Trump e Venezuela: petrolio, egemonia e ingerenza USA

Qualora ce ne fosse bisogno, si ribadisce che a Donald Trump del popolo venezuelano non gliene frega nulla, meno di zero. Infatti ha ordinato al Venezuela di interrompere i rapporti con Cina, Russia, Cuba e Iran e si è preso il controllo sulla vendita del petrolio.

Che l’oro nero sia uno degli interessi del tycoon è confermato dal sequestro di una petroliera ‘ombra’ battente bandiera russa accusata di aver violato le sanzioni americane nei confronti del Venezuela,un altro tornaconto è l’egemonia politica sul Sudamerica, compreso la gestione degli immigati,e su questi dossier gli americani non fanno sconti a nessuno.

E questa è la transizione democratica e pacifica che desidera, non ha voluto che a condurla sia la Machado, esponente di destra in esilio, di Edmundo González Urrutia,arrivato secondo alle presidenziali del 2024 neanche a parlarne.

E la scelta che sia la vice del dittatore Delcy Rodriguez a supplirlo è indicativa, rumors l’additano come infedele. Quando si afferma che l’operazione degli USA è illegittima si dice un’ovvietà colossale.

Come destituire un dittatore? Sostenendo l’opposizione interna che porti a una ribellione per cacciare il tiranno di turno che sia Chavez,Maduro o Ali Khamenei, l’impresa condotta dagli Usa si è realizzata grazie a un aiuto interno, il passaggio successivo è fare svolgere elezioni libere e poi non abbandonare la nazione dopo avere ottenuto i propri benefici che non sono solo economici.

Dalle notizie che arrivano d’olteoceano, il tycoon considerando anche il peso specifico del regime degli ayatollah vuole sostenere i ribelli in protesta dal 28 dicembre dall’esterno con una guerra ibrida, con cyberattacchi a infrastrutture critiche -trasporti,energetiche, digitali-.

Anche perché nel secolo scorso gli Usa hanno fatto danni irreparabili, vedi Libia, Afghanistan e Iraq. I loro abitanti festeggiavano come fanno i venezuelani adesso, ma poi sono stati abbandonati e i risultati sono evidenti.

La geopolitica è anche un esercizio di equilibrio con la libertà per autodeterminarsi, e il diritto internazionale. In questa vicenda di negazione della,legislazione transnazionale,uno dei fatti piacevoli è il rientro in Italia del cooperante Alberto Trentini e dell’imprenditore Mario Burlò.

Official White House Photo (Shealah Craighead) – Public Domain