Diogene Notizie esprime piena solidarietà a Sigfrido Ranucci, vittima di un vile attentato che solo per caso non si è trasformato in tragedia. L’ordigno esploso sotto la sua auto non è solo un atto criminale: è un messaggio contro il diritto di raccontare la verità.
Fa sorridere — amaramente — il coro di solidarietà ipocrita di molti esponenti politici che fino a ieri hanno tentato in ogni modo di zittire Ranucci e Report, con querele, pressioni e campagne di delegittimazione. Certo, tra una querela e una bomba c’è differenza, ma come ricordava Giovanni Falcone, “è quando resti solo che la criminalità ti colpisce”. E Ranucci è stato lasciato solo, circondato da un vuoto pneumatico creato dal governo e non solo da quello nazionale.
La libertà d’informazione in Italia continua a scivolare verso il basso: secondo Reporter senza frontiere, il nostro Paese è ormai stabilmente sotto il 40º posto al mondo, in compagnia di democrazie malate dove il giornalismo d’inchiesta è un bersaglio.
Come avrebbe detto Voltaire, non ci piace lo stile di Report, ma difenderemo sempre il suo diritto di esistere. In un Paese civile c’è spazio per tutti, persino per certa stampa di centrodestra che ogni giorno deforma la verità, ma se la libertà d’espressione resta appannaggio di chi detiene il potere, allora la solidarietà — anche quella della premier Meloni — è solo un esercizio di ipocrisia.
Illustrazione di Benigno Moi



