’intenzione di fare ricorso, dichiarando che la decisione è in contrasto con le prove scientifiche disponibili e con le valutazioni di sicurezza emesse da enti regolatori internazionali.

L’azienda continua a difendere la sicurezza dei suoi prodotti, sottolineando che in 17 dei 25 processi più recenti la giuria si è espressa a suo favore e che, in alcuni casi, gli importi dei risarcimenti sono stati ridotti in appello.

Roundup è uno dei diserbanti più utilizzati al mondo e viene spesso impiegato su colture geneticamente modificate per resistere al glifosato, permettendo agli agricoltori di aumentare la produttività e ridurre l’uso del terreno.

Tuttavia, da anni è al centro di un acceso dibattito scientifico e giudiziario. Alcuni studi indipendenti hanno suggerito una correlazione tra l’esposizione al glifosato e alcuni tumori, tra cui il linfoma non-Hodgkin, mentre l’Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti (EPA) ha stabilito che è improbabile che la sostanza sia cancerogena se usata correttamente.

La questione non si limita però al piano sanitario. Bayer ha finora ricevuto oltre 177.000 denunce legali relative al Roundup e ha accantonato circa 16 miliardi di dollari per affrontare i contenziosi.

L’azienda sta anche sostenendo iniziative legislative in vari stati americani per ridurre la propria esposizione legale, cercando di impedire future cause se le etichette dei prodotti risultano conformi alle normative dell’EPA.

Secondo i critici, si tratta di un tentativo di limitare la responsabilità legale delle multinazionali chimiche, a scapito della tutela della salute pubblica. Per Bayer, invece, i crescenti costi legali mettono a rischio la disponibilità di prodotti agricoli fondamentali come il Roundup.

Il caso Roundup riflette un più ampio conflitto tra ricerca indipendente e valutazioni ufficiali. Mentre alcuni studi evidenziano potenziali legami tra glifosato e tumori, molte autorità sanitarie internazionali continuano a giudicare il composto “improbabile cancerogeno” se usato in modo corretto.

Il dibattito resta aperto, ma i tribunali sembrano sempre più inclini a ritenere le aziende responsabili per l’assenza di trasparenza e le omissioni informative nei confronti dei consumatori.

Bayer, sede centrale Leverkusen By Atamari, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=6590031