Musk contro gli immigrati, ma ha costruito il suo impero illegalmente

Secondo un recente rapporto del Washington Post, Elon Musk, attualmente l’uomo più ricco del mondo e uno dei principali sostenitori della campagna presidenziale di Donald Trump, avrebbe lavorato illegalmente negli Stati Uniti al suo arrivo dal Sudafrica.

Le informazioni, basate su testimonianze di ex collaboratori e documenti aziendali, rivelano che Musk sarebbe entrato nel Paese con un visto studentesco, ma senza mai iscriversi all’Università di Stanford, come invece previsto, e avrebbe iniziato subito a lavorare alla sua prima start-up, Zip2, violando le leggi sull’immigrazione. Musk ha negato queste accuse.

Il presidente americano Joe Biden ha colto l’occasione per attaccare Musk durante un comizio elettorale a Pittsburgh, Pennsylvania, criticandone l’ipocrisia. “È l’uomo più ricco del mondo e ha lavorato illegalmente.

Doveva essere a scuola, ma non ci è andato. E ora parla contro gli immigrati irregolari? Andiamo, amico”, ha dichiarato Biden, facendo riferimento all’attuale posizione di Musk a sostegno delle politiche anti-immigrazione di Trump.

In risposta, Musk ha replicato su X (ex Twitter), definendo Biden un “burattino” e accusandolo di mentire. Ha aggiunto che il suo visto studentesco J-1 sarebbe stato successivamente convertito in un visto di lavoro H1-B, ma senza fornire dettagli precisi su quando questo cambiamento sarebbe avvenuto.

“2019-06-11-tesla-shareholder-meeting-elon-musk-jb-straubel-drew-baglino” by Steve Jurvetson / Steve Jurvetson is licensed under CC BY 2.0.

Il Washington Post ha inoltre riportato che gli investitori di Zip2 erano preoccupati per il suo status legale e lo avevano pressato affinché regolarizzasse la sua posizione per evitare problemi di deportazione.

Musk, che ha donato 75 milioni di dollari alla campagna presidenziale di Trump, è diventato una figura centrale nella politica americana, sostenendo le teorie della destra estrema come quella del “grande ricambio”, secondo cui la sinistra starebbe favorendo l’immigrazione di massa per alterare il panorama demografico e politico degli Stati Uniti.

Durante i suoi discorsi, Musk ha affermato che gli immigrati vengono portati in massa negli stati chiave come la Pennsylvania per garantire una vittoria elettorale perpetua ai Democratici. Ha anche criticato duramente Kamala Harris, descrivendola come “un burattino” di una macchina politica più grande.

Mentre Musk sostiene la libertà di espressione e il diritto alle armi, l’uomo più ricco del mondo offre anche premi finanziari a chi firma dichiarazioni in difesa di questi diritti, un’iniziativa che ha sollevato sospetti di violazione delle leggi elettorali. Pagare per incoraggiare il voto, infatti, è vietato negli Stati Uniti.

Se le rivelazioni del Washington Post fossero confermate, le azioni passate di Musk contraddirebbero apertamente le sue attuali posizioni politiche. Nonostante la sua retorica contro l’immigrazione irregolare, il fondatore di Tesla e SpaceX potrebbe aver beneficiato di un sistema che ora critica aspramente, sollevando interrogativi sulla coerenza delle sue dichiarazioni e sulle sue effettive motivazioni.