Congo: M23 conquista Bukavu, guerra per minerali strategici

I ribelli dell’M23, sostenuti dal Ruanda, hanno occupato Bukavu, la seconda città più grande della Repubblica Democratica del Congo orientale. Dopo un’avanzata senza aver incontrato una significativa resistenza, la milizia ha consolidato la propria presenza in un’area cruciale dal punto di vista strategico ed economico.

Il governo congolese ha confermato l’occupazione della città e ha promesso di ripristinare l’ordine, mentre migliaia di civili e soldati governativi si sono dati alla fuga.

Dopo la cattura di Goma, capitale del Nord Kivu, l’M23 ha proseguito la propria avanzata verso sud, conquistando Bukavu, la capitale del Sud Kivu. La coalizione ribelle Congo River Alliance, di cui l’M23 fa parte, ha dichiarato di voler ripristinare l’ordine in una città che, a loro dire, era stata abbandonata dalle autorità e lasciata in preda all’insicurezza.

L’occupazione segna un’espansione territoriale senza precedenti da quando il gruppo è riemerso nel 2022, aumentando il rischio di un’escalation regionale.

L’M23 è una delle oltre 100 milizie attive nella RDC orientale, un’area ricca di risorse minerarie essenziali per l’industria tecnologica globale. Il gruppo afferma di difendere i diritti dei Tutsi congolesi contro le minacce rappresentate dai ribelli Hutu, responsabili del genocidio ruandese del 1994.

“The populations of Mutaho flee into Goma following the second day (21 May 2013) of fighting between M23 elements and FARDC soldiers. MONUSCO reinforces its presence in the area.” by MONUSCO is licensed under CC BY-SA 2.0.

Il Ruanda, accusato da Congo, Stati Uniti e Nazioni Unite di sostenere l’M23, nega qualsiasi coinvolgimento diretto, sebbene esperti dell’ONU abbiano documentato la presenza di migliaia di soldati ruandesi nelle file del gruppo ribelle.

L’intensificarsi del conflitto ha avuto gravi ripercussioni sulla popolazione civile. Gli scontri hanno distrutto migliaia di rifugi di emergenza intorno a Goma e Minova, lasciando circa 350.000 sfollati senza protezione.

Più di sei milioni di persone sono state costrette a fuggire dai loro villaggi, dando origine a una delle più gravi crisi umanitarie del mondo. Nella battaglia per Goma si sono registrati circa 3.000 morti e altrettanti feriti.

Il presidente congolese Felix Tshisekedi ha avvertito che la situazione potrebbe degenerare in un conflitto regionale. Le forze congolesi hanno ricevuto supporto da truppe sudafricane a Goma e burundesi a Bukavu, ma la risposta militare finora non è stata sufficiente a fermare l’avanzata dei ribelli.

Il Burundi ha mostrato un atteggiamento ambiguo, suggerendo di non voler intervenire ulteriormente. Il conflitto è stato discusso anche al vertice dell’Unione Africana in Etiopia, con il Segretario Generale dell’ONU, António Guterres, che ha espresso preoccupazione per la possibilità di una guerra su vasta scala.

L’occupazione di Bukavu da parte dell’M23 rappresenta un punto di svolta nel conflitto congolese. Con il governo incapace di contrastare l’espansione ribelle e le tensioni etniche e geopolitiche che continuano ad alimentare il conflitto, la situazione nella RDC orientale rimane altamente instabile.

La comunità internazionale, pur esprimendo preoccupazione, non ha ancora preso misure decisive per fermare l’avanzata dell’M23 o per affrontare il ruolo del Ruanda nel conflitto.

“M23 troops in Rutshuru army base” by Al Jazeera English is licensed under CC BY-SA 2.0.