Strage UTA 772: familiari vittime italiane parti civili contro Sarkozy

Ci sono anche degli italiani, insieme ad altri familiari delle 171 vittime della strage del DC 10 UTA 772 del 19 settembre 1989, come parti civili nel processo iniziato a Parigi contro Nicolas Sarkozy. L’ex Presidente francese è accusato di appropriazione indebita di fondi pubblici e finanziamento illecito della campagna elettorale del 2007. Secondo l’accusa quei milioni di euro versati, provenivano dal regime libico di Muʿammar Gheddafi, morto nel 2011. Le indagini del giudice francese Jean-Louis Bruguière portarono nel 1999 alla condanna di sei esponenti del regime libico, tra cui Adbellah Senoussi, genero di Gheddafi. La Libia accettò poi di risarcire le famiglie delle vittime, tramite un fondo speciale, nel 2004.

Nicoletta Diasio, oggi docente all’Università di Strasburgo, è figlia di Gioacchino Diasio, una delle dieci vittime italiane della strage. Insieme al fratello Francesco ha deciso di andare fino in fondo nell’accertamento delle trame politiche oscure, che un riconoscimento economico del danno non basta a risarcire. «Che un uomo politico come Nicolas Sarkozy – spiega a Diogene Notizie – abbia potuto scendere a compromessi con uno Stato canaglia, per finanziare la sua campagna elettorale, in cambio della riammissione della Libia nel consesso internazionale, ci sembra un atto gravissimo che offende non solo la memoria delle vittime, ma l’insieme della cittadinanza francese, il concetto stesso di cosa pubblica e la funzione presidenziale che Sarkozy ha incarnato».

Va ricordato che le vittime della strage provenivano da molte nazioni diverse: 54 francesi, 51 del Congo. 25 del Ciad, 10 italiani, 7 statunitensi 5 dal Camerun, 4 britannici, 3 canadesi e poi ancora vittime dalla Repubblica Centroafricana e da Mali, Svizzera, Algeria, Belgio, Bolivia, Grecia, Marocco e Senegal.

«L’obiettivo delle parti civili – prosegue Diasio – è garantire che sia fatta luce sull’ipotesi di questo scandalo di Stato, tener viva la memoria dell’attentato, svenduta nella sospetta transazione tra potere e denaro sporco. Se questo processo riguarda in primo luogo la Repubblica ed i cittadini francesi, ci sembra importante ricordare che date le molteplici nazionalità delle vittime. La sua portata oltrepassa le frontiere e gli interessi nazionali».

In apertura dell’udienza, il processo si protrarrà fino ad aprile, gli avvocati di Sarkozy hanno sollevano la questione dell’incompetenza del tribunale a favore della Corte di Giustizia della Repubblica (CJR), poiché rivestiva una carica pubblica all’epoca dei fatti. Nicolas Sarkozy è sembrato molto agitato quando il procuratore Quentin Dandoy ha ricordato alla Corte che l’ex presidente aveva già intrapreso per due volte un’azione legale su questo punto e per due volte i giudici hanno respinto la sua richiesta.

Sarkozy, presidente dal 2007 al 2012, è già stato condannato per reati simili: nel febbraio 2024, in appello, a un anno di reclusione per finanziamenti illeciti, e a dicembre a tre anni per corruzione, da scontare ai domiciliari. Tuttavia, il caso sui presunti finanziamenti libici è considerato il più grave, con una possibile pena fino a dieci anni di carcere. Gli inquirenti sostengono che, in cambio del sostegno finanziario, Sarkozy abbia garantito favori diplomatici e commerciali al regime libico, contribuendo anche a migliorare la sua reputazione internazionale dopo gli attentati terroristici attribuiti alla Libia negli anni Ottanta, come quelli dei voli Pan Am 103, conosciuto come strage di Lockerbie e dell’UTA 772, che causarono 440 vittime complessive.

Par Map_of_UTA_Flight_772.jpg: Eric Gaba and Max Smithderivative work: Robot8A (talk) — Map_of_UTA_Flight_772.jpg, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=17203216

Subito dopo l’elezione, nel 2007, Sarkozy ospitò Gheddafi in Francia, ristabilendo i rapporti ufficiali interrotti da decenni. Quel periodo vide altri paesi occidentali, tra cui l’Italia, rafforzare le relazioni con la Libia. Nel 2008, ad esempio, il governo Berlusconi firmò un importante accordo di cooperazione con Gheddafi. Le prime accuse sui legami finanziari tra Sarkozy e il regime libico vennero alla luce nel 2012, quando il sito investigativo Mediapart pubblicò un documento del 2006 che faceva riferimento a un presunto accordo per il finanziamento della campagna elettorale. Sarkozy nega tutte le accuse, definendole ritorsioni orchestrate dagli ex alleati di Gheddafi, ostili a lui dopo il cambio di rotta della Francia. Nel 2011, infatti, Sarkozy sostenne l’intervento militare che portò alla caduta del regime libico e alla morte del dittatore.

Se le vicende legate al volo Pan Am 103, 259 vittime il 21 dicembre 1988, sono piuttosto conosciute, quelle della strage di 9 mesi dopo, il volo UTA 772, seppur con medesime modalità, una bomba a bordo dell’aereo, ed esecutori individuati come provenienti anch’essi dai servizi segreti libici, non sono state seguite con lo stesso interesse dalla stampa italiana.

Il 19 settembre 1989, un McDonnell Douglas DC-10 della compagnia aerea Union de Transports Aériens (UTA) esplose in volo sopra il deserto del Ténéré, nel Niger, 46 minuti dopo il decollo da N’Djamena, Ciad, durante una tratta verso Parigi. L’aereo era decollato alle 12:13 UTC e fu distrutto alle 12:59 UTC, a circa 35.000 piedi di altitudine, in condizioni di volo normali. L’esplosione fu causata da una bomba nascosta in una valigia caricata a Brazzaville, Congo.

Il disastro avvenne in una delle aree più remote del Sahara, vicino alle città di Bilma e Ténéré. I detriti si dispersero su centinaia di chilometri quadrati di deserto. Un’indagine dell’ICAO determinò che l’esplosione fu il risultato di un attentato terroristico. La bomba, contenente pentrite, era stata piazzata in un bagaglio caricato a Brazzaville, in Congo. Le misure di sicurezza nell’aeroporto non erano conformi agli standard internazionali.

Una successiva inchiesta condotta dal giudice francese Jean-Louis Bruguière individuò sei sospetti, tutti cittadini libici e legati ai servizi segreti di Gheddafi, tra cui Abdallah al-Senoussi, cognato del dittatore e capo dell’intelligence libica. Il movente sarebbe stato una rappresaglia per il sostegno della Francia al Ciad durante il conflitto contro la Libia (1978-1987).

Nel 1999 i sei cittadini libici furono condannati all’ergastolo in contumacia dalla Corte d’assise di Parigi. Poiché la Libia non concesse l’estradizione, le famiglie delle vittime negoziarono un risarcimento. Nel 2004, la Libia accettò di versare 170 milioni di dollari (1 milione di dollari per ogni vittima) tramite la Fondazione Gheddafi.

Un memoriale in pietra nera fu eretto nel 2007 nel deserto del Ténéré, a forma di DC-10 e circondato da 170 specchi rotti, simbolo delle vittime. È visibile dalle coordinate 16°51′53.748″N 11°57′13.362″E. Il sito, ormai sepolto dalla sabbia a causa della desertificazione, è stato recentemente vandalizzato nel 2023, generando indignazione tra i familiari delle vittime.

Nonostante sia stato uno degli attentati più gravi della storia dell’aviazione, il volo UTA 772 è spesso considerato il “volo dimenticato”. La distruzione del DC-10 rimane un simbolo delle complesse dinamiche geopolitiche dell’epoca, con una lunga scia di sofferenza per i familiari delle vittime.

Par Net_Weighthttp://wikimapia.org/#lang=fr&lat=43.359800&lon=5.334200&z=12&m=w&show=/user/185868/ — http://photos.wikimapia.org/p/00/03/51/59/29_full.jpg, CC BY-SA 1.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=72737518