Fio-psd ha fornito gli agghiaccianti dati relativi al 2024 sulle persone senza fissa dimora decedute. Grazie al prezioso lavoro e alla meritoria – seppur triste – comunicazione dell’associazione, sappiamo che al 31 dicembre 2024 i decessi sono stati 434, in ulteriore aumento rispetto ai 420 registrati nel 2023.
Una strage di uomini e donne che stride con l’assordante silenzio che le circonda. Morti che al massimo trovano spazio in qualche articoletto di giornale di provincia, ma delle quali non sentirete parlare in nessun talk show o telegiornale nazionale. Non fanno parte dell’agenda politica. Non esistono.
Fio-psd da anni denuncia con forza la necessità di andare incontro a queste persone, raggiungendole fisicamente in strada, perché è lì che vivono e, troppo spesso, trovano la morte. La strada, per chi non ha una dimora, è un luogo di violenza, incidenti e aggressioni.
È anche il punto di partenza, secondo fio-psd, per incontrare queste persone, ascoltarle, comprendere la natura del loro disagio e intervenire con soluzioni alternative, integrate tra sociale, sanità e comunità. Solo così si può portare avanti un cambiamento di approccio al fenomeno della grave marginalità adulta.
Invece ci si limita a qualche raccolta di coperte, un pasto caldo, una parola di conforto. È ciò che fanno le associazioni di volontariato, che si sforzano di fare il massimo. Ma la superficialità – e forse l’indifferenza – delle istituzioni pubbliche e della politica è vergognosa.
Quando si attivano, lo fanno aprendo qualche tensostruttura, stazione o metropolitana, parlando a sproposito di “emergenza freddo” ed “emergenza caldo,” come se si trattasse di eventi imprevedibili anziché del naturale ciclo delle stagioni, anche in tempi di cambiamenti climatici.
Servirebbe ben altro. Lo ripetiamo da tempo, e fio-psd lo reclama con forza: serve un vero accompagnamento delle persone verso un alloggio sicuro e dignitoso, verso spazi di stabilità e accoglienza, dove sia possibile ricostruire legami, promuovere autonomia e restituire dignità alla vita.
Delle 434 persone senza fissa dimora decedute restano solo i numeri, che però raccontano anche la loro storia. Il Rapporto 2024 di fio-psd rivela che l’età media delle persone decedute è molto bassa: 44,9 anni. Per chi vive in strada, l’aspettativa di vita è dimezzata rispetto alla media italiana di 81,6 anni.

I giovani tra i 17 e i 29 anni rappresentano il 18% del totale delle morti tra le persone senza dimora, pari a 76 individui. Questa fascia d’età è la seconda più colpita, subito dopo i 40-49enni. Si tratta perlopiù di giovani uomini (89% dei casi), con nazionalità straniera nel 92%.
I numeri del 2024 evidenziano che quasi la metà dei decessi (47%) è attribuibile a eventi traumatici e accidentali, come aggressioni, incidenti e suicidi.
A livello regionale, le aree con il maggior numero di decessi sono la Lombardia (18%, pari a 78 decessi) e il Lazio (12%, pari a 50 decessi). Significativi anche i dati del Veneto (11%, 48 decessi), della Campania (10%, 44 decessi) e dell’Emilia Romagna (9%, 39 decessi).
Questi numeri mostrano come la povertà estrema e l’esclusione sociale “abitino” anche in regioni tra le più avanzate d’Italia.
Le altre cause di morte includono: malattie o malori (38,8%), abuso di alcaloidi (8,1%) e cause sconosciute (6,3%). Per quanto riguarda i luoghi del decesso, il 32% delle morti è avvenuto per strada o in parchi pubblici, il 22% in baracche, edifici abbandonati o ripari di fortuna, il 10% in ospedale, l’8% in carcere e il 7% in stazioni ferroviarie o della metropolitana.
Le morti si concentrano principalmente nei mesi più rigidi, dicembre e gennaio, e nei mesi estivi da giugno ad agosto.
Per quanto tempo ci limiteremo a contare tristemente i morti senza assumere come prioritaria la questione dei senza fissa dimora? Quando inizieremo a indignarci davvero, chiedendo conto a chi, da amministratore comunale, parlamentare, sindaco o assessore, si volta dall’altra parte? Troppo spesso, di fronte alla “scomodità” della vista di persone senza dimora, la risposta è sgomberare e installare cancellate di ferro.
Ma noi saremo qui a ricordare la vostra ignavia.



